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Portali nazionali del turismo come parte del Recovery Plan?

leggi l’articolo completo... [2]I governi europei, come parte del Recovery Plan, stanno definendo dei piani di risanamento e rilancio del turismo, basati su una comunicazione che, in alcuni casi, sarebbe anche volta a ridurre il potere delle OTA.

La crisi determinata dall’emergenza sanitaria legata al COVID-19, ha infatti messo ancora più in evidenza le alte commissioni guadagnate da piattaforme di prenotazioni online come Booking.com ed Expedia, rafforzando la convinzione che le strutture alberghiere debbano riguadagnare un rapporto diretto con i propri clienti.

Non solo. Molti albergatori hanno avuto ulteriori contraccolpi per la mancanza di supporto  proveniente dagli intermediari. In Italia, ad esempio, in alcuni casi Booking.com ha rimborsato gli ospiti per dei soggiorni, anche se alcuni di questi erano stati preparati ad accettare un credito (voucher).

Sia a livello di associazioni alberghiere, che a livello governativo, si sta pensando quindi ad una modalità diversa per la promozione turistica. Ad esempio, come riporta un articolo di PhocusWire [3],  alcune nazioni stanno valutando la creazione di un portale turistico nazionale unico.

 

Proposta di un portale del turismo francese

 

La Francia è stata la prima a dichiarare, qualche settimana fa, l’intenzione di creare una nuova piattaforma omnicomprensiva, contenente tutte le informazioni turistiche su hotel, ristoranti, attrazioni e altro, per i visitatori del paese. Il progetto è appena agli inizi e non sono state ancora prese decisioni su quali grandi aziende parteciperanno alla realizzazione.

Ma di fatto, se ci pensiamo, non è la prima volta che vengono proposte queste iniziative.

Peter O’Connor, analista di Phocuswright, ricorda ad esempio che molti progetti nel Regno Unito e in Europa, non hanno mai realizzato le loro ambizioni. Sia per questioni tecniche, sia per mancanza di fondi adeguati legati alle promozioni, elementi necessari all’acquisizione dei clienti.

Riflettendo sulle esperienze pregresse, non sorprende che queste dinamiche finanziate dai governi, troveranno una realizzazione che difficilmente si dimostrerà efficace.

 

Le riflessioni in Italia

 

Sembra quindi improbabile che l’iniziativa francese si attui presto, mentre il suggerimento italiano di realizzare qualcosa di simile, è proprio questo.

Circa due settimane fa infatti, si è tenuta l’audizione di Federalberghi presso la Commissione della Camera dei Deputati: l’associazione, attraverso il direttore generale Alessandro Nucara, ha presentato le proprie osservazioni al Decreto Rilancio del 20 Maggio, in cui il governo ha predisposto, tra le varie azioni, un fondo per la promozione turistica, di 20 milioni di euro per l’anno 2020.

Il direttore Nucara ha fornito alcune considerazioni sulla promozione turistica:

“Condividiamo l’intento di potenziare la promozione verso l’Italia; quest’anno ce ne sarà molto bisogno; occorre farlo, farlo bene, farlo presto; e probabilmente venti milioni sono pochi; le notizie che provengono dalla vicina Francia, in cui lo Stato ha deciso di realizzare un grande portale nazionale, che aiuti le imprese ad affrancarsi dallo strapotere delle online travel agencies, ci inducono a pensare che anche l’Italia potrebbe realizzare uno strumento simile”

Ma come verrà utilizzato questo investimento e quanto sarà efficiente?

Da quanto annunciato nel decreto legge, saranno individuati,  anche  avvalendosi  dell’Enit-Agenzia nazionale del turismo, i soggetti destinatari delle risorse , le iniziative da finanziare e le modalità di assegnazione, anche al fine del rispetto del limite di spesa. L’Enit è un organismo che vedrà, in questo periodo,  un maggior coinvolgimento nella propria governance di Regioni, Enti Locali, Comuni e associazioni di categoria.

Tutto cio’ sarà sufficiente? La nostra speranza è che vengano stanziati maggiori fondi, messe in atto iniziative concrete, coinvolgendo professionisti del mondo del travel italiano, che possano dare un contributo significativo.