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Intervista ad Airbnb: tutte le domande che non avete mai osato fare

[2]Airbnb è stato senza ombra di dubbio il fenomeno caldo di questo 2016. Adorato dai viaggiatori, osteggiato dagli hotel e da molte istituzioni, osannato dagli esperti di marketing per le sue pubblicità sfacciate. Se escludiamo TripAdvisor e le OTA, poche altre aziende hanno suscitato tanto interesse e discussione nel mondo turistico.

Per dare una risposta alle mille domande che tutti morivamo dalla voglia di chiedergli, abbiamo dato la caccia al colosso degli affitti privati. Airbnb non si è tirato indietro e siamo riusciti a strappargli una succosa intervista che pubblichiamo oggi in esclusiva su Booking Blog. Siete curiosi?

Le domande che abbiamo fatto ad Airbnb toccano tutti gli argomenti più discussi: la collaborazione con le istituzioni, i problemi legati alla legalità delle strutture e alla sicurezza degli ospiti, le novità in arrivo e il portale dedicato ai clienti business.

Un portavoce dell’azienda ha accettato senza problemi di dare una risposta a tutte le domande (o quasi) in modo molto chiaro e diretto.

Adesso tocca a voi: aspettiamo le vostre considerazioni.

BOOKING BLOG: Airbnb ha conosciuto una forte crescita nell’ultimo anno e molti albergatori si sentono minacciati da questa realtà, ma durante la scorsa edizione di BTO, Stifanelli ha sottolineato che Airbnb sta affiancando il settore alberghiero, piuttosto che prenderne il posto. Ci piacerebbe conoscere, se ne avete, le vostre statistiche e le vostre considerazioni in merito.

AIRBNB: Airbnb offre esperienze di viaggio uniche, per tutti coloro che vogliono entrare in contatto con l’autentico stile di vita locale del posto in cui soggiornano. Airbnb propone un’offerta turistica diversa da quella delle strutture dell’ospitalità classiche, in grado di valorizzare anche le località al di fuori dei circuiti turistici tradizionali. La complementarietà dell’offerta si è vista in occasione di EXPO 2015 a Milano: gli hotel erano quasi tutti prenotati, così come gli alloggi Airbnb. Lo stesso è successo con il Salone del Mobile, che ha fatto registrare il tutto esaurito negli hotel, con tassi di occupazione molto alti anche sulla piattaforma.

BOOKING BLOG: Sono tanti coloro che accusano gli host di Airbnb di non pagare le tasse. Come rispondete a queste accuse e come pensate di gestite l’aspetto fiscale in Italia?

AIRBNB: Se si riferisce alle tasse sul reddito è bene essere molto chiari: sulla nostra piattaforma diciamo chiaramente che qualsiasi attività che generi reddito come quella degli host è soggetta ad una tassazione e gli host sono pertanto tenuti al pagamento delle tasse. Da parte nostra, forniamo a tutti gli host un rendiconto dei ricavi alla fine dell’anno in modo che possano portarlo al commercialista facilitandoli nell’adempimento dei loro doveri. Inoltre possono consultare la pagina Come funzionano le tasse per gli host? [3] che raccoglie tutte le informazioni utili in materia. Per quanto riguarda il pagamento di altre imposte, come la tassa di soggiorno, nei comuni in cui è prevista, abbiamo avviato un costruttivo dialogo con le istituzioni, come nei comuni di Milano e Firenze, per poter avviare il sistema di del collect & remit già attivo in 20 città francesi, che prevede che gli ospiti paghino l’equivalente della tassa di soggiorno direttamente attraverso la piattaforma che trasferirà successivamente quanto dovuto alle amministrazioni locali, eliminando di fatto qualsiasi tipo di evasione.

BOOKING BLOG: In Italia sono tante le strutture extra-alberghiere irregolari che cercano visibilità attraverso il vostro portale e sfuggono ai controlli. Airbnb adotta un sistema per accertarsi che chi mette in affitto la propria abitazione online sia regolarmente riconosciuto dallo Stato e quindi sottostia a tutti gli obblighi imposti dalla legge? Come pensate di combattere queste pratiche illegali?

