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Impianti da sci – Riapertura nelle zone gialle dal 15 febbraio

leggi l’articolo completo... [2]Finalmente è arrivato il via libera dal Comitato Tecnico Scientifico alla riapertura degli impianti da sci nelle zone gialle.

Nonostante la “buona” notizia, rimane una certa freddezza e apprensione tra gli operatori del settore. C’è bisogno di fare delle valutazioni più approfondite per capire se vale la pena riaprire le piste sciistiche e tutto cio’ che ruota attorno. I costi per l’attivazione di funivie, impianti di risalita, hotel, ristoranti, rifugi sono infatti sicuramente elevati, a fronte di una domanda incerta.

 

Le perplessità

 

Quante saranno infatti le persone a cui sarà consentito di spostarsi? Una conferma sulla fine del divieto di spostamento tra le regioni a partire dal 15 febbraio, è fondamentale per avere una prospettiva di un pubblico più ampio.

E’ questo anche l’auspicio di Valeria Ghezzi – presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef):

“Ora va tolto il divieto di circolazione tra le Regioni, abbiamo bisogno di sapere che si possa venire in montagna. Non voglio pensare che le imprese interrompano la cassa integrazione per i dipendenti e poi venerdì prossimo ci dicano che non tolgono il divieto di spostamento. Abbiamo già subito tantissimi danni e decine di aziende sono in crisi di liquidità”.

Non solo. Quante saranno le zone gialle a cui sarà consentito riaprire? Ma soprattutto…per quanto tempo? Forse solo un paio di settimane e poi il CTS dovrà rivalutare la situazione epidemiologica della regione, magari cambiandone il colore? Sono questi alcuni degli interrogativi che alimentano diversi dubbi.

Tra l’altro nella giornata di oggi si decideranno anche i nuovi colori delle regioni. Attualmente ci sono 16 territori in zona gialla, cinque in zona arancione (Bolzano, Umbria, Puglia, Sicilia, Sardegna) e nessuno in quella rossa. Al momento sembrerebbe che non rischiano di andare in arancione Emilia Romagna, Marche, Veneto, Val d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Liguria e Calabria e Toscana. A rischio, invece, sarebbero il Molise, la provincia di Trento, il Friuli Venezia Giulia e l’Abruzzo. Anche la Provincia di Bolzano, la Sicilia, la Puglia e la Sardegna sperano di tornare gialle dal 16 febbraio, a seguito di un miglioramento della situazione.

 

La speranza

 

Tra le varie reazioni, c’è invece chi intravede un segno di speranza e di ripartenza. Uncem, Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, sostiene che sia comunque un segnale positivo:

“La stagione dello sci potrà riprendere, nelle regioni gialle, il 15 febbraio. Finalmente, perché andiamo verso una possibile normalità e ripresa. Il settore turistico può ripartire. Tutti siamo consapevoli della crisi gravissima che la montagna vive. Tante categorie hanno visto fatturati azzerati. Ora si può ripartire, con buon senso, regole chiare e impegno di tutti”.

Anche l’assessore al turismo della regione Lombardia – Lara Magoni – afferma:

“Spero davvero che questa riapertura sia l’inizio di una nuova era, con la ripresa di un turismo fondamentale per la Lombardia. Sono convinta che la montagna debba essere centrale nel dibattito politico di rilancio del nostro Paese”.

Insomma, ci sono ancora diversi aspetti da chiarire per analizzare meglio lo scenario. Ad ogni modo la voglia di ripartire è davvero tanta, sia per gli operatori del settore e sia per chi sogna da tempo una vacanza tra sport, cultura e relax, nella nostra amata Italia.