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Expo 2015: quali sono le ricadute reali sul turismo?

leggi l’articolo completo... [2]Nonostante gli scandali, il terrore per l’apertura senza essere ancora pronti e le battute sarcastiche sul camouflage, l’Expo è partito senza intoppi e chi lo ha visitato non ne è rimasto deluso.

Dopo il silenzio tenuto dalle istituzioni, finalmente è arrivato il primo verdetto: gli arrivi nel primo mese sono stati 2 milioni e 700mila, in linea con le attese (dicono). L’unico dubbio riguarda la reale ricaduta dell’evento sul territorio e le strutture ricettive: troppi italiani che non pernottano, troppi “alloggi abusivi”.

I punti interrogativi sul primo bilancio

È stato il commissario unico Giuseppe Sala a dare la notizia tanto attesa: a maggio i visitatori di Expo si attestano sui 2 milioni e 700 mila. Come riporta Repubblica [3] storicamente il primo mese porta tra l’8 e l’11% delle presenze, perché il grosso dei visitatori stranieri arriverà d’estate, dunque queste cifre sarebbero in linea con le previsioni

Ma è indubbio che rimangano tanti punti irrisolti.  Innanzi tutto se quelli di maggio fossero gli arrivi per tutto il tempo della manifestazione, che si concluderà ad ottobre, non si arriverà certo ai 20 milioni attesi.

Gli organizzatori dicono che sono 15 milioni i biglietti venduti a tour operator e canali ordinari di vendita, ma non sappiamo quanti di questi si concretizzeranno in visite reali.

Anche riguardo i visitatori di maggio ci sono delle ambiguità: ad esempio la sera si può accedere agli stand gastronomici al costo di 5 €. Anche questi accessi sono stati conteggiati? E a quale percentuale ammontano?

Inoltre in questo primo mese si sono viste soprattutto le scolaresche, che vogliono visitare l’evento prima della chiusura dell’anno scolastico, e gli abitanti di Milano e dintorni, mentre sono molto pochi gli stranieri intervenuti. Peccato che proprio gli stranieri siano quella platea a cui bisognava puntare per incentivare il turismo sul territorio.

 

I dati degli albergatori e di Airbnb

Il 29 maggio, prima delle diffusioni delle stime ufficiali, il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca aveva dichiarato di ritenersi soddisfatto dai dati “incoraggianti” del primo mese.

Secondo le sue dichiarazione all’Expo sarebbero approdati almeno 1,9 milioni di Italiani (senza contare gli arrivi previsti per il ponte del 2 giugno). Peccato che una buona metà di questi si sia fermato solo per una giornata e non abbia pernottato in città.

L’osservatorio Expo organizzato da STR Global e RES su un campione di 17.000 hotel nell’area milanese conferma di aver registrato un aumento dell’occupazione (8,3%), dell’ADR (17,4%) e del RevPAR (27%) rispetto al 2014.

Ma a esultare sono soprattutto i proprietari di Airbnb, che ormai sta prendendo piede anche da noi, le cui prenotazioni su Milano sarebbero quadruplicate a maggio rispetto al 2014. Non sappiamo se si tratti dell’effetto Expo o della semplice crescita del brand.

Una nota diffusa dalla Bocconi dichiara che: “Il numero di prenotazioni su Airbnb a Milano durante l’Expo è quasi quadruplicato (+293%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 84% è la percentuale di alloggi prenotati al di fuori del centro storico. Il 50% di alloggi disponibili su Airbnb a Milano si trova al di fuori della zona 1″.

Alcuni dicono che la colpa è dei prezzi troppo alti, anche se a Milano gli albergatori giurano di aver mantenuto le tariffe nella media (anche se i dati STR mostrano il contrario). Il portale Prontohotel.it [4] ha rilevato che a Milano e nell’hinterland le tariffe su maggio sarebbero addirittura aumentate del 100% rispetto all’anno scorso, un trend confermato da Trivago: con prezzi così elevati non c’è da stupirsi se i turisti cercano soluzioni alternative.

Rocco Salamone, presidente di ATR Milano aderente a Confesercenti Milano [5], mette in guardia da questo trend, poiché l’esercito degli alloggi irregolari è pronto ad accogliere i turisti a costi minori,  minacciando l’indotto per gli albergatori italiani: “C’è un sommerso di albergatori improvvisati per l’affitto breve e informale che sta riducendo l’effetto positivo di EXPO sulle attività ricettive: secondo le nostre rilevazioni, i posti letto extra-alberghieri su Milano offerti in locazione sulle piattaforme web, sono ormai più di 5mila. Bisogna rivedere le norme sull’ospitalità, come sta facendo la regione Lombardia, il fenomeno va regolamentato”.

 

Il 30% degli Italiani pronto a snobbare hotel e bnb

Sarebbe quasi il 40% la percentuale degli Italiani intenzionati a visitare l’Expo di Milano. Lo dice una ricerca condotta da Confesercenti [5] insieme a SWG a fine maggio.

Il 63% vede l’Expo come un evento unico. La maggioranza delle persone è attratta dalle grandi strutture realizzate per la manifestazione (49%) o dal tema dell’alimentazione (40%). Il 68% di chi c’è già stato ha dato inoltre un voto positivo alla manifestazione.

Il mese più promettente per il 44% è settembre, giusto per scansare le folle di turisti stranieri e le ondate di caldo che non risparmieranno certo Milano.

Detto questo la ricaduta sul comparto alberghiero potrebbe essere bassa: il 57% di chi è intenzionato a venire infatti preferisce rientrare a casa prima di cena.

Di chi si ferma il 41% vuole soggiornare in albergo, il 29% in bed and breakfast e un 30% che invece punta alle soluzioni alternative. Un dato quest’ultimo che conferma il boom di prenotazioni per i siti come Airbnb.

Andrea Painini, presidente di Confesercenti Milano, getta la colpa soprattutto sulle Istituzioni, denunciando una mancanza di azioni di marketing che favoriscano la visita congiunta di Milano e dell’Expo.

Sarebbe utile attivare qualche sinergia in più tra sito espositivo e città di Milano. Finora è successo poco, perché l’esposizione è lontana ma non solo per questa ragione: serve una promozione integrata.

Ci piacerebbe sentire l’opinione degli albergatori milanesi: quanto ha inciso sulla vostra occupazione e le vostre revenue l’EXPO?

Noi vi terremo aggiornati sull’andamento dell’occupazione e delle revenue nei prossimi mesi!