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Ads sui Social Network: la pubblicità che non paga

leggi l’articolo completo... [2]Abbiamo già ampiamente trattato l’importanza crescente di partecipare e sfruttare gli spazi offerti dai social network per acquistare maggiore visibilità ed avere più possibilità di interagire con gli attuali ed i potenziali clienti.

Che gli albergatori e gli esperti del settore a livello internazionale si stiano allineando a questa tendenza lo conferma anche l’ultimo sondaggio della HeBS (Hospitality eBusinness Strategy) di Mark Starkov e Jason Price, “Mastering Internet marketing in 2009: results of the 3rd Benchmark Survey on Hotel Internet Marketing”pubblicato nel marzo di quest’anno.

Dalla suddetta ricerca, che ha coinvolto un ampio campione di direttori di alberghi (20,6%), direttori di vendite (49,6%), manager di e-commerce (13%) e revenue manager (29,8%), sia europei che americani, risulta che molti nel nuovo anno sono pronti ad aumentare massicciamente gli investimenti nell’Internet Marketing, e in particolare nei nuovi formati pubblicitari offerti dai SN.

Ma davvero sarà una mossa vincente? Oppure, come sostengono in molti, sarà una strategia inutile?
 
 

La ricerca della HeBS: i nuovi investimenti saranno solo on-line

Dalla ricerca condotta da Starkov e Price emerge con forza la rinnovata consapevolezza di albergatori ed esperti relativamente alla fondamentale importanza dell’Internet Marketing nel settore turistico: per il 55,7% infatti le strategie sul web produrrebbero di gran lunga i migliori risultati. D’altronde il canale online risulta essere l’unico in crescita per il biennio 2009-2010.

Se pur in un clima economico poco motivante, il 63% degli intervistati pianifica di aumentare gli investimenti di Internet Marketing, e se una grossa percentuale pensa comunque di mantenerli allo stesso livello del 2008, la maggioranza degli albergatori è pronta a sborsare il 15% in più per le strategie di promozione sulla rete. Il 33% di coloro che vogliono aumentare questi investimenti ha dichiarato che sposterà parte del budget dall’off-line all’on-line.
 
 

Più pubblicità sui social media

Per quanto riguarda in particolare il rapporto con i social media, di cui evidentemente si tende a percepire l’influenza crescente sui potenziali viaggiatori, gli intervistati della ricerca dell’HeBS hanno dimostrato di voler fare un’inversione di tendenza rispetto al 2008.

Mentre sono destinati ad perdere terreno strumenti come il photo sharing, le lotterie e i concorsi sul proprio sito ufficiale, i sondaggi e le comment card (che lo scorso anno risultavano le attività più popolari), un massiccio 24,4% degli intervistati, rispetto all’8,1% del 2008, si è dichiarato deciso ad investire soprattutto nelle pubblicità sui social media.

Tabella 1: Quali iniziative di marketing Web 2.0 stai pianificando per il prossimo anno?
 
 
Questa tendenza già risultava evidente in una ricerca del 2007 di eMarketer:

Tabella 2: andamento degli investimenti in SN Advertising
 
 

EMarketer sconsiglia: meglio evitare gli ADS e concentrarsi sul branding

Se in tanti vogliono aumentare le pubblicità sui SN, ci sono ancora forti dubbi sui risultati reali di questi investimenti: eMarketer, in uno studio su Facebook pubblicato recentemente, si è dimostrato molto scettico sull’utilità di questi ads.

A quanto pare le cifre di febbraio 2009 relative a FB son impressionanti: ogni giorno i suoi utenti raggiungono una media di 3 bilioni di minuti di navigazione sul sito, aggiornano il loro stato 15 milioni di volte e 3 milioni e mezzo diventano “fan” di una particolare azienda, marchio, prodotto o personaggio.

Tabella 3: Risultati utenza Facebook febbraio 2008/febbraio 2009

Eppure, a quanto pare, questa rapida crescita dell’utilizzo di FB non si è tradotto in un altrettanto importante guadagno pubblicitario: l’IDC (International data Group) ha rilevato che nel 2008 il 43% degli utenti di FB non ha mai cliccato su un banner pubblicitario, una consistente differenza rispetto a quell’80% di altri utenti che invece lo fanno almeno una volta l’anno. Inoltre rispetto al 23% degli utenti generici che dopo aver cliccato su un AD sono passati all’acquisto, solo l’11% degli utenti FB lo hanno fatto.

Inoltre studi ed esperimenti condotti dalla nostra azienda su diverse campagne ADS su Facebook, stanno dimostrando il basso click through e l’altissimo tasso di rimbalzo, che spiega solo in parte perchè i dati dei click su Facebook siano doppi rispetto a quelli della web analitycs.
 
 

Sui SN meglio concentrarsi sul branding

Dunque, se a quanto pare le forme pubblicitarie offerte sui SN non sono ancora efficaci, tanto meglio concentrarsi, come abbiamo già spiegato (vedi articolo di BB “Albergatori su Facebook: 6 piccoli consigli”) sul loro utilizzo per migliorare le proprie campagne di brand-building.

Come dimostra anche un sondaggio realizzato tra gli esperti di marketing dalla TNS Media Intelligence, relativo a quali sarebbero gli obiettivi potenzialmente raggiungibili più facilmente attraverso i SN, nessuno ha risposto che favorirebbero gli acquisti.

I SN sarebbero al contrario molto utili a conoscere il pensiero e le opinioni dei consumatori, a costruire la diffusione del brand e la fedeltà dei clienti.

Tabella 4: Obiettivi Marketing raggiungibili tramite SN
 
 
Fonti: eMarketer.com [3] & HeBS [4]