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Cina: il mercato travel più importante al mondo si apre all’Occidente

leggi l’articolo completo... [2]Il turismo cinese sta diventando la norma in moltissime destinazioni, anche italiane. È stato calcolato che ben 135 milioni di cinesi viaggeranno all’estero quest’anno, rendendo la Cina il mercato travel in uscita più grande del mondo.

Una delle caratteristiche fino a oggi più comuni dei viaggiatori cinesi era la quasi totale dipendenza dai gruppi di viaggio. Si tratta di una tendenza piuttosto comprensibile, visto che viaggi fuori dal Paese sono relativamente una novità in Cina e lasciare che sia il tour operator a pensare a ogni dettaglio è considerato un comfort non da poco.

Le cose, però, stanno già cambiando.

Secondo il report di China Luxury Advisors [3] e Fung Business Intelligence Centre [4], basato su questionari inviati a chi aveva viaggiato fuori dalla Cina almeno una volta negli ultimi dodici mesi, il 70% dei turisti cinesi all’estero ha intenzione in futuro di pianificarsi da sé il proprio viaggio o di viaggiare comunque da soli, anche nel caso dell’acquisto di un pacchetto completo.

 

Viaggiare in gruppo non è più la regola

 

Il 17% ha affermato di organizzarsi il proprio viaggio da soli, mentre il 18% farà lo stesso ma ingaggerà una guida locale. Il 35% non farà a meno della comodità dei pacchetti tutto incluso, ma viaggierà comunque in maniera indipendente. In controtendenza, solo il 24% degli intervistati ha ammesso di voler usufruire di un viaggio di gruppo.

percentuale viaggiatori indipendenti mercato cinese [5]

Città cinesi di prima fascia e di seconda fascia

 

I viaggiatori da centri cittadini di prima fascia – cioè metropoli e centri economici – come Shanghai tendono ad essere più navigati, preferendo le esperienze di viaggio indipendenti.

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I viaggiatori da città di seconda fascia tendono a fidarsi ancora di esperienze “pronte all’uso”, con i viaggi di gruppo o l’uso di pacchetti all inclusive ancora preponderanti (71% è la percentuale aggregata). Spendono però in media centinaia di euro in più; essendo magari i primi in famiglia a viaggiare all’estero, spesso portano una lunga lista di regali da fare ai propri amici e familiari, motivo per il quale lo shopping è ancora una parte notevole del budget di viaggio, al contrario degli indipendenti che preferiscono spendere per hotel e cene di livello.

 

I viaggi si organizzano online

 

Come in Occidente, gran parte della pianificazione del viaggio viene svolta online, con i blog e i siti di viaggio che rappresentano da soli il 51% delle risorse usate.

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I social media (cinesi, come Weibo e WeChat) hanno percentuali di importanza non dissimili da quelle americane, con gli influencer che si dimostrano importantissimi per ispirare le nuove generazioni su destinazioni e tipologie nuove di viaggi all’estero.

Nella fascia 18-29, infatti, i social media rappresentano la seconda risorsa più importante di pianificazione di un viaggio (28%), con le agenzie fisiche che rappresentano solo il 19% del totale.

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Cosa vuol dire per l’albergatore indipendente?

 

Il mercato cinese, per anni, è stata un’opportunità di business inespressa. I viaggiatori all’estero erano relativamente pochi e si muovevano pressoché esclusivamente in gruppo, perciò erano poche le strategie attuabili per sfruttare un bacino d’utenza così straordinario.

Le cose stanno però cambiando a una velocità inaudita: le OTA cinesi come Ctrip si stanno aprendo fortemente al mercato occidentale, compreso quello italiano, e l’immediatezza delle comunicazioni online sta rendendo appetibili destinazioni che erano un tempo fuori dal radar del turista medio.

Conoscere questo target, saperli contattare online e prepararsi ad accoglierli quando ancora il mercato non è saturo di offerte potrebbe portare a enormi soddisfazioni.