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Booking Blog™ – Il blog del Web Marketing Turistico

QNT Hospitality - Soluzioni web per il turismo
 
Tuesday 21 November 2017

Marketing Integrato: coinvolgere i giusti clienti al momento giusto sui giusti canali

leggi l’articolo completo...Che cosa si intende per marketing Integrato? Fare marketing integrato significa identificare i migliori clienti target e impiegare ogni risorsa per comunicare con loro, con il loro linguaggio e secondo le loro modalità e soprattutto utilizzando una moltitudine di canali marketing di concerto, in modo da esporre il cliente ad un messaggio davvero coerente e diffuso durante tutto il processo di acquisto.

Questo secondo un recente studio di HSMAI, sarebbe il segreto per investire al meglio il budget dell’hotel destinato al marketing. La varietà di canali on-line a disposizione nell’ambito dell’ospitalità è a tal punto ampia e le ricerche compiute dall’utente in via di pianificazione del viaggio a tal punto numerose, che molto spesso è complicato riuscire a comunicare nel modo corretto e sui canali più appropriati con le varie tipologie di clientela.

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Google lancia City Pages e nuove descrizioni per le attività: le recensioni degli utenti ancora al centro

leggi l’articolo completo...Nella sua continua corsa al primato on-line, Google torna a rafforzare e dare risalto a Google Places: conversazioni sociali, offerte flash in classico stile Groupon, connessioni mobile, recensioni e promozioni a  pagamento vengono combinati e interconnessi per rendere “Places” una piattaforma multi-funzionale in continuo divenire.

Da poco Places è stato dotato di due nuove feature ancora in versione beta chiaramente tese ad accrescere la preminenza di Google nell’ambito delle ricerche locali – che dovrebbero a detta di Big G, offrire una maggiore visibilità alle attività e una maggiore usabilità agli utenti in cerca di negozi, ristoranti, hotel, ecc. Parliamo di “Google City Pages”, pagine tematizzate per destinazione, e i nuovi testi descrittivi per le attività indicizzate sulle mappe.

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Rate parity o Price Fixing? La Parity accusata di limitare la libera concorrenza

leggi l’articolo completo...Skoosh.com è un piccolo portale turistico low cost inglese. Il suo fondatore, Dorian Harris è diventato famoso tra gli operatori del settore alberghiero perché da quasi un anno porta avanti una causa contro le maggiori OTA e contro la parity rate. In seguito alle sue proteste pubbliche, l’Agenzia inglese Office of Fair Trading ha intrapreso un’inchiesta riguardante la presunta diffusione di prezzi prestabiliti nella vendita online di camere di hotel. “Forse che le grandi catene alberghiere e le principali agenzie di viaggi online si stanno mettendo d’accordo per decidere i prezzi e farti pagare più di quello che dovresti?”, dichiara la BBC.

Ne parla in questo guest-post Riccardo Cocco, revenue manager e consulente in ambito alberghiero:

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Quanto sono invitanti le offerte speciali del vostro hotel?

leggi l’articolo completo...Alcuni giorni fa un amico ha visitato trionfante il sito di un noto distributore di carburante, per consultare quale premio potesse ritirare grazie ai punti che stava raccogliendo da oltre un anno, ma dopo migliaia di euro spesi, ha scoperto che i suoi 1500 punti non valevano praticamente niente, perché persino per un frullatore ad immersione ce ne volevano almeno 4000. Inutile descrivere la sua delusione e la sua reazione: “Basta, vado a fare benzina da un altro”.

Questo può accadere anche nell’ambito dell’ospitalità: Expedia ha appena lanciato un nuovo “rewarding program” per premiare gli utenti più fedeli con punti e sconti, ma gli esperti dicono che difficilmente riuscirà ad avere un’incidenza rilevante sul business dell’azienda, dal momento che in realtà i punti possono tradursi solo in sconti dell’1% sulle prenotazioni aeree e dello 0,7-2% sulle prenotazioni di hotel.

