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I day use hotel e la daycation: quando la vacanza di un giorno diventa lo standard

[2]Tutti pensavano si trattasse solo di una moda passeggera, invece il soggiorno in hotel in formato day use, ossia solo per poche ore al giorno, è ormai la normalità.

Se prima prenotare un albergo a ore era quasi un tabù, oggi gli ospiti chiamano per richiederlo senza problemi. E non solo per le solite scappatelle amorose: molti ne approfittano come mini-vacanza da un giorno.

Questa nuova forma di fuga dall’ordinario è stata soprannominata “Daycation”, ossia vacanza di un solo giorno. Ti rechi in una località vicina, mangi fuori e magari prenoti una bella suite, con piscina e con spa.

Sì, perché a spopolare sono proprio le strutture di lusso, che offrono a prezzi alti, ma comunque vantaggiosi, la possibilità non solo di usufruire della camera ma anche dei servizi collaterali.
Prendiamo Roma: La Griff Mgallery, in pieno centro storico di Roma, chiede ai clienti 270 euro per sei ore nella sua Business Suite. Il Grand Hotel Minerva di Firenze, insieme alla camera per qualche ora, dà l’opportunità di accedere anche alla sua esclusiva piscina sul rooftop con uno sconto del 68%.

David Lebée, fondatore e ceo di dayuse.com, di recente ha dichiarato: “Questo nuovo concept vuole facilitare le fughe dalla routine, in un modo innovativo e divertente. Sappiamo bene che non tutti hanno il tempo o i soldi per permettersi un weekend fuori porta, per questo offriamo agli ospiti l’opportunità di sentirsi in vacanza nell’arco di una sola giornata”.

“Chi sceglie questo tipo di soggiorni – spiega Lebée in una intervista di luglio [3] – sono persone che aspettano un meeting ma non vogliono lavorare per ore da Starbucks con una connessione internet scadente. Ci sono sempre più Millennial che lavorano praticamente senza dimora fissa. Ci sono persone che hanno bisogno di riposare tra un aereo e l’altro. Ma ci sono anche le coppie e dall’America sta aumentando il trend daycation, ossia quando le persone vogliono trattarsi come VIP una volta ogni tanto.”

 

Dayuse: una parola ormai entrata nel vocabolario

Un esempio di come i soggiorni in dayuse siano ormai uno standard ci arriva da Italo Paltrinieri, direttore e revenue manager dell’Hotel Rosso Frizzante e consulente per gli alberghi nostri clienti, che da anni sperimenta con successo la formula del day use hotel:

“Di recente ho chiaramente percepito un cambiamento da parte degli ospiti: a livello comunicativo oramai sta prendendo piede. Se fino a un anno fa i clienti che volevano questo servizio chiamavano e dicevano: Avete una stanza per qualche ora? Ora il 70% di quelli che chiamano chiedono: Fate servizio day use?

Questo significa che ormai la parola è entrata nell’uso comune e che il trend ha sfondato sul mercato, che è piaciuto e ha abbattuto un tabù.”

 

Per molti ma non per tutti

Offrire un servizio di day use quindi è davvero una possibilità alla portata di tutti gli hotel, ma occhio all’organizzazione.

Non ci si può improvvisare – spiega Paltrinieri – perché innanzi tutto questo comporta un impegno a livello comunicativo, escogitare dei contenuti adatti per il sito, far percepire con chiarezza il risparmio, ecc. Ma anche a livello organizzativo. Se non avete una cameriera disponibile per rifare le stanze al volo a fine giornata, rischiate di rimetterci invece che guadagnarci. È necessario impostare il lavoro nel modo corretto, così che il day use diventi una risorsa.”

Alla domanda se abbia mai venduto il suo hotel in day use su uno dei portali dedicati, afferma di no: “Il mio hotel è principalmente un hotel business, quindi non posso permettermi di pubblicizzare questo tipo di offerta. Molto più adatto può essere per hotel che sono a vocazione diversa o che si trovano magari in posizioni poco centrali e hanno bisogno di sviluppare un business secondario. Ma ripeto, si può fare solo se l’hotel è ben organizzato. In questo caso sfruttare i portali dedicati garantisce una maggiore visibilità.”