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Da Amazon a Expedia: cosa succede nel Travel alle porte del 2015

leggi l’articolo completo... [2]Qualcuno dice che Amazon – il re dell’e-commerce – forse farà il suo debutto nella vendita di viaggi online. Airbnb cresce a vista d’occhio, Expedia punta tutto sul mobile e Booking.com si accinge a cambiare le clausole sulla parity rate.

Nelle ultime settimane si sono susseguiti annunci che fanno presagire un 2015 di grandi evoluzioni per il Travel online. Sotto i riflettori alcune delle novità che ci permettono di capire che piega prenderanno le cose.

AMAZON aggredisce il settore hotel?

Solo Amazon mancava all’appello dei big player statunitensi che hanno investito nel travel online. Ma tra poco forse non sarà più così: grazie a una fuga di notizie, il sito Skift [3] ha annunciato che già nei primi di gennaio il colosso delle vendite online potrebbe lanciare il suo nuovo portale di prenotazione alberghiera Amazon Travel. Prima, in via sperimentale, solo in USA, poi in tutto il mondo.

Per adesso Amazon ha stretto accordi con un numero ristretto di strutture, selezionate in base ai punteggi su TripAdvisor. Queste faranno da cavia per il nuovo servizio e Amazon si terrà il 15% di commissioni. Non pochissimo, ma con uno scarto rispetto a Booking.com e Expedia che gli garantirebbe un bel vantaggio competitivo.

Al primo annuncio è seguita una smentita: Tom Cook [4], il responsabile pubbliche relazioni, dice che Amazon starebbe solo portando avanti un progetto iniziato nel 2012 per offrire ai suoi utenti offerte e sconti in hotel nelle vicinanze. Un servizio geolocalizzato di vendite flash sulla scia di Groupon Getaways. Cook sostiene che Amazon sta cercando di allargare il suo giro d’affari con un numero maggiore di partner, ma molti esperti e giornalisti non ne sono pienamente persuasi.

 

FACEBOOK lancia il bottone “prenota ora”

In casa Zuckerberg non ci si ferma mai: a pochi giorni dalla mossa che sembrava voler limitare per l’ennesima volta i tentativi di vendita delle aziende sulle pagine ufficiali (Stop ai post promozionali [5]), l’11 dicembre Facebook ha annunciato l’introduzione delle nuove Call to Action per le pagine fan.

Per aumentare l’interazione degli utenti e “aiutare le Pagine a raggiungere i loro obiettivi business”, Facebook ha introdotto un bottone con una chiara call-to-action che potrà atterrare sia su FB che su un altro sito. Le call-to-action disponibili sono sei: Prenota Adesso, Contattaci, Utilizza l’applicazione, Gioca, Acquista adesso, Iscriviti e Guarda il Video.

Per ora il test è condotto solo negli USA, ma ad anno nuovo sarà reso disponibile a livello internazionale. E i primi risultati [6] sembrano promettere bene: sul sito ufficiale è riportato che nel corso di un test di tre settimane, la call to action “Iscriviti” del sito di rasoi Dollar Shave Club ha portato a un aumento del tasso di conversione di 2,5 volte rispetto ad altri strumenti social simili.

Vedremo i risultati se e quando potremo aggiungere la nuova funzione alle pagine dei nostri Hotel.

 

EXPEDIA punta sul mobile e il marketing

Expedia lo aveva già detto: le OTA, gli hotel e tutto il comparto turistico devono adattarsi ai cambiamenti del mercato. Più volte durante il 2014 il portale di prenotazioni online ha manifestato apertamente il suo impegno crescente ad investire sulle tecnologie online.

Migliorare il processo di prenotazione, ottimizzare ogni singolo dettaglio del sito e personalizzare [7] al massimo l’esperienza d’acquisto grazie ai Big Data sono alcune delle principali preoccupazioni di Expedia.

Pochi giorni fa, alla conferenza annuale del gruppo tenutasi a Las Vegas, Mark Okerstrom [8], chief financial officer di Expedia Inc ha esordito così: “Il futuro del del travel online è nel mobile.