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Google citato da un hotel per aver “suggerito” informazioni false

leggi l’articolo completo...Avete presente la funzione “suggest” che, quando digitate un termine su Google, vi suggerisce le chiavi di ricerca più diffuse per rendervi il processo più veloce? Bene, immaginate di digitare il vostro nome di battesimo e di veder comparire a fianco – suggerito da Big G – il termine “ladro”, o “criminale”. Come vi sentireste?

È quello che è accaduto ad un hotel Irlandese, che ha visto comparire a fianco del proprio brand sul motore di ricerca la parola “receivership” (“fallimento”) e che è stato sommerso dalle telefonate di numerosi clienti preoccupati che l’hotel chiudesse prima di aver soggiornato nelle costose suite prenotate in largo anticipo. L’unico dettaglio è che l’hotel non sta facendo bancarotta.

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TripAdvisor regala “badge” agli utenti con più recensioni: che cosa cambierà?

leggi l’articolo completo...TripAdvisor cerca di incentivare nuove recensioni e maggior affidabilità attraverso un nuovo sistema di riconoscimenti (badge) per i membri della sua community: già da qualche giorno il sito assegna ai suoi iscritti diverse tipologie di stelle a seconda del numero di recensioni pubblicate, più una particolare “coccarda” che segnala il numero di commenti ritenuti più utili dagli altri utenti.

Kevin Carter, il portavoce di TripAdvisor, ha chiarito: “TripAdvisor ha aggiunto il sistema di badge nel sito per dare un riconoscimento pubblico ai contributi prodotti dalla nostra attiva comunità di autori. I badge serviranno agli utenti come ulteriore sistema per determinare quali recensioni sono più rilevanti per la propria esperienza di pianificazione del viaggio.”

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Training Tips: come e perché formare il vostro staff

leggi l’articolo completo...A maggio abbiamo lanciato un piccolo sondaggio su Facebook chiedendovi “Tra questi investimenti, a quale dareste la priorità per migliorare le performance dell’hotel?”. La metà di coloro che hanno partecipato hanno dichiarato che il miglior modo per investire il budget a disposizione sarebbe la “Formazione del personale”, lasciando da parte ammodernamenti, revenue management e web marketing.

È davvero significativo che si riconosca allo staff un valore così forte per il rendimento dell’intero hotel, sebbene poi nella realtà moltissimi professionisti che operano nel settore dell’ospitalità, dal front desk al revenue manager, si lamentino per la mancanza di motivazione e di incentivi dimostrata dal management dell’hotel.

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Foursquare e Facebook Places: quali sono i check-in più preziosi per l’hotel?

leggi l’articolo completo...Check-in, badge, mayor, special, deal: se non avete ancora familiarizzato con il gergo dei social network geo-locali, forse è il momento di iniziare a farlo. Come abbiamo visto la diffusione e la grande popolarità che hanno riscosso fin dalla loro comparsa su Smartphone, ne ha fatto uno dei più significativi trend in crescita del 2010 in parallelo al fenomeno del mobile.

Impossibile per l’hotel non monitorare e incentivarne l’uso, perché segnalazioni e commenti possono senza dubbio portare notorietà al brand. Ce ne sono davvero un’infinità: Foursquare, Gowalla, Yelp, BrightKite, tanto per citarne alcuni. Ma quali tenere d’occhio?

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Riflessioni sul processo decisionale: consigli sociali e OTA decisivi per l’acquisto

leggi l’articolo completo...Tra l’idea di prendersi una vacanza e la prenotazione effettiva del viaggio intercorrono mesi di ricerche e centinaia di click, ma che ruolo rivestono all’interno di questo complesso processo Internet, i consigli della cerchia sociale, i media tradizionali, le notizie on-line e off-line?

Il recente studio “Ritratto dei viaggiatori Americani” condotto su oltre 2.500 individui dall’azienda di marketing e ricerca Ypartnership, mette bene in evidenza quale sia il processo decisionale che guida il viaggiatore medio verso la prenotazione, e sebbene sia stato condotto esclusivamente su individui statunitensi, credo che rifletta una tipologia comportamentale diffusa ben oltre gli Stati Uniti.

