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Google: siti lenti penalizzati nei risultati

leggi l’articolo completo... [2]Già da diverso tempo Google suggerisce di prestare attenzione ai tempi di caricamento delle pagine web, un criterio che è peraltro già stato adottato dal motore di ricerca californiano per algoritmo del Quality Score di AdWords. Da oggi tale criterio verrà considerato anche nelle ricerche organiche.

Venerdì scorso il colosso di mountain view ha infatti reso noto l’adozione di questo nuovo parametro che andrà ad influenzare le SERP, anche se con un peso decisamente minore rispetto ai criteri di rilevanza dei contenuti e di pertinenza alla ricerca. Per adesso questa modifica è attiva solo per le ricerche effettuate in lingua inglese sul dominio Google.com e, come affermato dagli uomini di Big G, meno dell’1% delle ricerche subiscono attualmente delle modifiche a livello di SERP a causa di questo nuovo criterio di posizionamento.

Per testare la velocità del proprio sito web, Google ha già da tempo messo a disposizione nei suoi Webmaster Tools il Google Site Performance, una funzione in grado di mostrare il tempo medio di caricamento delle pagine del sito, l’andamento in seguito alle modifiche apportate negli ultimi mesi e qualche buon suggerimento per velocizzare il caricamento delle pagine web.
 

Come adeguarsi a questa modifica?

Visto e considerato che la velocità di caricamento è un aspetto di grande rilevanza, da non sottovalutare anche dal punto di vista dell’usabilità per gli utenti, suggeriamo pertanto di prestarvi attenzione.

Fare un test di velocità con appositi plug-in, come Y Slow [3] o il sopra citato Google Site Performance [4], potrebbe già essere un buon punto di partenza per farsi un’idea in merito.

Se il vostro sito impiega in media più di 2/3 secondi per il caricamento si consiglia di mettere in atto qualche pratica di snellimento dello stesso, magari ottimizzando le immagini, i javascript e i CSS, e riducendo l’uso di Flash e animazioni eccessivamente pesanti.

Fonte: HotelMarketing.com [5]