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Hotel vs. Airbnb: gli affitti privati danneggiano davvero il settore alberghiero?

leggi l’articolo completo... [2]Airbnb ha danneggiato gravemente il business degli hotel: questo è quello che si vocifera nella hall degli alberghi di tutto il mondo. Ma è davvero questa la verità?

STR Global pubblica uno studio che svela l’impatto di Airbnb sul business alberghiero. L’analisi omnicomprensiva condotta su Manhattan rileva però che non ci sono prove che Airbnb abbia danneggiato il mercato, per lo meno nella Grande Mela.

L’analisi su Manhattan

Lo studio di STR viene pubblicato a poche settimane da quello commissionato dall’Associazione Alberghiera Americana alla Penn University [3] di cui abbiamo parlato anche qui su Booking Blog, secondo il quale il 40% dei guadagni di Airbnb derivano da attività illegali che danneggiano il mercato degli affitti a lungo termine.

STR non smentisce l’analisi della Penn, ma affronta il fenomeno da un altro punto di vista: quello degli albergatori.

I risultati di STR mostrano che gli utenti che si affidano a Airbnb hanno spesso esigenze che non vanno a sovrapporsi con quelle dei tipici ospiti di hotel:

“In generale, analizzando i dati di Airbnb su Mamhattan, non sembra esserci evidenza che gli alloggi di Airbnb e le camere di hotel competano massicciamente per conquistare lo stesso viaggiatore. Non c’è evidenza che ogni camera occupata su Airbnb sia una camera rubata a un hotel,” hanno dichiarato i portavoce di Airbnb a The Real Deal [4].Con questo non vogliamo dire che non ci sia nessuna sovrapposizione. È molto probabile che alcuni viaggiatori cerchino sia tra gli hotel che tra gli appartamenti di Airbnb prima di prenotare, ma visto che spesso gli ospiti di Airbnb si collocano in fascia bassa e che propendono per un soggiorno lungo 7 o più giorni, è più facile che la sovrapposizione ci sia solo con gli hotel più economici.”

In conclusione, se a NY esiste una minaccia, esiste soprattutto per le strutture economiche che offrono appartamenti o soluzioni simili.

 

L’Italia come Manhattan?

In realtà STR non è stato il primo ad occuparsi della faccenda: ad ottobre l’azienda HVS Consulting & Valuation ha condotto uno studio per conto della Hotel Association di New York City, secondo cui Airbnb ha fatto perdere agli albergatori 451,4 milioni di dollari in un anno.

Ma lo studio di STR sembra avere tutti i presupposti per essere il più attendibile finora pubblicato sulla questione.

In primo luogo STR Global non è solo un’autorevole azienda a livello internazionale, ma è anche una realtà super partes e ha condotto l’analisi non su commissione, ma al solo scopo di capire se quello che molti albergatori ed esperti sostengono sia vero oppure no.

In secondo luogo questa è la prima volta in cui Airbnb ha concesso l’utilizzo diretto dei suoi dati interni, mentre tutti gli altri report si sono basati su dati forniti da aziende di terze parti.

Senza contare che l’arco di tempo coperto dall’analisi è senza precedenti: parliamo di un periodo di circa 2 anni che copre dal dicembre 2013 al novembre 2015.

Ovviamente resta lecito chiedersi se e quanto Airbnb impatti su mercati diversi da quello di Manhattan. Che cosa emergerebbe conducendo lo stesso studio su una delle nostre città italiane, dove la gente si ferma solo per 2-3 giorni e dove sono moltissimi gli agriturismi, i b&b e le pensioni a conduzione familiare rispetto ai 4 e 5 stelle?