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Rieducare i clienti alla tariffa giusta: una nuova sfida per i Revenue Manager

leggi l’articolo completo...Una delle maggiori sfide che i Revenue Manager si troveranno ad affrontare nei prossimi anni è riuscire ad attribuire di nuovo alle camere il loro valore reale, recuperando punti nell’occupazione e nel RevPAR dell’hotel e allo stesso tempo ri-educando i clienti a non andare costantemente a caccia di sconti, offerte speciali e last minute stracciati. Se pur in un contesto altamente competitivo su cui ancora permane l’ombra della crisi e in cui sconti e tagli tariffari sono ormai all’ordine del giorno, è importante adottare strategie di pricing che facciano nuovamente comprendere agli ospiti qual è il giusto valore del soggiorno.

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Google +1: il nuovo bottone di Google per consigliare l’hotel già tra le SERP

leggi l’articolo completo...Ad aprile, Google aveva annunciato il rilascio di una funzione chiamata “Google +1” per comunicare pubblicamente ai propri contatti sociali e al resto del mondo l’apprezzamento di una pagina o di un contenuto: in pratica si tratta di un bottone presente sulle SERP a fianco dei risultati di ricerca e degli Ad pubblicitari e integrabile sul proprio sito o blog, con un contatore che mostra il numero di click guadagnati. Oggi la funzione è stata attivata solo su Google.com, ma gli ingegneri di Big G promettono che presto sarà disponibile anche per altre lingue.

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Groupon ed Expedia uniscono le forze: gli hotel sempre più in balia degli intermediari

leggi l’articolo completo...Si chiama Groupon Getaways ed è il nuovo servizio di “travel deals” giornalieri offerti da Groupon in partnership con Expedia.

Groupon ed Expedia, aziende leader nei rispettivi settori, hanno chiaramente intuito le enormi potenzialità del binomio Turismo – Vendite Flash e stanno cercando di approfittarne per puntare al controllo della sempre più ampia fetta di “bargain hunters”, ovvero gli utenti sempre a caccia di offerte on-line.

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Come proteggere il brand del vostro hotel da Competitor e OTA sui motori di ricerca

leggi l’articolo completo...Non c’è niente che faccia più rabbia e danno economico agli albergatori che digitare il proprio brand name su Google e veder comparire in testa ai risultati di ricerca i link a pagamento di OTA e portali, che per tutto l’anno guadagnano sfruttando il nome del loro hotel e quello di molti altri (brand bidding).

Sebbene la maggior parte delle strutture condannino questa attività come illecita e scorretta nei confronti degli hotel, il “brandjacking” (o SEM hijacking, detto anche brand bidding) è accettato e tollerato da Google, che ne trae enormi benefici economici: gli investimenti PPC da parte dei portali sui brand name degli hotel affiliati ammonterebbero infatti a un 20% del totale delle loro campagne Adwords.

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Facebook e Twitter: solo per le grandi catene o anche per le piccole strutture?

leggi l’articolo completo...Uno dei nostri lettori, in un articolo di qualche giorno fa, commentava così una case history dedicata alla gestione di Facebook e Twitter in hotel: “Chi riesce a farlo sono essenzialmente le catene o gruppi di una certa entità! La singola struttura, magari di media grandezza non ha risorse sufficienti (in termini di tempo e denaro x investire su una persona) da dedicare a FB/Twitter. Come anche scritto nel vostro articolo, il requisito fondamentale affinché arrivino dei risultati concreti è quello di essere sempre presenti e soprattutto interattivi!!”.

Certo sono stati colti tre punti fondamentali del Social media marketing alberghiero: ci vuole tempo, ci vogliono risorse umane, bisogna essere sempre presenti e attivi. Ma davvero solo le catene alberghiere possono sfruttare efficacemente questo canale?

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