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Il fallimento di Amoma e la responsabilità attribuita ai metasearch

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Due giorni fa Amoma, portale con sede a Ginevra, con un comunicato apparso sul proprio sito internet ha dichiarato il proprio fallimento.

L’azienda, attraverso le righe del comunicato, ha spiegato che, con ogni probabilità, le prenotazioni effettuate dagli utenti verranno cancellate dai fornitori.

Per vedere la propria prenotazione garantita, i clienti dovranno rivolgersi direttamente all’hotel. Per i soldi già versati, Amoma invita i diretti interessati a contattare la propria assicurazione.

 

Se la colpa è dei metasearch

 

Amoma scaglia un attacco frontale ai metasearch: sarebbero infatti quest’ultimi i responsabili del fallimento dell’azienda Svizzera, rei di agire in modo sleale nei confronti degli altri attori del settore, in quanto concedono maggiore visibilità a quelle strutture che pagano di più per ricevere “i click”.

 

Un passo indietro

 

Amoma arriva nell’ambito del mercato alberghiero nel 2013, guadagnando una consistente visibilità grazie ad una politica aggressiva sul minor prezzo delle camere di hotel. Le proprie tariffe, cosiddette FIT, venivano riprese tra quelle riservate ad agenzie e tour operator: quando questi prezzi comparivano sui metasearch, andavano a ledere le strategie di pricing di molti operatori alberghieri.

Questo atteggiamento ha portato Amoma a guadagnarsi molte antipatie da parte degli addetti ai lavori, che dovevano prestare una grande attenzione alle tariffe FIT che poi comparivano sui metasearch. Alcune prenotazioni finivano addirittura per non essere riconosciute poiché non erano state effettuate tramite il canale a cui l’hotel aveva deciso di destinare una tariffa riservata.

 

E adesso?

 

Secondo quanto scrive Simone Puorto in un articolo per Medium.com [3], player simili a Amoma – come Nustay, FindHotel, ZenHotels.com, Otel.com – sarebbero già pronti ad affilare le lame sul mercato per ricoprire il vuoto lasciato da questo fallimento. Ma qualcosa sembra essere cambiato sia negli algoritmi che nel panorama competitivo dei metasearch. Data la maggior concorrenza nel settore, infatti, il bidding per acquistare la migliore visibilità ha visto un’impennata importante. Questo fattore ha inevitabilmente eroso lo spazio a disposizione di portali quali Amoma, che si è distinta da subito per i ridottissimi margini di guadagno rispetto a OTA e siti ufficiali dell’hotel. Saranno gli eredi di Amoma in grado di uscire vincitori dalla sempre maggiore concorrenza sul mercato dei metasearch e a quale costo?

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