AIRBNB: Piattaforme come la nostra, per loro stessa natura, non sono esattamente il luogo ideale per chi vuole nascondersi: il sito accetta solo pagamenti elettronici con carta di credito, e pertanto tracciabili; mentre gli immobili messi online sono identificabili attraverso le fotografie caricate sul sito. È bene chiarire che oltre l’80% dei nostri host gestisce uno o due annunci (singola camera ed intero appartamento ad esempio) e sono persone che occasionalmente affittano la casa in cui vivono per integrare il proprio reddito. Sono presenti sul sito anche una minoranza di strutture professionali che quindi sono soggette a tutti i limiti e agli oneri previsti dalle leggi del turismo regionali (e diverse pertanto da regione a regione). Airbnb dialoga costantemente con le istituzioni per favorire normative chiare e procedure semplici da seguire in modo che tutti gli host, professionali e non, possano portare avanti la propria attività in maniera regolare. Inoltre, ci impegniamo a veicolare tramite la nostra piattaforma le informazioni utili attraverso link diretti ai siti delle istituzioni. Nella nostra pagina web Ospitare responsabilmente [4] sono contenuti i link alle informative ufficiali del governo sulle tasse che potrebbero essere applicate ai nostri host.

BOOKING BLOG: La sharing economy negli ultimi anni ha sollevato contrasti tra categorie (hotel vs affittuari nel caso di Airbnb, o tassisti vs. privati nel caso di Uber) ma il nuovo modello di affitto proposto da Airbnb è andato persino a incidere su questioni sociali. Mi riferisco soprattutto a città come NY, dove l’esplosione degli affitti a breve termine ha gonfiato il costo delle case rendendo difficile per i locali trovare una nuova abitazione. Questo ha suscitato diverse reazioni nelle Istituzioni, che sono intervenute con leggi più o meno dure. Come intendete affrontare questi fenomeni?

AIRBNB: Airbnb, basandosi sul suo principio chiave di aiutare le città e il loro sviluppo, ha la precisa intenzione di collaborare al fianco delle autorità locali nelle aree in cui la nostra community ha un impatto importante e in cui il diritto degli host di condividere le loro case viene riconosciuto e rispettato, che essi siano presenti o meno nell’abitazione. Ogni città segue politiche differenti sul tema della condivisione di alloggi. Una metropoli potrebbe avere delle necessità e delle preoccupazioni diverse rispetto a una piccola città storica o a una destinazione di viaggio non tradizionale. Airbnb lavorerà con ciascuna città nel dare risposta alle loro esigenze, come è stato fatto a Firenze e a Milano, per quanto riguarda l’Italia.

BOOKING BLOG: Per affrontare i rapporti con le Istituzioni avete assunto diversi ex sindaci, tra cui Francesco Rutelli. Perché questa scelta? Che risultati vi aspettate?

AIRBNB: Per Airbnb niente è più importante della salvaguardia della sua community, per questo è stato creato il “Mayoral Advisory board” un comitato composto dagli ex sindaci di alcune grandi città, che si occupa a livello globale di tutelare e creare rapporti di fiducia tra la nostra community e le istituzioni. Ne fanno parte ex sindaci di città importanti nel mondo quali Houston, Philadelphia, Adelaide e appunto Roma. Le ragioni della scelta di Rutelli e la presenza di un membro italiano nel quartetto sono dovute all’importanza dell’Italia nel mercato di Airbnb: secondo il recente studio realizzato da noi a Maggio, nel 2015 sono stati generati da Airbnb in Italia 3,4 miliardi di euro (lo 0,22% del pil). Rutelli è stato scelto per la sua esperienza come Ministro della Cultura e per il suo dichiarato sostegno alle nuove forme di ospitalità.

BOOKING BLOG: L’hotel necessita di permessi relativi alla sicurezza e all’igiene per svolgere la propria attività. Come riesce Airbnb a gestire la questione della congruità degli immobili degli host in questi termini? Imponete delle condizioni minime per inserire un’abitazione sul portale per garantire sicurezza ai viaggiatori?

