- Booking Blog™ – Il blog del Web Marketing Turistico - http://www.bookingblog.com -

BTO 2014 Live – Intervista al Ministro Franceschini

leggi l’articolo completo... [2]Uno dei momenti più attesi di questo BTO: l’intervista al Ministro Dario Franceschini, tra aspettative, promesse e punti interrogativi. Una presenza istituzionale che conferma la centralità assunta da BTO come osservatorio analitico e previsionale del sistema turismo in Italia.

L’Italia è una repubblica fondata sulla bellezza”: potrebbe diventare questo l’articolo 1 della Costituzione? Giancarlo Carniani prende avvio dal libro del giornalista Emilio Casalini ‘Fondata sulla bellezza’ per introdurre l’intervento del Ministro Dario Franceschini.
Se in un mondo ormai completamente globalizzato le nuove forme di competitività chiamano ogni Paese a riscoprire la propria vocazione, ecco che quella dell’Italia non può che far riferimento alla bellezza del suo patrimonio naturalistico e culturale.

La bellezza, da cifra stilistica dell’Italia, deve diventarne il principale perno di sviluppo, superando un gap importante: per quanto il nostro paese sia al primo posto nella classifica del desiderio, ossia delle destinazioni che si vorrebbero più visitare a livello internazionale, di fatto scende al quinto posto per i paesi realmente più visitati. Perché?

Il nostro patrimonio culturale ha secoli di storia alle spalle, eppure, ancora nel 2014, ne parliamo solo in termini di enorme potenzialità. Come di qualcosa non ancora conosciuto e valorizzato appieno.
Il Ministero del Turismo, afferma Franceschini, è il ministero più importante di questo paese perché il turismo è il vero motore di sviluppo su cui si dovrebbe investire.

 

Investiamo in un turismo scelto e sostenibile

Non un turismo qualunque, fatto di nicchie e sezioni, ma un turismo sostenibile come elemento distintivo rispetto a qualunque altra realtà nel mondo.

Non si tratta di aumentare il numero dei visitatori in Italia, perché il mercato è già per sua natura destinato a crescere nei prossimi anni: basti pensare alle enormi possibilità che si attendono dalla progressiva apertura della Cina al turismo internazionale.

L’impegno necessario è stabilire piuttosto una direzione e decidere che tipo di turismo vogliamo. Il caso di Venezia e del turismo delle grandi navi è emblematico: si tratta per lo più di un passaggio numerico di visitatori che non arricchisce e non crea indotto alcuno per la destinazione.

Il tipo di viaggiatore che questo sistema paese può e deve puntare ad attrarre è quello che vuole conoscere il territorio attraverso una molteplicità di aspetti che vanno dall’ospitalità, alla gastronomia, all’artigianato locale per approfittare in toto della sua offerta culturale.

Il recente accorpamento di Turismo e Cultura in un unico Ministero risponde alla precisa scelta di investire su questo modello anche se, ci preme sottolineare, il turismo culturale non è l’equivalente di cultura. Il permanere di questa sfera di competenze non permeabile alle gestioni economiche è quello che rende possibile un reale turismo sostenibile.

La riforma del Titolo V

Tra le priorità in Agenda la riforma del Titolo V che assegna le competenze di gestione del turismo alle singole Regioni. Un’esigenza particolarmente avvertita anche dal pubblico di albergatori, tanto che le domande finali (troppo poche) vertono proprio sulla richiesta di una omogeneizzazione della legislazione che consenta una reale competitività di tutte le strutture turistiche anche in fatto di distribuzione online. Tra le altre cose, il Ministro si è impegnato, nelle prossime settimane, a contattare i rappresentanti di ogni Regione per stabilire insieme una linea comune che favorisca una promozione più efficace del brand Italia.

L’altro elemento di riflessione sollevato dal pubblico in sala riguarda l’inadeguatezza, ormai avvertita a livello diffuso, del sistema delle stelle per designare le categorie alberghiere.

Il Ministro auspica una riforma che porti alla definizione di un’attribuzione di giudizio standard a livello europeo, superando quindi non solo la frammentazione regionale, ma anche quella dei singoli stati.

E voi? Che domande avreste rivolto al Ministro del Turismo e della Cultura?