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La crescita dell’economia globale farà aumentare i prezzi del Travel nel 2018

leggi l’articolo completo... [2]Secondo il Global Travel Forecast del 2018 – una previsione annuale rilasciata dalla Global Business Travel Association in collaborazione con Carlson Wagonlit Travel – i costi dei viaggi sono destinati ad aumentare sensibilmente nel corso dell’anno prossimo, fino a raggiungere quasi un 4% di aumento in alcuni microsettori.

In particolare, i prezzi degli hotel saliranno, in media, del 3,7%, con picchi del 14% in Scandinavia e del 6,3% in Europa occidentale.

“I rischi di tipo geopolitico, le incertezze che agitano i mercati emergenti e i contesti politici in continuo cambiamento sia in Europa che in USA spingono, oggi più che mai, chi lavora nel campo del turismo a prendere in considerazione tutta una serie di fattori al momento di creare e vendere soluzioni di viaggio”: sono le parole di Jeanne Liu, vice presidente della ricerca per la GBTA Foundation. Che continua: “Per avere successo, le soluzioni dovranno calcolare i rischi geopolitici e, allo stesso tempo, i rapidi cambiamenti in corso nel panorama dei supplier, per individuare la strategia corretta e adattarsi via via al contesto.”

Secondo Kurt Ekert, presidente e CEO di Carlson Wagonlit Travel, l’aumento dei prezzi è una conseguenza della crescita economica e dell’aumento della domanda. “A livello globale ci aspettiamo una spesa maggiore, quindi i numeri di questa previsione dovrebbero essere dei chiari segnali di ciò che il 2018 significherà per i business mondiali.”

Le previsioni 2018 per gli hotel

Se su scala globale le tariffe degli hotel saranno interessate da un aumento medio del 3,7% [3], la stessa previsione non si può invece fare su scala regionale: in Europa gli aumenti saranno consistenti, mentre i mercati di altre regioni non vedranno la stessa sorte e anzi, faranno a botte con l’inflazione. Per giunta, in America Latina e nelle regioni caraibiche i prezzi sono addirittura destinati a calare.

I fornitori allontaneranno progressivamente i corporate buyer da un regime di tariffe fisse, per spingerli sempre più verso un sistema di pricing dinamico. Esiste inoltre un trend globale che ha preso piede negli hotel più “intelligenti” – quello di investire in tecnologie fondamentali, messaggistica, intrattenimento in camera e altro. Gli ospiti sono sempre più tech-savvy e sfrutteranno in misura sempre maggiore le app per fare check-in e check-out e anche per controllare la tv e l’aria condizionata in camera.

Prezzi alle stelle in Russia, Norvegia e Nuova Zelanda. Più bassi in Giappone

In Asia e Pacifico, dove la crescita economica si rifletterà in un aumento della domanda e dove i singoli mercati sono tra i maggiori al mondo, i prezzi degli hotel aumenteranno presumibilmente del 3,5%; in Nuova Zelanda cresceranno addirittura del 9,8%, mentre in Giappone subiranno un calo del 4,1%.

Anche in Europa, Medio Oriente e Africa le tariffe aumenteranno – del 6,6% in Est Europa, del 6,3% in Europa occidentale ma solo dello 0,6% in Medio Oriente e Africa. La Norvegia è destinata a primeggiare con picchi del 14% nel 2018, mentre i prezzi delle camere in Russia subiranno un incremento dell’11,9% grazie alla designazione del paese come luogo di svolgimento dei campionati mondiali di calcio.

In Europa, duri i controlli sulla sharing economy

È previsto un aumento del REVPAR in tutte le principali città europee – con Porto e Budapest in testa e a seguire Barcellona, Amsterdam e Dublino. Quest’ultima vedrà un aumento continuo dell’offerta sino al 2020. Mentre il costo del petrolio continua a salire, in ambito alberghiero si sta registrando negli Emirati Arabi un cospicuo aumento delle transazioni di alto valore. Con l’intensificarsi dei controlli da parte dei governi, la sharing economy potrebbe subire un freno.

+57% di offerta in Sud America

In America latina, le tariffe alberghiere scenderanno dell’1,2%. In Brasile, in particolare, ci sarà un crollo dell’8,7%. In Perù si verificherà invece un incremento delle stesse del 7,7%; segue il Cile, con un 5,5% di aumento previsto. I buyer potrebbero trovare terreno fertile laddove i brand più grossi, acquisendo quelli minori, si rinforzeranno maggiormente. Si stima che entro il 2025 esisteranno un totale di 449.500 nuove camere di hotel – ovvero il 57% in più di offerta sul mercato.

In Nord America la domanda complessiva è stazionaria dalla metà del 2016, ma il turismo estero in entrata è in aumento del 4% a cavallo tra il 2017 e il 2018 e l’offerta è in crescita costante.