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Contratti OTA troppo duri: anche la Francia si ribella

leggi l’articolo completo... [2]La Francia firma l’ultimo capitolo dedicato alla querelle internazionale che vede contrapporsi albergatori e agenzie di viaggio online. Solo un paio di settimane fa, la Union des Métiers et des industries de l’Hotellerie francese (UMIH) ha attaccato Booking.com, Expedia e HRS di ricattare gli hotel con clausole contrattuali sempre più vincolanti che rasentano il “price fixing”.

Adesso sono le autorità francesi per la libera concorrenza a indagare la legalità dei contratti imposti dai portali, definiti dall’UMIH “da estorsione”.

Più che la pratica della rate parity, la UMIH accusa dunque le OLTA di imporre condizioni e clausole troppo dure nei confronti degli hotel indipendenti, che sminuirebbero di fatto i vantaggi della distribuzione e della visibilità offerte dagli intermediari.

I vantaggi offerti da queste piattaforme sono stati gradualmente cancellati dai dannosi effetti delle pratiche commerciali che violano le leggi sulla libera concorrenza in Europa e in Francia”, dice l’associazione.

Il presidente Roland Héguy [3] si è lamentato soprattutto “di un radicale inasprimento delle clausole contrattuali imposte agli albergatori, che, data la struttura del mercato, non sono in posizione di poter rifiutare.”

L’Unione ha parlato anche di “condizioni non negoziabili” che ridurrebbero di fatto la parità tariffaria a una forma di “price fixing”.

Adam Anderson di Expedia, da parte sua, sostiene che “i consumatori in realtà beneficiano dalla pressione creata dalle OTA sulle tariffe degli hotel, perché questa favorisce la trasparenza a livello di mercato.

La rate parity c’è, ma nessuno la rispetta

E’ singolare che, nonostante ci sia tutta questa sensibilità e attenzione per le clausole di Parity, di fatto questa non esista, perché non viene applicata correttamente né dall’una né dall’altra parte e spesso in modo “autolesivo”.

Quante volte vediamo prezzi molto diversi sul sito dell’hotel e sui portali? Ma soprattutto, quante volte vediamo sui portali prezzi migliori che sul sito ufficiale dell’hotel?

Le OTA sono le prime a violare la parità tariffaria appena possono, con promo e sconti rivolti all’enorme bacino dei propri utenti, magari all’insaputa delle strutture (ricordate quando la scorsa estate Expedia contravvenne alla parità [4] offrendo sconti di 20,00 € senza neanche interpellare gli hotel interessati?)

Spesso invece, la colpa è degli albergatori, che finiscono per vendere sui loro siti a prezzi più alti o con policies più restrittive senza rendersi conto di perdere in questo modo prenotazioni preziose.

Cindy Estis Green, CEO dell’azienda Kalibri Labs, ha dichiarato su HotelNewsNow a questo proposito “La realtà è che non siamo nemmeno lontanamente vicini alla piena parità tariffaria. Se tutte le tariffe fossero in parità, ci sarebbero molti meno metamotori di ricerca hotel, eppure sono tutti in forte crescita.”

Lo scorso mese abbiamo parlato delle possibili conseguenze della caduta della parità tariffaria [5], un evento che fa gola sia agli albergatori indipendenti che alle piccole OTA che preferirebbero essere libere di vendere alle tariffe che vogliono per poter avere maggiori possibilità di emergere in un mercato già saturo.

Senza parità tariffaria, come abbiamo visto, l’hotel rischierebbe la perdita di controllo sul proprio posizionamento tariffario, ma questo potrebbe anche favorire l’appetibilità del canale diretto. La questione è controversa e per il momento ci sembra improbabile che la clausola decada.

Per adesso, investire sul canale diretto resta l’unica soluzione plausibile per garantire alla struttura indipendente una certa competitività e il controllo sulle proprie tariffe e sulla propria distribuzione. Ma soprattutto, l’unico strumento per permettere all’hotel di trattare con le OTA ad armi pari.

La verità è che, come ha messo in luce la disputa francese, non è tanto la rate parity a creare problemi, ma piuttosto il complesso delle clausole esose imposte nei contratti sempre più limitanti delle OTA, che stanno destando non solo l’attenzione degli albergatori, ma anche delle Autorità competenti a livello internazionale.

Nei prossimi giorni torneremo a parlare dei contratti e del rapporto tra OTA e Hotel dando voce ad uno dei protagonisti della discussione internazionale sulla Parità Tariffaria: continuate a seguirci!