Dalla “RATE Parity” alla “ROOM Parity”

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Questo argomento contiene 5 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  sfarinel 11 anni, 1 mese fa.

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  • #14947

    sfarinel
    Amministratore del forum

    leggi l’articolo completo...La nota catena alberghiera Marriot e la compagnia aerea Delta Airlines nei primi mesi del 2008 hanno subito una significativa diminuzione delle vendite: entrambe avevano interrotto le campagne Pay-Per-Click basate sul loro Brand name. Un errore strategico che si sono affrettate a rimediare riattivando l’utilizzo del marchio nelle campagne Adwords.

    Se ne è parlato anche al Corso di Revenue Management Alberghiero & Travel 2.0 che si è tenuto a Firenze dal 24 al 26 giugno scorsi: nel settore alberghiero le keyword di ricerca che conducono al sito ufficiale vedono in aumento il brand name (es: Hotel Savoy) con relative varianti long tail, mentre sono in diminuzione le ricerche per parole-chiave generiche (es: Hotel a Roma).

    #17676

    Il nome hotel e il nome hotel + città sono acquisti fondamentali da fare all’interno di una campagna pay per click, facendo una puntata che vi tuteli da un esborso cosmico, diciamo che un 0,50 – 0,60 a click massimo è opportuno. Poi segmentate per mercato, attraverso l’uso delle rispettive lingue nell’annuncio, ma date una geolocalizzazione all’annuncio in tutto il mondo, cioè se fate un annuncio in inglese non puntatelo solo su inghilterra e america ma su tutto il mondo, chi vi dice che non ci sia un anglofono in cina che vuole prenotarvi?

    Fatelo girare sui vari canali di google, e soprattutto fate girare il vostro annuncio su tripadvisor! (quei linkettini a pagamento dove gli intermediari stanno e dove anche voi potete stare)

    L’annuncio: deve essere accattivante, chiaro e VERITIERO, non scrivete “sito ufficiale sconto del 70%” se poi lo sconto non c’è fate una figura tapina. Un annuncio di questo tipo deve contenere:

    1 nome hotel + città nel titolo (hotel pinco di roma)

    2 una descrizione e una call to action (sito ufficiale di hotel pinco, contatto diretto,prenota le ns offerte speciali!).

    Di solito poi la pagina di atterraggio è la index.

    S.

    #17678

    sfarinel
    Amministratore del forum

    leggi l’articolo completo...La rate parity è un fondamento imprescindibile nella distribuzione, per quanto molti albergatori la considerino come uno scomodo laccio che gli impedisce di gestire le tariffe in funzione delle commissione degli intermediari come meglio credono.

    Ma d’altronde quale portale accetterebbe di vendere le camere di un hotel che gli offre listini più alti di quelli che poi applica sul proprio sito o su altri portali? E dall’altra parte quale cliente avrebbe la serenità e la sicurezza di non avere spiacevoli sorprese prenotando alla tariffa più bassa?
     
     

    Dalla “RATE Parity” alla “ROOM Parity”

    #17688

    leggi l’articolo completo...Si chiamerà Facebook Questions, la nuova funzionalità del social network che permetterà ad ogni utente iscritto di rivolgere una qualsiasi domanda o curiosità a tutti gli altri membri della community.

    Fino ad ora nessuno aveva mai tentato di competere con Yahoo Answers, ma Facebook tenta di ripeterne il successo forte di ben 500 milioni di utenti in continua crescita.

    Facebook sfida Yahoo e lancia Facebook Questions

    #17818

    AndreaPd
    Membro

    Ma scusate, perchè mai dovrei pagare AdWords con “hotel + nome della mia struttura + città” come keyword. Non è meglio mettere a contratto con i siti intermediari l’impossibilità di utilizzare il nome delle strutture per fare pubblicità? Dobbiamo alzare la testa e smettere di subire la loro prepotenza!

    E’ questa la vera strategia: facciamogli fare il loro lavoro! Quando un cliente digita quella keyword, è il sito ufficiale della strutture che cerca, quindi è il risultato di un’azione di marketing, magari svolta su altri media (carta, radio, tv, televideo…). Farsi soffiare un utente che per esempio digita “Hotel Plaza Roma”, equivale a farselo portare via quando è già con un piede dentro la porta!

    E poi con un pò di impegno si riesce abbastanza facilmente ad arrivare primi nei risultati naturali. Oltre al fatto che basta compilarsi la scheda su maps per darsi un’altra bella spinta ….

    Parlo di AdWords e delle ricerche in google, se parliamo di AdSense è un’altra questione, e l’idea di “dott stefano tir” mi sembra buona, a parte finanziare tripadvisor, che anzi non direi che remi dalla nostra parte (ma questo è un altro argomento)

    Svegliamoci albergatori!

    Ciao

    #17819

    sfarinel
    Amministratore del forum

    Ciao AndreaPd,

    Ci sono diversi motivi validi per acquistare il brand name dell’hotel su Adwords (e su gli altri circuiti PPC).

    Quello che suggerisci (contratto) potrebbe essere sicuramente la miglior cosa come mezzo di difesa dall’acquisto del tuo brand name da parte degli intermediari con cui lavori.

    Il problema è che probabilmente, come la maggior parte degli hotel, hai già firmato un contratto con i vari booking, expedia, ecc. dove tale pratica viene espressamente consentita ed autorizzata.

    Inoltre, anche se riesci a proteggere l’acquisto del tuo brand name dai portali con cui hai un contratto, non è detto che non lo acquistino molti altri terzi (incluso eventuali competitors).

    Dici:

    <i>”Quando un cliente digita quella keyword, è il sito ufficiale della strutture che cerca,”</i>

    – Ne sono certo anche io

    <i>”quindi è il risultato di un’azione di marketing, magari svolta su altri media (carta, radio, tv, televideo…). “</i>

    – In questo caso invece ritengo che non sia esatto. In molti casi l’utente viene a conoscenza del nome dell’hotel direttamente sulle OTA (si stima che il 35% degli utenti che visitano i siti delle OTA vada a cercare poi il sito ufficiale sui motori)

    Quindi l’azione marketing che li ha portati a conoscenza del nome dell’hotel è quella intrapresa delle OTA (o dal portale) e non direttamente dall’albergatore

    <I>”Farsi soffiare un utente che per esempio digita “Hotel Plaza Roma”, equivale a farselo portare via quando è già con un piede dentro la porta!”</i>

    – Concordo pienamente e proprio per questo penso che sia più che sensato prendere il proprio brand name tra le keyword del PPC.

    Inoltre, proprio perchè il cliente sta cercando il sito ufficiale dell’hotel, il nostro annuncio si posizionerà per primo nella maggior parte dei casi con un costo inferiore a quello che pagherebbero terzi.

    <i>”E poi con un pò di impegno si riesce abbastanza facilmente ad arrivare primi nei risultati naturali. Oltre al fatto che basta compilarsi la scheda su maps per darsi un’altra bella spinta ….”</i>

    – Concordo pienamente. E’ di fondamentale importanza essere primi nei risultati organici oltre che apparire nella mappa sopra ai risultati (universal search) come ho già scritto varie volte in precedenti articoli.

    Quella del PPC è un ulteriore (fondamentale) mezzo per proteggere il brand name dell’hotel ed essere certi che se l’utente sta cercando il sito ufficiale lo trovi senza problemi e non venga “acchiappato” da terzi (ricordo che i risultati a pagamento appaiono sopra a quelli organici).

    Ciao,

    Sergio

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