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BTO 2011 Live – Il viaggiatore lento, ma anche tech

leggi l’articolo completo... [2]Torna sul palco di BTO Francesco Tapinassi, esperto di turismo online, di brand reputation nonché Direttore dell’Agenzia del Turismo della Maremma. Qui su Booking Blog ha già spiegato come la Maremma [3]sia diventata un esempio di gestione, di promozione e di comunicazione virtuosa del territorio.

Oggi ci spiega come una destinazione possa divenire una risposta concreta alle esigenze di una tipologia di viaggiatore sempre più diffusa: si tratta di un viaggiatore lento, cosciente del proprio impatto sull’ambiente, ma allo stesso tempo amante della tecnologia e costantemente connesso.

Il turismo slow si presta particolarmente all’Italia: la nostra “arretratezza” a volte fa gioco: aiuta a far ritrovare al viaggiatore una tradizione, un mondo perduto di valore.

Con la crescita della tecnologia, l’Italia si trova di fronte a un bivio: far leva sulla propria “arretratezza positiva” come plus di vendita, oppure omologarsi all’ospitalità iper tecnologica e moderna degli altri paesi?

Solo il 22% dei turisti hanno scelto l’Italia su Internet, quindi siamo indietro da questo punto di vista, ma se guardiamo le imprese, l’82% delle aziende sono presenti su Internet. Di queste però solo il 54% offre la possibilità di prenotare direttamente, mentre solo il 19% è sui social network.

L’artigianato del turismo è dunque un punto di forza dell’Italia, ma questa andrebbe resa più efficiente tramite la tecnologia.

Il nostro prodotto unico deve essere prenotabile dal turista, in ogni parte del mondo. È importante offrire possibilità di acquistare online.

Il territorio deve imparare a organizzarsi per vendersi “su misura” al cliente internazionale.

Il turista slow è un turista che si sofferma in un luogo, che lo gusta, ma che ha bisogno di strumenti informatici per promuoverlo.

Il territorio in realtà può fare molto per intervenire: il social mapping ad esempio, la capacità di mobilitare le comunità del territorio per mappare, creare itinerari, a piedi o in bici, da rendere fruibili gratuitamente in rete.

Interessante l’esperienza raccontata dall’Associazione Scuola del viaggio: il progetto nasce dalle università e dal territorio di Marsala nel trapanese per sviluppare il turismo culturale. L’associazione organizza degli workshop estivi di scrittura creativa, di disegno, di fotografia, per dare modo alle persone di raccontare il territorio in modo multisensoriale, in modo più profondo. In più l’incontro in gruppo è ciò che dà la possibilità di entrare in rapporto con le altre persone, di conoscere altre vite, altre storie.

“Il turismo responsabile porta sempre a casa di qualcuno” dichiara la responsabile “dà la possibilità di entrare dentro la cultura le vite delle persone sul territorio”… ma senza la tecnologia la Scuola del Viaggio non esisterebbe. I fondatori si trovano in città diverse, il punto di riferimento è Internet, le persone che vivono queste esperienze condividono molto in rete, su pagine Facebook ad esempio, anche per rimanere in contatto tra loro.

La professoressa Rita Salvatore ha infine presentato il progetto “Slow Travels”: la lentezza è strettamente connessa alla sostenibilità. È un’esperienza impegnativa per chi attraversa il territorio e incontra culture diverse, ma anche l’offerta deve impegnarsi per aiutare, per sostenere il viaggiatore travel.

Secondo la ricerca per il 22% dei turisti che hanno prenotato online, la sostenibilità è uno dei 3 fattori che influenzano la propria scelta. Come si vede l’anima green si coniuga bene alla tecnologia. L’attributo del territorio considerato  più sostenibile è il “mantenimento della vista panoramica e dell’heritage”. Dunque largo all’impegno da parte delle autorità per mantenere intatti i nostri paesaggi e i nostri tesori…