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[BTO 2017] Google e la rivoluzione italiana

[2]Come sarà il futuro del travel secondo Google? Semplice: visualizzare le tecnologie più avanzate e le idee più innovative che già esistono e immaginare che nel giro di cinque, dieci anni al massimo siano alla portata di tutti.

Sotto questa lente è iniziato l’intervento alla BTO 2017 di Fabio Vaccarono, Managing Director di Google Italy e membro della Google EMEA Management Board.

Attualmente le persone nel mondo connesse alla rete sono tre miliardi e seicentomila, con una media di 2-3 device in linea a testa.

La crescita predetta nel prossimo triennio è scioccante: “Da qui al 2020 passeremo da tre miliardi ad almeno 6 miliardi di persone collegate alla rete, con una media di dispositivi online che si assesterà fra i sei e sette per persona”. Si presuppone quindi che in pochi anni i device connessi saranno 30-35 miliardi.

Solo l’Africa avrà un miliardo di nuovi utenti di Internet entro i prossimi quattro anni, in gran parte attraverso dispositivi mobile.

Una trasformazione micidiale, dove davvero “Internet diventa il mestiere di tutti” e non ci si chiederà se siamo usciti dal medioevo della digital divide, ma piuttosto “quante delle ventiquattro ore del tuo consumatore NON saranno state collegate alla rete, perché la connessione sarà data per scontata”.

Per Vaccarono, a oggi abbiamo visto solo il 2% di quanto la trasformazione digitale farà vedere nei prossimi anni, tanto che un concetto che gira spesso per Google è che “la rivoluzione digitale non sarà mai più così bambina e così lenta”.

 

L’Italia non sta ancora nella mano dei consumatori

 

“Il turismo in Italia non è solo una priorità per il settore, ma una straordinaria opportunità di far crescere l’Italia in generale.”

Eppure c’è un paradosso del marketing nel mondo della ricettività: mentre negli altri settori un prodotto viene esaltato dalla comunicazione fino a renderlo ancora più appetibile, l’altissima qualità dell’offerta turistica italiana è sottorappresentata online.

Secondo Vaccarono “L’economia della mobilità è uno dei principali driver di questa crescita e in Italia la media di caricamento di un sito mobile è molto più scadente rispetto a quella di altri Paesi, magari con un’offerta culturale meno ricca della nostra”.

Questo è un problema, perché la velocità di caricamento è uno dei fattori più impattanti sulle conversioni dirette; i consumatori sono sempre più esigenti e più del 65% dei clienti si aspetta di poter usare il proprio smartphone attivamente durante tutte le fasi dell’esperienza di viaggio.

In questo siamo indietro: la nostra capacità di comunicare con il consumatore digitalmente è la metà della media degli altri Paesi.

 

Davide può diventare Golia

 

Il consumatore vive immerso nell’internet ed esige ormai certi standard di qualità. Standard che un po’ mancano in Italia, con solo il 10% delle aziende che vende beni e servizi sul digitale.

Eppure il consumatore italiano è pronto come tutti gli altri al cambiamento e si attende una comunicazione che sia “Automated, Data Driven e Full Funnel”.

Significa un marketing intelligente, insomma, basato su dati raccolti, processati grazie al machine learning e alle intelligenze artificiali, automatizzato in tutte le fasi e che segue l’utente dal primo stimolo fino alla prenotazione, lungo tutto il purchase journey.

Sembra molto complicato, ma in realtà tutta la tecnologia che rende possibile questo cambiamento è alla portata di tutti. “Anche una piccola impresa può sfruttare strumenti opensource come TensorFlow per la machine learning e vedere risultati straordinari”.

Secondo Google, l’Italia ha il destino nelle proprie mani: anche se è piccola, con le nuove tecnologie può competere con tutti mercati e combattere ad armi pari con i colossi del marketing digitale.

“Siamo a un click di distanza da un colosso con tanti soldi, in questo mondo piatto e globale in cui anche un prodotto di nicchia può raggiungere centinaia di migliaia di acquirenti.”

Per Vaccarono: “Questa nuova epoca può essere Marco Polo 4.0 per l’Italia. Le nostre bellezze non sono mai state vicine ai desideri di un’umanità sempre connessa”.