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BTO 2014 Live – Cucinare per raccontare un territorio

leggi l’articolo completo... [2]L’Italia, si sa, è rinomata per la sua cucina non meno che per i suoi monumenti e un piatto può valere più di mille parole. Marina Bompieri, appassionata di viaggi e di cucina, ci racconta la sua storia, fatta di territorio e di gusto sul Lago di Garda.

I percorsi enogastronomici sono un aspetto obbligato di una vera visita in Italia e sappiamo che molti di voi hanno già incluso l’organizzazione di tour o eventi di degustazione tra i pacchetti offerti dal vostro hotel.

Al BTO 2014 Marina Bompieri ci presenta una case study che può diventare un valido suggerimento per ampliare l’offerta di servizi di chi voglia rendere più intensa l’esperienza dei propri ospiti: organizzare corsi di cucina per turisti.

Come organizzare corsi di cucina di successo

Affinché l’attività abbia successo non occorre tanto saper cucinare ed essere chef pluripremiati, quanto saper capire la psicologia del gruppo a cui si insegna.

L’attenzione all’igiene non è mai troppa, così come la gentilezza con cui gli ospiti-allievi vengono accolti.

Una buona idea è includere nel pacchetto un grembiule personalizzato con il suo nome, creando al tempo stesso un dono e anche uno strumento che consenta di interagire durante la lezione: un ospite che si sente chiamare per nome è un cliente che sarà più facile fidelizzare.

La lingua è importante, ma il fattore dell’emotività lo è ancora di più: non state solo insegnando a cucinare, state trasmettendo un sistema di valori e di tradizioni. Perché il territorio e la cultura sono valori percepiti e cogliere lo spirito di un luogo significa sentirsi a proprio agio. Questi fattori passano attraverso la relazione, per cui contano i gesti, l’ambiente, l’attenzione al dettaglio umano.

Non a caso, i corsi di Marina finiscono con baci e abbracci, perché l’esperienza è sempre un modo di veicolare emozioni.

Durante il panel Marina racconta di una signora che le ha parlato con nostalgia di un dolce mangiato da bambina, nella sua casa di origini italiane. Una volta individuato di che tipo di dolce potesse trattarsi, attraverso una serie di domande, é stato realizzato e la signora, sopraffatta dai ricordi, ha cominciato a piangere. Quando si riesce a creare un simile legame con i propri ospiti, la competitività, le leggi di mercato, le OTA non esistono più: ci siete solo voi e la vostra USP.

Questo progetto parte, come spesso succede, da un’esperienza reale perché, come diciamo, non si inventa niente, ma si scopre, sviluppa, comunica un talento che già esiste.

E voi che tipo di idea potreste sviluppare nel segno dell’autenticità per offrire una esperienza davvero unica ai vostri clienti?