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Piccole OTA crescono. La coda lunga e le nuove tendenze del traffico online

leggi l’articolo completo... [2]Secondo quanto riportato dal “PhoCusWright’s Online Traffic and Conversion Report”, edito da PhoCusWright in collaborazione con Compete, le sette più grandi OTA presenti sul mercato internazionale, hanno subito un calo nelle quote di mercato online rispetto agli anni precedenti.

Nonostante le OTA in generale rappresentino la categoria più visitata nel settore dell’online travel, proprio le “Big Seven” Online Travel Agencies, ovvero Expedia, Hotels.com, Orbitz, Cheaptickets, Travelocity, Priceline e Hotwire, avrebbero veicolato un minor traffico rispetto agli anni precedenti.

Precisamente, la percentuale degli utenti che solitamente prenota attraverso un portale affidandosi ad una delle sette “Big” sopra citate, è sceso, negli ultimi due anni, dal 79% al 72%.
 
 

I portali minori a cavallo della coda lunga

Il dato dimostra come molti intermediari minori siano riusciti a ritagliarsi uno spazio nel mercato, aprendo una breccia nel muro delle grandi. Numerose agenzie online, specializzate per collocazione territoriale o per tipologia di servizi offerti, hanno infatti tentato di frammentare il mercato ed andare ad attrarre specifiche categorie di utenti, cavalcando il principio della “coda lunga” (long tail) caratteristico del business online (vedi Come rendere il sito dell’hotel rintracciabile tramite le long long tail… [3]).

L’aumento della popolarità di queste piccole OTA risponde ad una crescente richiesta, da parte dei consumatori, di un servizio sempre più targettizzato e tagliato su misura per le proprie esigenze.

Tutto ciò può sicuramente essere inteso come un dato positivo, in grado di ampliare il mercato, favorire la concorrenza, e in certa misura anche la disintermediazione.

Anche se per le piccole OTA non sarà facile far crollare l’egemonia delle grandi, c’è dunque senza dubbio la possibilità di muoversi con maggiore libertà per espandersi nella propria fetta di mercato.
 
 

Le query specifiche sovvertono le gerarchie

Al fine di approfondire questo fenomeno, e capire quali risultati derivino effettivamente da ricerche non generiche, vi invitiamo a fare un esperimento, provando a ricercare su Google alcune categorie di alberghi con caratteristiche specifiche nella vostra destinazione, sia sul dominio “.com” che “.it” di Google. Noi stessi stiamo sviluppando la stessa ricerca e presto pubblicheremo i risultati.

Provate a ricercare hotel appartenenti a particolari categorie, ad esempio:
Su Google.it: albergo benessere firenze – hotel benessere firenze – albergo di design firenze – hotel di design a firenze – albergo eco sostenibile firenze – hotel eco sostenibile firenze – albergo per gay firenze – hotel per gay firenze – albergo animali ammessi firenze – hotel animali ammessi firenze – albergo per celiaci firenze – hotel per celiaci firenze
Su Google.com: wellness hotel florence – design hotel florence – eco hotel florence – green hotel florence – gay friendly hotel Florence – pet friendly hotel Florence – gluten free hotel florence

Vedrete che, effettuando ricerche per queste query specifiche, le grandi OTA non appaiano quasi mai nelle prime posizioni, che risultano invece occupate da portali più piccoli e specializzati, o da siti ufficiali di alberghi che offrono servizi particolari.

É quindi di grande importanza per OTA ed alberghi che operano in queste nicchie di mercato, riuscire a posizionarsi bene per le keyword specifiche che meglio identificano i servizi offerti ed il linguaggio del target di riferimento.

Molti utenti, infatti, tendono ad utilizzare i motori di ricerca per cercare informazioni ed offerte tematizzate, bypassando così i grandi portali, che presentano spesso ottime promozioni, ma di carattere molto più generico.

Quando gli utenti hanno le idee chiare sul tipo di servizio che intendono cercare, useranno per la ricerca delle query specifiche, che con buone probabilità, daranno come risultato una serie di link che puntano a domini specializzati in tali servizi.

Essere ben posizionati per le cosiddette “Long tail keywords” può quindi risultare un’ottima pratica per veicolare potenziali clienti targettizzati al proprio sito o al proprio portale.
 
 

Per consultare la ricerca di PhoCusWright: http://www.phocuswright.com/research_publications_buy_a_report/824 [4]