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Marketing psicografico – Perché usarlo?

leggi l’articolo completo... [2]Avete già sentito parlare di marketing psicografico? E’ uno strumento utile per rappresentare un’ immagine più chiara dei propri clienti, in modo da poter creare campagne più efficaci all’interno della vostra strategia. Vediamo insieme di cosa si tratta e come poterlo utilizzare.

 

Le tappe salienti

 

Sono cinque gli step fondamentali per lo sviluppo di una strategia efficace:

  1. Analisi del mercato
  2. Studio approfondito dei propri clienti
  3. Definizione degli obiettivi
  4. Costruzione di una proposta di valore (es. offerte, pacchetti, descrizione dei servizi)
  5. Pianificazione delle attività

Oggi ci vogliamo soffermare sul secondo punto. L’analisi del tipo di cliente a cui inviare la comunicazione è indispensabile per far sì che il piano operativo sia ben targettizzato, ovvero che sia indirizzato a un pubblico pertinente. Ed è qui che si colloca il marketing psicografico.

Possiamo immaginare il processo dell’analisi dei propri clienti come un funnel. Si parte dalla segmentazione, in cui si suddivide il mercato in gruppi di consumatori in base a più parametri. Potete ad esempio segmentare i vostri ospiti ad es. nelle tipologie leisure, business, etc.

A seguito, è necessario restringere il campo definendo il target, ovvero i segmenti obiettivo a cui vogliamo arrivare. Ma tutto ciò non basta. Per stabilire a chi inviare il messaggio e per veicolarlo al meglio, bisogna capire nel profondo a chi ci rivolgiamo, ovvero definire le buyer personas.

Il marketing psicografico è a oggi uno dei mezzi più potenti proprio per fare un ritratto di quest’ultime.

 

Analisi psicografica

 

Chi sono quindi i vostri potenziali clienti e quali leve usare per conquistarli? Il metodo psicografico è stato studiato per descrivere i consumatori sulla base di attributi psicologici quali personalità, preferenze, credenze, opinioni, interessi, passioni, atteggiamenti, valori e addirittura anche abitudini e stili di vita. Ma non solo. Vengono carpite anche la mentalità, le emozioni, i bisogni e i desideri dell’utente. Forse anche prima che loro ne siano consapevoli.

Impressionante vero? Ebbene si, oggigiorno ci sono tutti i mezzi per farlo. Con l’utilizzo della tecnologia Big Data e gli algoritmi di intelligenza artificiale abbiamo a disposizione dei dati preziosi da poter utilizzare per la definizione del targeting delle nostre campagne. Un esempio? Google e Facebook in primis.

Google offre una serie di modalità per selezionare aspetti psicografici per targettizare gli annunci. E non parliamo solo dell’utilizzo di keyword specifiche ma soprattutto della definizione di segmenti di pubblico ad-hoc [3].

I segmenti possono venire aggiunti a livello di campagna o a livello di gruppo di annunci ed è possibile anche specificare se devono venir usati solo per l’osservazione o per il targeting.

Con l’impostazione di osservazione, gli annunci verranno comunque mostrati a tutti gli utenti, ma si potrà vedere in che modo si comportano i segmenti di pubblico specificati ed eventualmente poi ottimizzare le campagne su quel target che ha avuto più interazioni e ha convertito.

Anche Facebook ha una base di informazioni che traccia i dati demografici (istruzione, aspetti finanziari, avvenimenti importanti, genitori, relazioni, lavoro), gli interessi (ad es. hobby e attività, intrattenimento, sport) e i comportamenti (ad es. abitudini di acquisto, anniversari, attività, etc.). La definizione del targeting in questi casi si applica a livello di gruppi di annunci.

Facciamo un altro esempio. Se la vostra buyer persona è un’ appassionata di viaggi, eco-sport e mindfulness e la vostra struttura ha preparato un’offerta che include un’esperienza di sport all’aria aperta e un corso di yoga, Facebook non avrà alcuna difficoltà a raggiungere questa tipologia di pubblico. Oppure avete definito un pacchetto per un weekend romantico? Perché non indirizzarlo a chi sta per compiere un anniversario di matrimonio? Le opzioni sono davvero infinite.

 

I professionisti delle campagne pubblicitarie hanno quindi a disposizione uno scrigno prezioso a cui poter attingere per capire come e dove incontrare i propri potenziali clienti e instaurare un dialogo efficace tramite testi e creatività, che arrivino a far leva persino sulle emozioni e influire quindi efficacemente nel loro processo decisionale.