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FloC – L’alternativa di Google ai cookies

leggi l’articolo completo... [2]I cambiamenti introdotti recentemente da Apple [3] per la tutela della privacy, stanno pesando in modo considerevole sulle strategie di advertising dei grandi colossi come Google e Facebook.

Viste anche le indagini portate avanti dal governo degli Stati Uniti e dalla Commissione Europea per la verifica del rispetto delle norme per la protezione e la trasparenza dei dati, il gigante di Mountain View sta investendo in progetti innovativi che gli consentano di mantenere il tracciamento online degli intenti, senza però utilizzare i cookies.

E’ infatti molto importante per l’efficacia delle campagne pubblicitarie, targettizzare un pubblico che ha mostrato un interesse verso determinati servizi o prodotti. Ma come fare per trovare un equilibrio tra la protezione delle informazioni personali di chi naviga sul web e la necessità di dati indispensabili per l’invio di messaggi pubblicitari pertinenti?

Trovare un meccanismo alternativo è una sfida considerevole, soprattutto se si pensa che l’intero comparto pubblicitario digitale, del valore di circa 330 miliardi di dollari a livello mondiale, è basato proprio su questo sistema.

 

La nuova proposta

 

Nel comunicato del 25 gennaio, Google ha condiviso i risultati degli ultimi test sulla piattaforma FloC (Federated Learning of Cohorts).  Questo software consentirebbe di tracciare e utilizzare dati relativi a gruppi di persone con interessi comuni, sostituendo quindi indicatori individuali.

Da quanto riportato, sembrerebbe che questa innovazione possa fornire risultati quasi altrettanto efficaci.  La società infatti afferma che gli inserzionisti possono aspettarsi di vedere almeno il 95% delle conversioni – per dollaro speso – rispetto alla pubblicità basata sui cookies.

FLoC utilizza algoritmi di machine learning per analizzare i dati e creare un gruppo di persone in base ai siti visitati. Non vengono condivisi quindi i dati individuali raccolti localmente dal browser ma quelli aggregati di migliaia di persone.

La responsabile della fiducia degli utenti e della privacy per la pubblicità di Google, Chetna Bindra, ha dichiarato [4] a tal proposito che un approccio innovativo aveva più senso:

“Il modo in cui la vediamo è che c’è molta innovazione tecnica al centro di tutto questo, e ciò su cui ci siamo concentrati non è bloccare immediatamente i cookie di terze parti”, ha detto. “Siamo intenzionati a coinvolgere l’intera comunità pubblicitaria e ci appoggiamo davvero al tipo di collaborazione che è fondamentale per apportare un cambiamento così enorme”.

In un post sul blog sul tema, l’azienda ha infatti annunciato:

“Google sta lanciando esperimenti che hanno lo scopo di fornire agli offerenti l’opportunità di testare e fornire un feedback collaborativo sulle proposte di privacy degli annunci: si tratta di funzionalità intese a migliorare la protezione della privacy degli utenti e fornire meccanismi di test. Incoraggiamo vivamente gli offerenti interessati a registrarsi [5] e partecipare! “

Ad ogni modo questo non è l’unico progetto su cui Google sta lavorando per la sostituzione dei cookies, quindi non è detto che FLoC sarà la risposta o l’unica risposta a questa necessità di cambiamento, ma il colosso sostiene di essere molto incoraggiato dai risultati ottenuti ad oggi.