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Il contante sta per morire nel travel?

Il contante sta per morire nel travel? [2]Le forme di pagamento in un hotel sono come le lingue: più ne supportiamo, più è facile far sentire i propri ospiti come a casa. Eppure il caro contante, collante mondiale dell’economia turistica, sta lentamente sparendo.

Il motivo? Politico, economico e pratico.

In alcuni mercati si cerca letteralmente di eradicare i pagamenti in contanti, in uno sforzo congiunto di governi, banche e provider di pagamenti che si stanno adoperando per montare l’infrastruttura che renderà la moneta fisica obsoleta.

Per i governi i pagamenti digitali sono importanti perché offrono la trasparenza che il contante non può dare, tanto da essere spesso al centro del lavoro nero, dell’evasione e dei traffici della criminalità. Per le imprese la moneta fisica è scomoda, rischiosa e prolunga operazioni che richiederebbero altrimenti pochi secondi.

E non parliamo di carte di credito, anzi: metodi di pagamento online come PayPal o come i tanti wallet mobile disponibili – si pensi ad AliPay e WeChat Pay in Cina, come Android e Apple Pay in Occidente – stanno sempre più divendendo favoriti rispetto sia alle carte sia ai contanti.

Specialmente nei Paesi che hanno subito il proprio boom economico nell’era dei cellulari, come appunto la Cina, i pagamenti via wallet mobile sono ormai la norma. Anche il Kenya ha risolto il problema di una popolazione molto spesso priva di conto bancario con il sistema di pagamento mobile M-Pesa che vede più di 26 milioni di account attivi.

Secondo un report di Worldpay Global Payments, gli eWallet passeranno dal 18% al 46% come metodo di pagamento online entro il 2021, mentre le carte sia di credito sia di debito subiranno un pesante declino.

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Ci aspetta un futuro (non troppo remoto) in cui un miliardo di potenziali clienti non vorrà pagare tirando fuori un portafoglio vero e non potremo non tenerne di conto.

I venture capitalist di tutto il mondo hanno già investito più di 50 miliardi di dollari in start-up che promettono di aiutare la transizione a un’economia cashless, mentre si moltiplicano servizi che uniscono sistemi di pagamento mobile a tassi di cambio competitivi come le “currency card” Revolut, Monzo o Caxton FX.

Del resto, secondo il report “World Payments Report 2017” di CapGemini, si stimano più di 522 miliardi di transazioni individuali senza contanti nel 2017, con un Tasso di Crescita annuale composto (CAGR) del 10,9% dal 2015 al 2020. C’è indubbiamente possibilità di impresa.

 

Una rivoluzione a doppia (o tripla) velocità

 

Non tutti sono pronti al passaggio a un’economia senza contanti, con la stessa Europa che si adatta a questo paradigma in maniera differente: in Germania si gira ancora in media con 103 euro nel portafoglio (contro la media europea di 65 euro) mentre in Svezia il contante in circolazione è crollato fra il 2016 e il 2017, con solo il 25% degli svedesi che usa denaro fisico almeno una volta a settimana.

Metodi di pagamento regolarmente utilizzati in Svezia nel 2017 [4]

In alcuni Paesi in via di sviluppo come il Messico e Thailandia, mete turistiche sempre più ambite, il contante rimane il Re assoluto delle transazioni: rispettivamente Il 76,8% e il 94% delle operazioni passano da uno scambio manuale. Per chi ha intenzione di partire per queste mete così belle, non ritirare contante potrebbe essere una pessima idea.

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Come si può notare dalla tabella qua sopra, anche gli Stati Uniti – tutt’altro che un Paese in via di sviluppo – hanno una passione per i dollari di carta.

Questo mentre in Cina sono passati dai portafogli gonfi di yuan agli eWallet, saltando a pie’ pari tutti i passaggi intermedi. Gli eWallet sono così presenti e diffusi che anche gli artisti di strada hanno un proprio QR Code visibile per le donazioni.

Del resto, il 62% degli acquisti online in Cina passano dagli eWallet, con le carte che invece non superano sommandole il 18%.

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Per questo molti turisti cinesi, approdati in Europa, si trovano negli ultimi tempi spesso in imbarazzo nell’attività che amano di più all’estero: fare shopping. Senza WeChat Pay e AliPay – e con relativamente pochi esercizi che accettano il circuito UnionPay delle loro carte di credito – si trovano a dover maneggiare quei contanti che fanno sempre meno parte delle loro vite.

 

Come pagheranno i tuoi clienti?

 

Il futuro sarà, probabilmente, privo di denaro contante. Quello che resta da capire è se riusciremo ad avere un sistema universale di pagamento, accettato in ogni esercizio commerciale e capace di coprire tutto lo spettro delle necessità di un viaggiatore.

Non è un problema da poco, visto che ad oggi sono stimati 235 metodi di pagamento diversi (fonte: About-Payments.com) ed è impossibile per qualunque esercizio commerciale accettarli tutti. Fino a quel momento, il contante non sparirà dagli hotel del tutto.

Mentre attendiamo che il futuro ci offra un sistema di pagamento senza soluzione di continuità, universale, mobile e interconnesso dobbiamo valutare quali metodi accettare oggi e a quali prepararci per l’immediato futuro.

Per chi lavora o vuole lavorare molto con ospiti cinesi, per esempio, offrire pagamenti via UnionPay è il minimo, ma per conquistarli davvero è necessario informarsi su WeChat Pay e AliPay come sistemi di pagamento. Per chi invece ha molti ospiti inglesi, è importante che possano pagare sempre contactless (sì, anche per due caffè), visto che il volume di micropagamenti via carta in Gran Bretagna è il più alto della zona europea.

Importante tenere d’occhio le commissioni, certo, ma non chiudetevi a forme alternative di pagamento se i vostri clienti le richiedono!