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Disparity: risparmio per i consumatori o cattiva gestione tariffaria degli albergatori?

leggi l’articolo completo... [2]In occasione della recente Borsa Internazionale del Turismo tenutasi a Milano, Trivago ha presentato il suo ultimo report sull’analisi del Disparity Rate, definendolo come “il tasso di risparmio online” per gli utenti derivante dalla comparazione delle tariffe alberghiere.

Una comparazione dei prezzi alberghieri sui vari canali si è sempre potuta fare grazie a siti di comparazione o meta search (come ad esempio Kayak o Trivago stesso), ma Trivago è il primo sito che ha cercato di calcolare l’oscillazione del prezzo che può avere una stessa camera su più canali diversi. Ovvio che quello che diventa una fonte di risparmio per gli utenti, per gli albergatori si traduce nella tanto dolorosa questione del rispetto della Rate Parity.

L’analisi di Trivago sulla Disparity: a Milano e in Veneto grandi risparmi

Lo studio di Trivago analizza la diversificazione delle tariffe online di oltre 13.000 hotel italiani, in base ai dati dell’indice tHPDI (trivago Hotel Price Disparity Index).

Il cosiddetto tasso di disparity di un hotel viene calcolato facendo la differenza tra il prezzo più basso e quello più alto pubblicati online di una stessa camera doppia standard, messa in vendita alle stesse condizioni contrattuali.

I dati provengono da tutte quelle ricerche effettuate nel periodo da Ottobre 2011 a Gennaio 2012 dai visitatori di Trivago verso le destinazioni italiane.

Gli hotel di Milano risultano così avere un tasso di disparity del 26%. Seguono Napoli (25%) e Venezia (23%). Valori più contenuti a Rimini, Cagliari e Trieste, con tassi di disparity rispettivamente del 15%, 11% e 10%.

A livello regionale il tasso di disparità più alto è del Veneto (25%), davanti a Campania (22%) e Basilicata (21%). Chiudono con i tassi di disparity più bassi le regioni del Trentino Alto Adige, Molise e Friuli Venezia Giulia, rispettivamente al 5% e Valle d’Aosta al 3%.

In montagna il tasso di disparity più alto è stato registrato a Madonna di Campiglio (23%), superando nettamente le altre destinazione invernali, con valori più contenuti.

Grandi risparmi o scelte sbagliate?

E’ evidente che la diversificazione tariffaria è maggiore in tutte quelle località in cui la distribuzione alberghiera online è molto forte e differenziata. E’ altrettanto chiaro che secondo questi dati la presenza online delle strutture turistiche non si traduce nel rispetto della Rate Parity.

Se da un lato la disparity viene percepita a tutti gli effetti come una possibilità risparmio per l’utente finale, purtroppo dall’altro si riflette in una cattiva o errata gestione delle tariffe online da parte degli albergatori.

Come ricorderete, di questo avevamo già parlato qualche tempo fa trattando l’argomento dell’indice di disparità in Europa, mostrando come addirittura i prezzi più vantaggiosi talvolta compaiano sui portali e non sul sito ufficiale (Rate Parity: questa sconosciuta… [3]). Il report di Trivago evidenzia e conferma il forte gap tra diverse località nella differenziazione delle tariffe online, con scarti di più del 10%.

Quello che nel report viene presentato come il tasso di “risparmio sul Web”, in realtà non è che un serio problema per il settore alberghiero italiano, un po’ come accade in altre destinazioni europee.

Senz’altro lo strumento di comparazione che Trivago mette a disposizione degli utenti permette loro di trarre profittevoli vantaggi. A chi non farebbe comodo visualizzare a colpo d’occhio il canale che offre il prezzo più vantaggioso?

Peccato che, visto da un’altra prospettiva, si tratta di veri e propri errori di gestione delle tariffe da parte dell’albergatore, che inevitabilmente comportano problemi di revenue nonché rischio di perdita di clienti.

Le ragioni del mancato rispetto della Rate Parity ovviamente sono le più disparate, come è risultato da un recente sondaggio che abbiamo condotto qui: un po’ per la difficoltà di gestione dei prezzi date le diverse commissioni dei portali, un po’ per disattenzione, un po’ anche per presa di posizione.

Qualunque sia la vostra politica alberghiera, è chiaro che lavorare con le OTA implica una gestione attenta e intelligente della strategia distributiva dell’hotel, soprattutto per non correre il rischio che la disparity allontani da voi i clienti invece di spingerli a prenotare direttamente con voi.

Fonte: Trivago [4]


Autrice: Valentina