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Le OTA italiane nel mirino dell’Antitrust per mancanza di trasparenza

leggi l’articolo completo... [2]Proprio in questi giorni è stata diffusa la notizia che tre dei maggiori portali di travel on-line, Expedia Italy, eDreams ed Opodo, sono entrati nel mirino dell’Antitrus italiano con l’accusa di “pratiche commerciali scorrette”.

Sono già state aperte tre istruttorie e le agenzie turistiche rischiano sanzioni fino anche a 500mila euro, ma non si tratta di un caso. Già lo scorso anno l’Antitrust ha punito severamente società del settore travel per problematiche di questo tipo, per oltre 2 milioni di euro.

Non si tratta di una questione da poco in quanto, come aveva già messo in evidenza PhoCusWright [3] alcune settimane fa, la trasparenza relativa alle tariffe è uno dei fattori fondamentali che condizionano l’utente durante il processo d’acquisto, quindi se le accuse mosse ai portali dovessero avere un seguito, potrebbero gravare negativamente sulla loro immagine e credibilità, nonché far perdere alle aziende preziose quote di mercato.
 
 

La denuncia degli utenti: mancanza di trasparenza

Le numerose segnalazioni da parte dei consumatori allo stesso contact center dell’Antitrust, denunciano scorrettezze nelle modalità promozionali con cui queste OTA pubblicizzano pacchetti vacanza, soggiorni e voli.

Le principali accuse alle OTA sarebbero due:

  1. I prezzi mostrati nelle proprie pubblicità sarebbero sempre inferiori a quelli effettivamente richiesti al momento del pagamento: questo perché sono solitamente indicati i prezzi base senza fee o assicurazioni, che vengono aggiunte solo nella fase finale della prenotazione. Alcune di queste assicurazioni sarebbero addirittura state mostrate come falsamente obbligatorie.
  2. Le condizioni di prenotazione non vengono immediatamente chiarite, tanto che spesso per ottenere rimborsi bisogna attendere a lungo, mentre alcuni consumatori hanno accusato Expedia ed eDreams di aver trattenuto indebitamente somme di denaro dalle carte di credito, per transazioni non ancora non effettuate realmente, anche per prolungati periodi di tempo.

L’Antitrust dovrà dunque verificare queste lamentele ed in più, controllare se i prezzi mostrati vengano tempestivamente aggiornati quando ce ne è la necessità e se corrispondano ad offerte realmente acquistabili.
 
 

I Tour Operator puntano alla chiarezza

Intanto i tour operator off-line, che nell’ultimo anno hanno dovuto affrontare, oltre alla crisi economica, anche una diminuzione della propria fetta di mercato a vantaggio dei portali on-line, hanno dichiarato di essere a favore dei controlli dell’Antitrust e promettono ai consumatori totale chiarezza e trasparenza sulle tariffe.

Roberto Corbella, presidente dell’Astoi (Associazione Tour Operator Italiani) ha parlato a nome dei tour operator dichiarando: “Noi siamo convinti che i consumatori abbiano diritto alla chiarezza e ne siamo talmente convinti che il 16 giugno prossimo ci incontreremo a Roma con le associazioni dei consumatori per firmare un protocollo di intesa che va proprio in questa direzione”.

A questo proposito Corbella non ha perso l’opportunità di ricordare che chi acquista on-line sarebbe meno protetto contro truffe e problemi: “Certo quando il consumatore acquista in rete un cosiddetto pacchetto dinamico di offerte è meno protetto. Nel caso di chi acquista un pacchetto tutto compreso, se sorgono problemi, la responsabilità è in tutto e per tutto dell’operatore, ma in caso di acquisto di prodotti singoli anche la responsabilità è frammentata e quindi il consumatore è meno coperto”.

E voi che opinione avete del sistema promozionale e delle strategie di marketing dei portali? Ritenete veramente che siano ingannevoli e poco trasparenti? E davvero l’acquisto off-line garantirebbe maggior sicurezza e chiarezza sulle tariffe?

 
 
Fonte: Il Sole 24 Ore del 3 giugno 2010