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Amazon e il futuro delle prenotazioni online

leggi l’articolo completo... [2]Nell’industria del travel si parla spesso di “disruption”, spesso identificandola in una nuova tecnologia che cambierà totalmente l’esperienza di ricerca, prenotazione e soggiorno per i viaggiatori e, di conseguenza, per gli hotel.

Eppure l’attenzione potremmo rivolgerla non solo alla tecnologia, ma ai leader nella vendita di prodotti e servizi in altri mercati, aziende multinazionali con i mezzi economici e tecnologici per entrare nel settore travel come protagonisti. Una ricerca di OAG [3] ci mostra come già oggi molti viaggiatori sarebbero disposti a prenotare su piattaforme come Amazon e Facebook se fosse offerta loro la possibilità.

Secondo Statista, le entrate del settore travel online dovrebbero superare i 693 miliardi di dollari nel 2018. Mentre la maggior parte degli acquisti viene effettuata direttamente con gli hotel e compagnie aeree, o attraverso le onnipresenti OTA, si potrebbero affacciare nuove realtà che potrebbero cambiare sensibilmente lo scenario distributivo mondiale.

Date le dimensioni del mercato e la sua rapida crescita – Statista prevede che le vendite potrebbero raggiungere gli 817,5 miliardi di dollari entro il 2020 – è molto probabile che i big player dei social media e della grande distribuzione decidano di scendere in campo.

Chi ha più possibilità di ritagliarsi uno spazio nel settore?

 

Amazon è il vincitore

 

OAG ha intervistato 2164 persone, chiedendo loro quale piattaforma considererebbero affidabile ed efficiente per chiudere una prenotazione di viaggio.

A furor di popolo, è Amazon il brand di cui i viaggiatori si fiderebbero di più, con il 44% degli intervistati che non avrebbe problemi a considerare per una prenotazione la creatura di Jeff Bezos.

Segue Facebook con solo il 14% delle preferenze, mentre le altre piattaforme considerate superano solo il 7% con LinkedIn. È vero che la fetta più grande degli utenti (49%) non prenoterebbe in nessuna di queste, probabilmente rimanendo fedele alle attuali opzioni, ma chi avrebbe pensato anche solo due anni fa di pagare un abbonamento per guardare film e serie tv con Amazon Prime?

 

L’evoluzione dei pagamenti

 

Un altro aspetto che influenza il futuro del travel sono i metodi di pagamento; OAG per questo ha chiesto agli intervistati quali metodi sarebbero disposti a utilizzare per pagare il proprio soggiorno e gli eventuali servizi ancillari.

Nonostante la popolarità di servizi come PayPal e Apple Pay, il 29% di tutti gli intervistati ha dichiarato di non essere interessato a nessuno dei metodi di pagamento offerti nel sondaggio. Non ha invece sorpreso la percentuale di millennial disposti a usare Bitcoin come forma di pagamento (14%) contro le altre generazioni, decisamente meno entusiaste (mediamente il 6%). Sono anche più inclini a utilizzare Apple Pay (56% contro il 42%) e Google Wallet (29% contro il 22%).

Per il futuro, invece, potremmo iniziare a vedere pagamenti attraverso strumenti biometrici: secondo l’indagine di OAG, il 57% dei viaggiatori sarebbe disposto a utilizzare le proprie impronte digitali o tecniche di riconoscimento facciale per pagare beni e servizi.

 

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