- Booking Blog™ – Il blog del Web Marketing Turistico - http://www.bookingblog.com -

Come stanno cambiando le abitudini di acquisto nel travel?

leggi l’articolo completo... [2]Il turismo è uno dei settori dall’andamento meno prevedibile: in alcuni periodi le abitudini dei viaggiatori sembrano incanalarsi in processi definiti, in altri si registra un notevole dinamismo in limitati archi di tempo.

Come emerge da un sondaggio di Phocuswright [3] rivolto a circa 4000 viaggiatori leisure, nel 2017 il mercato statunitense è stato caratterizzato da importanti cambiamenti nelle tendenze di acquisto.
Tre sono gli scostamenti nel modo in cui acquistano e prenotano. Tre trend da tenere in considerazione nell’interfacciarsi con ospiti statunitensi, ma non solo: il mercato americano si è spesso rilevato vera cartina di tornasole per dinamiche negli altri mercati, europei e mondiali.

 

1. Il gap tra computer e mobile si restringe

 

Il primo risultato della ricerca di Phocuswright evidenzia come il divario tra l’acquisto di viaggi via computer e via mobile si stia riducendo sempre di più. Nel 2017 più del 40% dei viaggiatori intervistati ha utilizzato uno smartphone per acquistare un soggiorno, tramite app o sito web. Un dato che supera di più del 28% quello registrato l’anno precedente.

Ciò su cui occorre porre attenzione, tuttavia, è il dato: quel 40% di viaggiatori americani che amano acquistare nel modo più immediato e comodo – magari in metropolitana o in sala d’aspetto. Ovvero utilizzando il loro smartphone. Voi e il vostro hotel siete pronti a rispondere adeguatamente al nuovo trend di mercato?

Come vi abbiamo consigliato spesso, è fondamentale sviluppare una strategia mobile; se oltre ad essere mobile funziona [4], siete ad un passo dall’acquisizione di nuovi ospiti smartphone addicted. Assicuratevi quindi che il vostro sito sia almeno responsive, meglio se ha una versione mobile, perfettamente studiata per convertire al meglio sugli smartphone dei viaggiatori nella fase di ricerca. Ricordate che una strategia mobile-first non si esaurisce in una “miniaturizzazione” del sito desktop, necessita piuttosto di un ripensamento in termini di layout, immagini e call to action.

Tenete presente il dato di Phocuswright in ogni campagna di marketing che lanciate: testate le vostre landing page su ogni dispositivo, soprattutto mobile. Se investite in una campagna di advertising su Facebook, ad esempio, accertatevi della corretta visualizzazione della pagina di atterraggio su smartphone. Considerando che questo social è uno dei più fruiti in mobilità, potreste perdere tantissime occasioni di conversione nel caso di campagne non ottimizzate. Oltre alla grafica, ricordate di testare la velocità di caricamento delle pagine, utilizzando tool specifici come quello fornito da Google [5]. È fondamentale accertarsi del rapido caricamento da dispositivi portatili specialmente in 3G, che rimane attualmente la connessione più diffusa a livello internazionale. Probabilmente quella che stanno utilizzando anche i vostri ospiti.

 

2. La fiducia nelle prenotazioni online

 

Il secondo indicatore che ci dà il sondaggio di Phocuswright è l’incremento della fiducia nella prenotazione online da parte dei viaggiatori statunitensi. Le OTA e i distributori, primi canali di vendita online, si sono a lungo dati battaglia per guadagnare il favore dei viaggiatori. Nel 2017, però, tra i due litiganti ha vinto il terzo: i metasearch. La situazione fotografata dalla ricerca sul mercato americano indica un importante spostamento a vantaggio dei metasearch, soprattutto riguardo alla prenotazione di alloggi.

Fate tesoro di questo dato per pianificare strategie di marketing ad hoc: destinate una buona parte del budget a disposizione all’advertising sui metasearch. In particolare, vi consigliamo di investire in campagne Google Hotel Ads, che compare sempre più spesso in testa ai risultati di ricerca. Ovviamente, per raggiungere i vostri ospiti e portarli alla conversione, dovete creare e ottimizzare campagne idonee, tenendo presente alcune regole d’oro per emergere su Google Hotel Ads [6].

Nella progettazione delle campagne metasearch, controllate attentamente i prezzi che vengono mostrati per il vostro hotel. Se alcune tariffe wholesale fossero finite sui metasearch, vedreste le vostre camere vendute a prezzi nettamente inferiori a quelli del vostro sito ufficiale.

 

3. Il miglior prezzo vince sempre

 

Ebbene sì: l’ultimo dato che emerge dalla ricerca americana sul travel è la leva schiacciante del prezzo rispetto alla fedeltà al brand. Ben 4 membri su 10 di programmi loyalty di hotel ammettono di avervi aderito per prenotare a un prezzo più conveniente.

Tradotto semplicemente: ti scelgo se offri la miglior tariffa. Anche in questo caso, potete sfruttare il trend a vostro vantaggio: caduto l’obbligo del parity rate, non siete tenuti a mantenere le vostre tariffe in pari rispetto a OTA e distributori, quantomeno per clienti fidelizzabili.

Incentivate la prenotazione dal sito, tramite promozioni e incentivi allettanti, magari mostrando chiaramente – e graficamente – cosa una prenotazione diretta da voi riserva all’ospite, rispetto all’acquisto tramite gli altri canali online.

Come l’Hotel 4 stelle Orto dei Medici [7] di Firenze, che grazie a un banner pop up che si apre in homepage, alletta i propri futuri ospiti con vantaggi dedicati alla prenotazione diretta:

Sviluppate la vostra comunicazione da un punto di vista esperienziale: fate percepire il valore globale di un soggiorno presso la vostra struttura. Comunicate le emozioni che si possono vivere da voi, le esperienze e i servizi esclusivi, l’unicità che permette all’ospite di scegliervi al di là del prezzo, anche se non è sempre il più basso.