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Il turismo outbound cinese continua a crescere. Ma gli hotel sono pronti?

leggi l’articolo completo... [2]La sesta edizione del report annuale di Hotels.com, Chinese International Travel Monitor, individua una discrepanza tra quello che gli albergatori sono soliti fare per i viaggiatori cinesi e ciò che in realtà questi ultimi vorrebbero.

In particolare, il divario rilevato riguarda il fatto che gli hotelier investono principalmente in social media e campagne marketing piuttosto che nei servizi che i viaggiatori cinesi si aspettano di trovare in ogni hotel. Nel frattempo, la crescita del mercato del turismo outbound cinese è inarrestabile.

Secondo il report [3], i viaggiatori cinesi vogliono, nell’ordine: Wi-Fi gratuito, colazione cinese, il bollitore in camera, uno staff che parli cinese e depliant e altro materiale informativo cartaceo disponibile in mandarino. Probabilmente ci sono poi ulteriori servizi, anche elementari, che danno per scontati.

Niente di tutto ciò sembra però arrivare agli albergatori. Non ritenendo una priorità avere un ristorante cinese in struttura, questi puntano invece al marketing, per attirare l’attenzione di potenziali clienti cinesi. Senza contare che, così facendo, nella migliore delle ipotesi i potenziali clienti diventano ospiti, ma non tornano una seconda volta – proprio perché, appunto, in hotel mancano quei servizi che i viaggiatori cinesi reputano fondamentali.

Secondo il China National Tourism Administration, sono 122 milioni i cinesi che nel 2016 hanno viaggiato all’estero. Le attività e i ristoranti sono ciò che maggiormente li interessa e dunque i settori in cui spendono di più.

Per un hotel, avere tra i metodi di pagamento abilitati Union Pay o Alipay è sicuramente una carta vincente, perché sono attualmente i due più utilizzati dai viaggiatori cinesi, pionieri del cashless [4].

Con il mobile wallet, gli smartphone cinesi sono sempre più utilizzati per qualunque genere di acquisto. Ant Finance, filiale finanziaria della società leader nel mercato dell’e-commerce cinese Alibaba, ha monitorato 450 milioni di consumatori cinesi e ha calcolato che il 71% dei pagamenti avviene su dispositivi mobile mentre circa il 90% dei millennial cinesi utilizza mobile wallet.

Con oltre 3 milioni di arrivi registrati nel 2016, l’Italia è una delle principali destinazioni europee del turismo cinese outbound [5].

Alipay ha accordi con oltre 40 milioni di aziende in 200 paesi e 18 valute. Dal 2017 in Italia un accordo tra UniCredit e la più grande piattaforma di pagamento online cinese consente agli utenti Alipay di pagare gli acquisti di beni e servizi in Italia con la stessa app che utilizzano in Cina.

Con l’aumento del reddito pro-capite, in Cina la classe media è sempre più esigente in fatto di esperienze di viaggio. Non a caso, Alibaba e Marriott International hanno siglato una joint-venture [6] con l’obiettivo di ridefinire la travel experience dei viaggiatori cinesi.

Il connubio fra il competitivo portfolio di brand alberghieri internazionali costruito da Marriott e la leadership praticamente assoluta che può vantare Alibaba nel campo dell’e-commerce si concretizzerà nel lancio di operazioni marketing congiunte dedicate ai viaggiatori cinesi attraverso la vetrina che Marriott espone su Fliggy, la piattaforma viaggi di proprietà del colosso cinese.