- Booking Blog™ – Il blog del Web Marketing Turistico - http://www.bookingblog.com -

Rate parity: la Francia a un passo dall’abolizione e Federalberghi torna alla carica

leggi l’articolo completo... [2]Dopo la chiusura dell’Istruttoria di maggio condotta contro Booking.com, che aveva interessato l’Italia, la Francia e la Svezia, la Francia riporta in Parlamento la questione, decisa ad abolire la rate parity una volta per tutte.

Presto quindi tutti gli hotel francesi potrebbero essere liberi di usare le tariffe che vogliono sui canali che vogliono, mostrando il prezzo più basso sul proprio sito ufficiale.

Ultima puntata di una guerra annunciata

In realtà non è la prima volta che la Francia si muove contro il sistema della parità tariffaria: già a maggio il Tribunale del Commercio di Parigi si era pronunciato contro Expedia [3], poiché a suo avviso i contratti stipulati a partire dal 2011 rappresentavano un accordo non equilibrato tra gli hotel e il portale.

In conclusione però la risoluzione non vietò l’utilizzo delle clausole di parità tariffaria.

Poi venne la decisione dell’Antitrust su Booking.com che riguardava anche Italia e Svezia, con cui si è stabilito che l’hotel è libero di offrire le tariffe che vuole e la disponibilità di camere che vuole su qualsiasi canale, purché mantenga la parità online tra il proprio sito web e Booking.com (leggi Antitrust e Rate Parity: per vendere a meno usate il telefono o le mail! [4]”)

Ma le tante critiche sollevate negli ultimi mesi dagli albergatori francesi – tra cui in particolare il gruppo Accor Hotels – devono aver spinto il Parlamento a intervenire di nuovo, questa volta in maniera più decisa. Sebbene in maniera non dichiarata, l’azione della Francia si rivolge soprattutto contro Booking.com, che controlla circa due terzi del mercato francese online dell’ospitalità.

Tnooz [5] riporta che il 18 giugno l’Assemblea Nazionale Francese si è mossa per cancellare dai contratti tra OTA e hotel francesi la clausola della rate parity, con multe salate per chi contravverrà alla nuova legge (150.000,00 €).

Tanto per dare una rinfrescata alle nostre nozioni di storia, ricordiamo che l’Assemblea Nazionale (sì, quella che fu proclamata per la prima volta a Parigi dal Terzo Stato durante la Rivoluzione) è la camera più importante del parlamento francese.

Come riporta il quotidiano francese Les Echos [6] il nuovo progetto di legge Macron abolirà totalmente la clausola, infatti prevede che “l’albergatore mantiene la libertà di accordare al cliente qualsivoglia sconto o vantaggio, di qualunque natura esso sia, tutte le clausole contrarie essendo ritenute non scritte“.

Adesso toccherà al Consiglio dei Ministri occuparsi dei dettagli tecnici e rendere effettiva la legge, un iter che potrebbe comportare diversi mesi di attesa, anche se il Ministro dell’Economia ha dichiarato pubblicamente che la legge sarà votata entro il 14 luglio per essere promulgata entro la fine di agosto.

 

La reazione delle OTA

Come era prevedibile le OTA non hanno reagito bene e sono pronte a fare ricorso alla Corte Costituzionale, in particolare Priceline.

Da oggi Booking.com ha dichiarato ufficialmente [7] di estendere a tutti i Paesi Europei gli impegni presi con Svezia, Italia e Francia, forse nella speranza che non ci siano altri mercati pronti a dichiarargli guerra.

Riguardo alla nuova legge francese un portavoce di Booking.com ha dichiarato che questa “promuoverebbe una liberalizzazione delle tariffe che rischia di portare a una aspra guerra dei prezzi, opaca, che colpirebbe i margini degli hotel e infine l’intera offerta.

Non si capisce se si tratta di una velata minaccia ma se davvero la rate parity cadesse – con le ripercussioni che di certo avrebbe sull’intera Europa – le conseguenze potrebbero essere tante.

 

Gli albergatori italiani non si arrendono

Sull’onda dell’entusiasmo per quanto sta avvenendo in Francia, Federalberghi ha presentato un ricorso al Tar del Lazio per ottenere questa volta la completa abolizione dell’obbligo di parità tariffaria.

Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi, ha dichiarato su Repubblica [8] che, dal momento che i tempi del ricorso sono lunghi, gli albergatori richiedono un intervento diretto del Governo per vietare “queste clausole vessatorie” come è avvenuto in Francia.

Indirettamente Nucara invita i viaggiatori, e di conseguenza anche gli albergatori, a sfruttare quanto sancito dall’Antitrust fino ad ora. Per farlo Federalberghi ha lanciato un simpatico video che ha messo a disposizione degli albergatori per incentivare i clienti a prenotare direttamente:

Se venite contattati dai clienti per mail o telefono, approfittatene: non chiedete prezzi più alti rispetto ai portali. Casomai offrite un minimo sconto, un servizio aggiuntivo o qualche facilitazione per favorire la disintermediazione.

Guai invece a chi decide volontariamente di offrire tariffe più alte che sulle OTA, come abbiamo raccontato in Storia (vera) degli hotel che non rispettano la rate parity e arricchiscono le OTA [9].