AIRBNB: Airbnb, attraverso il proprio sito, invita i propri host a rispettare gli standard di ospitalità e pubblicare annunci accurati . Per questo sono state create le pagine: Standard di ospitalità [5] e Come avere un profilo e un annuncio accurati? [6] che forniscono suggerimenti su come impostare l’annuncio e l’appartamento in modo da renderlo adatto ad accogliere ospiti. È bene ricordare che Airbnb è una piattaforma peer-to-peer, dove gli utenti valutano il servizio ottenuto attraverso un sistema attendibile di recensioni, sia lato host che lato guest. Il sistema di recensioni crea un circolo virtuoso per cui gli annunci migliori ricevono le recensioni migliori e sono premiati dall’algoritmo di ricerca che gli consentirà di avere una maggiore visibilità e, di conseguenza, un numero maggiore di prenotazioni. Al contrario, chi non rispetta gli standard sarà progressivamente emarginato dalla community in maniera totalmente democratica. Airbnb si fonda sulla community, non esisterebbe senza e sono proprio i membri della community che decretano il successo della piattaforma.

BOOKING BLOG: Oltre ai privati, ci sono molti b&b o piccoli hotel che si inseriscono nelle vostre liste. Avete mai pensato a un programma per collaborare con le strutture alberghiere o a un modo per mettere in evidenza la differenza tra alloggi privati e strutture ricettive?

AIRBNB: Airbnb è una piattaforma aperta e, nonostante la maggioranza degli host abbiano uno o due annunci, siamo ben consapevoli che vi siano anche professionisti. I professionisti che condividono la filosofia della piattaforma e sono pronti ad offrire comunque un’esperienza di ospitalità unica saranno apprezzati dalla community e ne diventeranno parte integrante. Al momento non sono però previsti accordi specifici con queste realtà.

BOOKING BLOG: Il vostro modello non prevede pubblicità a pagamento per inserzionisti: in futuro pensate di lanciare un sistema di annunci pubblicitari o un meccanismo di over comission per aumentare la visibilità?

AIRBNB: Al momento non sono in previsione attività di questo tipo. L’unico modo per migliorare la propria visibilità sulla piattaforma è quello di ottenere buone recensioni. Alla pagina Come vengono determinati i criteri di ricerca? [7] gli host possono essere informati sui fattori che determinano l’ordine dei risultati della ricerca e che si suddividono in qualità dell’annuncio, esperienza di viaggio, facilità di prenotazione e preferenze degli ospiti.

BOOKING BLOG: Di recente abbiamo visto che state testando delle Esperienze Locali in diverse destinazioni, fornite proprio dagli host. Come sono state accolte dagli utenti? In base ai test condotti pensate di ampliare il servizio?

AIRBNB: Al momento non possiamo condividere queste informazioni.

BOOKING BLOG: Da poco avete lanciato il vostro portale dedicato ai viaggiatori business? Perché questa scelta? Quale percentuale dei vostri ospiti viaggia per lavoro? Quale riscontro state avendo?

AIRBNB: La tendenza che si sta affermando è sempre più quella di combinare i viaggi di lavoro e week end: ad oggi oltre il 60% delle prenotazioni business su Airbnb include sabato e domenica. Scegliendo di alloggiare con Airbnb, si permette a chi viaggia di avere la possibilità di avere tutte le comodità legate ad un soggiorno in casa senza rinunciare alle necessità essenziali legate al business, come connessione WiFi free, check in 24 ore su 24 e spazi dedicati al lavoro al computer. Il segmento business è sicuramente un settore in grande crescita per Airbnb; nei primi mesi del 2016 le prenotazioni business sono triplicate, grazie a nuove aziende che hanno aderito al programma. Oggi sono 50.000 le società – come Amazon, Google, Vox Media – che hanno effettuato prenotazioni tramite la nostra piattaforma, specialmente per soddisfare le esigenze di gruppi e viaggiatori a lunga permanenza. Il 10% degli utenti Airbnb sono attualmente persone che viaggiano per lavoro. Inoltre Airbnb collabora con le più grandi compagnie specializzate in gestione di viaggi come American Express, BCD e Carlson Wagonlit, per fornire ai travel manager l’accesso a una grande varietà di opzioni di alloggio, in tutto il mondo, nel rispetto delle policy aziendali sui viaggi. Inoltre, grazie alla nuova possibilità di prenotare anche per conto terzi, i travel manager che si occupano dell’organizzazione dei viaggi all’interno della propria azienda, possono effettuare prenotazioni attraverso la pagina dedicata, Airbnb Business Travel [8] , anche a nome degli altri colleghi.

BOOKING BLOG: Ci sono altre novità che possiamo aspettarci a breve da Airbnb?

AIRBNB: A Los Angeles, il prossimo Novembre, in occasione di un evento che coinvolgerà più di 5000 host annunceremo grandissime novità!