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Il vostro hotel è scomparso dai risultati di Google? Attenzione ai “cattivi vicini”…

img_link.jpgFacciamo una piccola anticipazione del prossimo articolo della serie “Come convincere gli Ospiti a prenotare on-line” dedicato al Search Engine Marketing per parlare di un tema molto attuale a cui ogni albergatore dovrebbe rivolgere la massima attenzione. Partecipando ad altri blog e forum turistici ho notato che molti utenti segnalano lo stesso problema: “il sito del mio hotel era ben posizionato fino ad un paio di mesi fa, ho avuto un crollo degli accessi ed il sito è scomparso dai risultati di Google”.

Questa dinamica è frequentemente legata alla pratica dello scambio link o del link-networking. Un link esterno, dal vostro sito ad un sito che Google consideri un “cattivo vicino” (bad neighborhood), può avere un impatto negativo devastante sul posizionamento del sito del vostro hotel.

Fate sempre riferimento alle linee guida di qualità di Google

Le linee guida di qualità di Google [2] non lasciano spazio a fraintendimenti:

Non partecipare a schemi di link progettati per migliorare la posizione del tuo sito o il punteggio PageRank. In modo particolare, evita i link a siti di spam o "cattivi vicini" poiché ciò potrebbe influire negativamente sul tuo posizionamento.

I “cattivi vicini” a cui fa riferimento lo staff di Google sono siti che sono stati bannati o penalizzati dal motore di ricerca, anche una sola volta nell’intera storia del sito. State attenti perché mettere sul proprio sito un link che punta a queste risorse può determinare il crollo del posizionamento: Google in qualche modo vi vedrà “complici” dei misfatti del sito SPAM/penalizzato.
 
 

Scambio link con altri siti

Una pratica pericolosa che può portare ad intrattenere rapporti con un “cattivo vicino” è quella dello scambio link per migliorare il posizionamento. Se proprio non potete evitarla, almeno controllate bene i siti con cui scambiate link. Supponiamo che vogliate mettere nel vostro sito un link al sito http://www.turismoinvenezuela.com/:

Capire se il sito è o meno un “cattivo vicino” non è semplice, e tutti gli indicatori vanno presi con le dovute precauzioni, ma sono una “traccia” abbastanza affidabile per capire se Google non vede di buon occhio il sito con cui volete fare scambio link. L’autorevolezza del sito non è più una sicurezza: recentemente anche grandi portali sono stati penalizzati perché vendevano/compravano link.
 
 

Scambi di link a 3

Un’idea ormai datata per cercare di ingannare Google è usare circuiti di link che coinvolgano 3 siti non collegati in modo diretto, ad es:

Il vostro sito (A) linka http://www.turismoinvenezuela.com/ (B) che a sua volta linka un altro vostro sito (C)

L’algoritmo di Google non ha la minima difficoltà a rilevare questi schemi di link, quindi fate comunque attenzione che nessuno dei siti sia un sito SPAM od un sito penalizzato.
 
 

Network di links con altri siti

Anche nel caso di grandi network di link la maggior parte dei siti vengono solitamente usati come base di appoggio per promuovere solo pochi siti più importanti, che è l’unico modo per non far riconoscere automaticamente il network. ES: network di 1000 siti – massimo 200 siti ben posizionati.

Fate comunque attenzione: se un sito non è stato ancora penalizzato, non vuol dire che non lo sarà nel prossimo futuro. Google detesta qualsiasi:
 
“schema di link progettato per migliorare la posizione del tuo sito o il punteggio PageRank”
 
Una volta penalizzati è difficile tornare indietro e possono passare mesi prima di ricevere di nuovo accessi al sito. Google può avere difficoltà a rilevare automaticamente a livello algoritmico certi schemi di link di questo tipo ma:

Scambio link con directory

Alcune directory chiedono lo scambio link per poter inserire gratuitamente la propria struttura turistica. Potete star certi che in questo caso la directory:

Partecipazione a link farms

Le penalizzazioni più frequenti sono quelle che riguardano le cosiddette “link farm”, siti realizzati appositamente per scambiare link con la sola intenzione di migliorare il posizionamento. Le link farm non sono difficili da riconoscere: se trovate delle pagina che sono solo una lunga lista di link a siti che non hanno alcuna correlazione tematica fra di loro, potete essere sicuri che si tratti di una link farm.
 
 

Firma degli utenti del forum o del blog

Se il vostro sito turistico ha un forum o un blog, i link che gli utenti mettono in firma o che segnalano come la loro homepage sono anch’essi di vostra diretta responsabilità. Booking Blog riceve ogni giorno decine di falsi commenti SPAM che pubblicizzano macchine usate, viagra, siti pornografici…i commenti che passano i filtri anti-SPAM devono comunque venire approvati prima di risultare visibili in fondo agli articoli. Se così non fosse, Booking Blog sarebbe già stato quasi sicuramente penalizzato per “affiliazione” passiva a questo genere di siti.
 
 

Conclusioni

Accusare Google di aiutare nei risultati organici i siti che fanno Pay Per Click non è mai la soluzione migliore. Prendetevi un pò di tempo per riconsiderare tutti i links in uscita presenti sul vostro sito: sarà tempo ben speso.
 
I meccanismi di Google sono frustranti ma onesti, lo sono ora e lo saranno sempre di più in futuro, seguire le linee guida dedicate ai webmaster è un investimento. Cercare di entrare nell’ottica con cui Google “fa la sua giustizia” è complicato ma paga, visto che sempre di più conteranno solo i buoni contenuti creati per gli utenti per determinare il posizionamento.