Lo dimostrano i dati: “Il tempo trascorso dagli utenti sul nostro portale nell’ultimo mese proviene per il 43% da computer, con una decrescita di oltre il 30%, e per il 44% da smartphone, che sale invece del 20%”. Sono dati estremamente rilevanti, che la dicono lunga sulle future tendenze mobile per gli hotel e per tutto il comparto turistico.

Per andare incontro a questi cambiamenti Expedia spinge l’acceleratore: negli ultimi 12 mesi il gruppo riporta di aver speso 650 milioni di dollari in tecnologia e 2,6 miliardi in marketing. Tra i canali a cui sono stati destinati più investimenti c’è il metasearch Trivago, la cui acquisizione a detta del CEO è stato una “scelta vincente.”

 

AIRBNB E HOMEAWAY registrano una crescita a doppia cifra

Il 2014 a detta di molti è stato l’anno del boom della sharing economy ma la crescita del comparto sembra destinata a continuare e consolidarsi nel prossimo anno. Al centro dei riflettori Airbnb, il sito con cui chiunque può mettere in affitto casa sua per le vacanze.

Le ultime dichiarazioni ufficiali dicono che Airbnb è cresciuto del 750% dal 2009 raccogliendo oggi 450 milioni di investimenti e raggiungendo un valore di 10 miliardi di dollari. La crescita di Airbnb riguarda anche l’Italia: dei suoi 800mila alloggi, il 10% è nella Penisola. Gli ospiti che lo utilizzano sono 26 milioni e i ricavi solo nel 2013 erano già a quota 250 milioni di dollari (fonte: Il Sole 24 Ore [9]).

Ma la crescita riguarda anche molti altri siti di case vacanza, come HomeAway [10], che nel 2014 ha registrato un 40% di incremento delle prenotazioni rispetto al 2013.

 

TRIPADVISOR goes green

Il verde vende: se avevate dei dubbi in merito potete dare un’occhiata a TripAdvisor. Non c’è dubbio che il 2014 sia stato un anno rivoluzionario per il Gufo del web, che da sito di sole recensioni si è trasformato definitivamente in metamotore di ricerca per hotel. La piattaforma di PPC TripConnect e l’Instant Booking sono funzionanti e continuano a generare consensi.

Ma a quanto pare per il 2015 TripAdvisor ha deciso di affrontare una nuova sfida tutta eco-friendly, spostando l’attenzione sul suo nuovo programmaEco Leader [11]” – ossia la selezione e l’identificazione degli hotel che adottano pratiche ecosostenibili. Forse per rispondere alla necessità espressa da una nicchia di mercato in forte crescita.

Se da una parte infatti aumentano i viaggiatori attenti al green, non ci sono portali internazionali di qualità che permettano di scegliere questo tipo di strutture. Per trovare gli ecohotel, TA ha adottato un bollino identificativo, assegnato alle strutture solo se aderenti ai canoni richiesti.

Secondo un sondaggio [12] condotto in USA, il 25% degli intervisti a dichiara di cercare di fare scelte eco-friendly quando viaggia mentre le stime del 2013 rivelano che le strutture con il bollino verde avrebbero sperimentato un aumento del 20% del rating. Di recente, a BTO 2014, TripAdvisor ha mostrato che gli hotel con il bollino generano maggiore engagement e hanno maggiori opportunità di essere prenotati.

 

BOOKING.COM cambia politiche sulla parity

In chiusura, impossibile non citare i recenti rumors sul cambiamento di politiche promesso da Booking.com sulla tanto discussa parity rate.

Come risporta anche Il Corriere della Sera [13], per cercare di venire incontro alle richieste dell’Antitrust che ha aperto una indagine realtiva alla legittimità delle sue calusole di contratto, Booking.com ha difatti asserito di voler cambiare le condizioni imposte agli hotel: presto in Italia, Francia e Svezia, le strutture alberghiere potranno decidere di offrire tariffe più vantaggiose sulle altre OTA concorrenti (come Expedia). Resta invece invariato per l’hotel l’obbligo di manatenere in parity la tariffa sul sito ufficiale.

Presto cercheremo di approfondire l’argomento con contenuti esclusivi.

 

Insomma, mobile, eco-friendly e sharing economy saranno i trend sulla cresta dell’onda nel 2015? Potrebbe avere fine l’obbligo di mantenere la parity rate? Voi cosa vi aspettate?