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Decreto legge COVID-19: le misure a sostegno dell’economia e la risposta di Federalberghi

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L’emergenza sanitaria legata alla rapidissima diffusione del Coronavirus (COVID-19), definita pandemia dall’OMS, sta ridefinendo profondamente le dinamiche nel settore turistico mondiale.

In Italia, la situazione appare più problematica che in altri mercati, dato che qui la malattia si è manifestata con violenza per prima, dopo lo scoppio in Cina.

Molte strutture ricettive nel nostro Paese sono state costrette alla chiusura o, nel caso di alberghi stagionali, alla posticipazione dell’apertura 2020.

Un rilevante segnale da parte delle istituzioni, nel repentino aggravarsi della crisi, è stato il Decreto Ministeriale firmato il 16 marzo 2020 [3], a sostegno dell’economia e del settore turistico. In seguito all’annuncio ufficiale, sono fioccate moltissime reazioni e commenti a caldo nell’hospitality.

Riportiamo di seguito il comunicato stampa rilasciato da Bernardo Bernabò, presidente di Federalberghi [4]

 

DECRETO LEGGE COVID-19

ALCUNE PRIME RISPOSTE UTILI, MA MOLTO RESTA DA FARE

COLLABOREREMO CON GOVERNO E PARLAMENTO

PER MIGLIORARNE I CONTENUTI

 

“Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri offre alcune prime risposte utili a fronteggiare l’emergenza, ma molto resta da fare per salvare l’economia del turismo.”

E’ questo il commento a caldo del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, dopo la Conferenza stampa del presidente del Consiglio che ha illustrato i punti principali del provvedimento.

“Bene il rinvio dei termini per il pagamento di IVA, ritenute e contributi e l’intervento sui mutui – dice Bocca – nel sottolineare una situazione drammatica che, quest’anno vedrà gli alberghi registrare un crollo del fatturato che, secondo gli ultimi dati Cerved, diminuirà di oltre il 70%.”

Bocca sottolinea “una doppia preoccupazione relativa alle varie scadenze che si susseguiranno nei prossimi mesi, in primis per il pagamento di IMU e TARI, e per la sorte degli alberghi che vengono gestite con contratto di affitto o formule simili. Ogni mese, quasi ventimila strutture devono pagare un canone alla proprietà e in questo momento non sono in condizione di farlo”.

Ed aggiunge “apprezzo la norma sui voucher, che realizza un giusto equilibrio tra gli interessi dei clienti e quelli degli alberghi, che in questo momento di crisi di liquidità non avrebbero potuto far fronte alle richieste di restituzione delle caparre. Agli ospiti che avevano già acquistato la vacanza e dovranno cambiare il proprio programma, offriremo un voucher di pari valore, che potrà essere utilizzato nell’arco dei prossimi dodici mesi.”

“Bene anche le risposte sugli ammortizzatori sociali, che offrono copertura a tutti i dipendenti attualmente in servizio e accendono un faro anche sui lavoratori autonomi e sui lavoratori stagionali. In relazione a questi ultimi, sarà necessario chiarire l’operatività della norma, soprattutto in riferimento ai circa cinquecentomila lavoratori del turismo che in un anno normale sarebbero stati assunti tra marzo e luglio e che quest’anno corrono seriamente il rischio di restare al palo.”

Il presidente degli albergatori ricorda che “Mancano all’appello due misure importanti, che erano state preannunciate: una forma di ristoro per le aziende danneggiate dalla crisi e un incentivo agli italiani che effettuano le vacanze in Italia. Si tratta di passaggi fondamentali per consentire al sistema di fronteggiare una situazione drammatica e per iniziare a programmare il ritorno alla normalità, facendo leva sulla clientela italiana, che storicamente costituisce il nostro primo bacino di riferimento.”

E conclude affermando che “Federalberghi ha interagito con le istituzioni nella fase di confronto che ha preceduto l’adozione del provvedimento e intende contribuire attivamente al dibattito che ne accompagnerà l’iter parlamentare, collaborando con il Governo e con tutte le forze parlamentari, per migliorare i contenuti del decreto.”