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Frontiere UE – Nuove zone rosso scuro

leggi l’articolo completo... [2]Questa pandemia ci ha ormai – purtroppo – abituato alla colorazione dei paesi o delle regioni in base al rischio epidemiologico.

Sono nate zone gialle, arancioni, rosse e ultimamente anche bianche in Italia, per definire le misure restrittive adottate per arginare il contagio.

Nella giornata di ieri, il consiglio europeo si è riunito nuovamente per discutere della diffusione delle recenti varianti del Covid e della prevenzione di una nuova ondata di epidemia, potenzialmente più pericolosa.

 

Lo scenario

 

Da studi preliminari di un team di ricercatori di BioNTech/Pfizer, sembrerebbe che il nuovo vaccino possa essere efficace contro la variante inglese b.1.1.7 del Covid-19. Preoccupa invece la mutazione chiamata E484K, presente nelle varianti sudafricana e brasiliana, sulle quali gli esperti sono molto cauti e affermano che è:

“importante continuare a monitorare le varianti e valutare il loro impatto sulla neutralizzazione in vitro”.

Sul tema è intervenuto Mauro Minelli, specialista in Immunologia clinica e Allergologia e co-coordinatore della Scuola di specializzazione medica in Scienze dalla nutrizione – Dipartimento di Studi europei Jean Monnet:

La variante brasiliana del Covid-19 indiscutibilmente genera preoccupazione perché contiene un nucleo di mutazioni genetiche uniche, alcune delle quali rendono la proteina d’aggancio del virus alla cellula umana invisibile agli anticorpi che l’uomo può avere prodotto, e d’altro canto perché ha evidentemente portato a un cospicuo incremento dei casi nei luoghi della sua identificazione”.

 

Le considerazioni dell’ UE

 

I componenti dell’ Unione Europea stanno quindi collaborando per introdurre una regolamentazione condivisa con l’obiettivo di fare fronte all’emergenza sanitaria e allo stesso tempo tutelare sia il mercato unico che la libera circolazione tra i paesi membri.

Questo equilibrio non è sicuramente semplice da raggiungere, considerando che le singole nazioni presentano situazioni diverse.

Charles Michel, il presidente del Consiglio europeo ha rilasciato una dichiarazione a riguardo:

Siamo convinti che le frontiere debbano rimanere aperte. Al tempo stesso siamo anche convinti che ci possa essere una stretta ai viaggi non essenziali, in uno spirito di cooperazione e di coordinamento”.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha proposto di creare una nuova colorazionerosso scuro – nell’Unione Europea per identificare le aree in cui l’epidemia è più diffusa e grave. In queste zone i test sarebbero obbligatori alla partenza e la quarantena sarebbe necessaria all’arrivo. Tutto ciò nell’ottica di scoraggiare appunto i viaggi non essenziali.

Per quanto concerne invece l’ipotesi di passaporti sanitari [3] e di certificati vaccinali, diversi paesi sostengono che non ci siano le condizioni per farlo.  Ursula von der Leyen è dello stesso parere, e sostiene che un’ azione in tal senso potrebbe portare a gravi discriminazioni tra i cittadini europei.