@Borghe:
condivido che il l'orientamento sessuale no npossa generare un segmento di mercato. Ma al contempo inserendo questa tipologia di clienti nel segmento leisure creano un sotto-segmento realmente operativo e remunerativo.
Confermo, con riscontri diretti, che laddove si apra al mercato gay, questo risponda in modo efficace ed immediato.
Nella struttura dove opero attualmente siamo presenti sul circuito gay-friendly e vi assicuro che le aspettative di questa tipologia di clienti non differiscono assolutamente al cliente generalista (business, leisure, business group o leisure group). L'attenzione al singolo cliente a prescindere dal suo orientamento sessuale è qualcosa di imprescindibile nel nostro settore.
A mio modesto parere, laddove vi sia un trattamento diverso nei confronti della clientela gay, vi è allo stesso modo una forma di discriminazione.
La persona che vuole soggiornare nella tua struttura a prescindere che sia gay o eterosessuale, bianco o nero, musulmano o cristiano, ama essere trattato con rispetto.
Così come c'è l'eterosessuale che vuole essere coccolato o che non vuole vedere nessuno intorno, c'è il gay che vuole essere coccolato o che non vuole nessuno intorno. Si tratta solo di capacità nell'accoglienza.
Buono lavro e buona ospitalità a tutti!
Riccardo Cocco
PS: alcune tipologie di clienti non menzionate nel presente post non sono state menzionate per ovvi motivi di semplificazione nella lettura e stesura del medesimo post e non per discriminazione.