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Airbnb elimina i costi di servizio per gli ospiti

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Abbiamo recentemente parlato delle ultime evoluzioni di Airbnb [3] e della sua invasione di campo nell’ area tradizionalmente occupata dagli hotel.

In uno scenario così complesso come quello del mercato del travel, Airbnb lancia una nuova sfida: probabilmente per competere sempre di più con Booking.com, sta iniziando ad eliminare i costi di servizio per gli ospiti. Un cambiamento non indifferente se consideriamo il suo avvicinamento al mondo delle strutture alberghiere.

 

Nuovo business model

 

Come riportato in un articolo di Skift [4], a partire dal 4 Giugno, attraverso questo nuovo modello di business, i gestori delle proprietà che creeranno un nuovo account e si collegheranno al portale Airbnb dall’ Asia (eccetto il Giappone), Europa, Medio Oriente e Africa, pagheranno di default una commissione dedicata ai soli proprietari del 14%. Ad oggi avviene invece il contrario. Di default viene applicata una commissione tra il 3% e il 5% agli ospitanti, mentre gli ospiti pagano un costo aggiuntivo che arriva fino al 20% sul costo totale della prenotazione.

Ad ogni modo, gli ospitanti sia nuovi che esistenti avranno l’opzione di scegliere se passare alla tariffa condivisa con il viaggiatore o adottare la nuova commissione del 14% applicata ai soli proprietari.

A questo riguardo, Leslie Cafferty, portavoce di Booking.com, sottolinea che la loro holding non ha mai attribuito costi aggiuntivi ai viaggiatori e che la loro missione è connetterli con gli albergatori, in più di 40 linguaggi diversi.

Inoltre, dopo aver acquisito HotelTonight, il portale specializzato nella prenotazione last minute di camere di albergo, Airbnb sta aumentando il suo bacino di mercato verso boutique hotel e affitti di lusso e tutte queste proprietà saranno soggette a una tariffa del 15%, in tutti i paesi, eccetto il Giappone. Boutique e alberghi tradizionali iscritti precedentemente alla piattaforma non saranno influenzati da alcun cambiamento.

 

Aumento delle prenotazioni

 

Airbnb sta già analizzando i primi risultati di questa operazione. È stato verificato che l’introduzione di questo nuovo schema commerciale ha portato ad un aumento delle prenotazioni in alcuni paesi in cui è stato adottato. In aggiunta, questo tipo di gestione porta ad un vantaggio anche dal punto di vista gestionale.

I proprietari infatti si lamentavano della difficoltà di mantenere il pieno controllo delle tariffe in un piano in cui venivano aggiunti dei costi variabili direttamente al vacanziere. In questo modo invece gli ospitanti hanno completa autonomia nel proporre il prezzo della stanza o dell’appartamento all’ospite.

Il cambiamento del modello commerciale applicato agli iscritti nei paesi asiatici ha un impatto molto significativo. Siew Kum Hong, direttore regionale di Airbnb Asia-Pacific, a tal proposito ha dichiarato che l’azienda ha più di 1 milione di inserzioni in Asia e questo cambiamento sarà un fattore decisivo per la sua crescita.

Non è stato dichiarato apertamente, ma è evidente che questa mossa del colosso degli affitti online è volta a mettersi in concorrenza diretta con Booking.com. Rimaniamo quindi a monitorare i prossimi sviluppi