Un servizio unico e personale – La chiave per conquistare ospiti e REVPAR

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Giuseppe 11 anni, 3 mesi fa.

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  • #14827

    giulio
    Membro

    Chi lavora nel settore alberghiero ne è consapevole, un buon servizio agli ospiti dovrebbe costituire la missione di tutti gli hotel. Rendersene conto appieno, agire di conseguenza e raggiungere lo scopo, tuttavia, può essere una sfida durissima.

    I servizi standard dell’hotel devono essere un dato di fatto, in un mondo alberghiero pieno di televisori al plasma e connessioni Internet Wi-Fi; ma la chiave per fornire un servizio eccellente è di incoraggiare i vostri dipendenti a non nascondere la loro personalità. Troppo spesso si incontra uno staff che mostra delle perfette buone maniere, ma non riesce a trasmettere quel qualcosa in più che fa la differenza tra successo ed insuccesso nella gestione dell’hotel e delle prenotazioni.

    #17036

    Pietro
    Membro

    UN SERVIZIO UNICO E PERSONALE – SOLO SE IL PERSONALE PENSA CHE L’ALBERGO SIA SUO!rnrnNel campo del turismo da tanti anni, a fianco ogni giorno a chi “fa” turismo, siano essi alberghi, agenzie viaggi, consorzi o pubbliche amministazioni, mi rendo conto di una cosa: possiamo essere di fronte al migliore e più charmante albergo ma se il dipendente è asettico quell’hotel, quell’agenzia viaggi o quel tour operator non avranno mai una nostra valutazione positiva.rnMi è capitato proprio recentemente di soggiornare in due alberghi a cinque stelle in val gardena. Il primo, davvero bello e completo servito in modo ineccepibile ma con il piccolo neo che il personale era di ghiaccio, probabilmente non ancora scongelato dall’inverno scorso. Nel secondo un lusso leggermente inferiore ma un calore umano ed una onesta disponibilità che non avevano pari.rnConcordo con ciò che è scritto nell’articolo e proporrei di intensificare le azioni di formazione sul personale proprio volte allo human contact ed al relationship management. Capita l’importanza di questi concetti e che il cliente dell’hotel è il proprio cliente (senza infatti non ci sarebbe un posto di lavoro!!!) probabilmente tanti problemi sparirebbero.

    #17037

    Giuseppe
    Membro

    molto bello quello che scrivi, mi ricorda tanti anni fa quando a un corso di vendita il formatore ci fece una domanda molto particolare: “Secondo voi di cosa si interessa il vostro cliente in primo luogo?”, nessuno sapeva rispondere. Allora rispose il formatore e disse “di Lui” , molto semplice pensai, continuando il formatore disse:” e in secondo lugo cosa pensa il vostro cliente?” nessuno rispondeva, sembrava ancora più difficile la risposta. Il formatore disse: “sempre di se stesso”. Continuò facendo la terza domanda:” In terzo luogo di chi si interessa il cliente?” A questo punto tutti insieme noi studenti dicemmo… “Ma di LUI”. Questo per farci capire allora quanto era importante parlare del cliente, quando si è con lui.rnrnGiuseppe LunardirnConsulente Marketing Alberghiero

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