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SEO 2011: visite “up” – ottimizzazione mobile “down”

leggi l’articolo completo... [2]Gennaio è sempre il mese delle grandi previsioni: in questi giorni le nostre caselle di posta elettronica sono letteralmente bombardate da articoli e ricerche di più o meno credibili esperti di web marketing, SEO, SEM e social media specialist, che fanno a gara nel mettere in mostra le proprie ipotesi per il 2011, ipotesi che immancabilmente sembrano simili a quelle dell’anno passato o persino scontate, visti i trend dell’anno appena trascorso.

Spesso non vale la pena leggere tutti questi pronostici, almeno che non si tratti di personaggi o siti di riferimento del settore.

Tra questi impossibile non annoverare “I 10 buoni propositi di Max Starkov”, ma a questo aggiungerei anche le “7 Previsioni SEO [3]” di Rand Fishkin di SEOmoz, noto sito dedicato alla Search Engine Optimization, che anche noi di Booking Blog seguiamo con costante attenzione.
 
 

Autocritica e nuovi trend

Quello che mi è particolarmente piaciuto dell’articolo di Fishkin è che non ha semplicemente esposto le sue teorie sul nuovo anno, ma ha esordito dando un voto alle sue previsioni dell’anno passato.
Fishkin dichiara con una buona dose di autocritica di aver sostanzialmente centrato in pieno solo due previsioni:

Ma veniamo al 2011: che cosa cambierà nel mondo SEO? Che cosa è destinato a crescere o al contrario ad volatilizzarsi? Ecco le previsioni di Rand Fishkin accompagnate dall’opinione della nostra redazione di Booking Blog:

  1. Il CTR influenzerà le SERP: Fishkin ha dichiarato di aver sentito molti SEO affermare che esiste un’effettiva correlazione tra i click e le visite su una pagina e la sua relativa ascesa nei risultati organici. Nel 2011 qualcuno sarà in grado probabilmente di provare con sicurezza questo dato o forse saranno addirittura i motori di ricerca a confermare “che il click-through-rate dalle SERP, il conteggio delle visite non provenienti dalla ricerca (o la diversità delle sorgenti), o altri dati di basati sull’utilizzo, sono fattori presenti nell’algoritmo di ranking (oltre che di un sistema utilizzato per riconoscere lo spam)”.
     

    La nostra opinione: L’alto CTR è solitamente correlato alla rilevanza dei contenuti di un sito, anche se le possibilità di distorcere questo dato sono molte. Ad esempio, a parità di contenuti un sito potrebbe avere molti più click di un altro solo perché chi lo gestisce ha investito di più nella promozione e l’ottimizzazione della stessa e con il passare del tempo sarebbe esponenziale.

  2. Google Local/Maps aggiungerà filtri e classificazione dei risultati: l’americano Yelp, viene spesso preferito alle mappe di Google perché permette di individuare i servizi a seconda del loro costo, della prossimità geografica, delle caratteristiche specifiche.
     

    La nostra opinione: che le mappe di Google possano effettivamente affinarsi non sembra un’ipotesi strana (praticamente lo sta già facendo). Google ha già da anni compreso l’esigenza di offrire agli utenti sistemi di ricerca sempre più personalizzabili e filtrabili.

  3. Le ricerche sui Social Media aumenteranno: “Sospetto che nel 2011 potremo assistere alla nascita di strumenti di ricerca capaci di sfruttare le connessioni tra Facebook/Twitter/Linkedin per trovare risultati legati alla propria rete di amici. Potrebbe trattarsi inizialmente di qualcosa di nicchia, ma potrebbe anche venire dagli stessi Facebook e Twitter.”
     

    La nostra opinione: Bing e Google (con la Rela Time Search) hanno già compreso l’enorme peso che stanno assumendo i Social Media e stanno lavorando per includere aspetti social nei propri algoritmi. Dunque non vedo perché gli stessi Social non dovrebbero sfruttare l’enorme quantità di materiale che attraversa i loto server per fornire nuovi strumenti di ricerca agli utenti. Ci sono per altro già motori di ricerca che permettono di fare ricerche in cui i risultati variano a seconda delle preferenze della propria Rete Sociale con una vera e propria Social Search [5] (ad esempio Blekko oppure Aardvark).

  4. Il ranking sarà sempre più tracciabile attraverso la stringa dei referral: “Google sta lentamente aumentando la percentuale di query che contiene tra i dati del referral la posizione numerica del risultato”. Questo significa che Google potrebbe implementare nuove funzioni per permettere a Google Analytics di leggere in maniera estensiva in che posizione si trovi il link alla propria pagina nelle serp per ogni chiave di ricerca, una volta che è stato cliccato.
     

    La nostra opinione: Già con il Google Webmaster Tool è possibile sapere la posizione media del proprio sito in base alle query che hanno portato traffico. Sarebbe sicuramente di grandissima utilità per chi fa marketing e soprattutto per chi si occupa di ottimizzazione, poter comprovare in modo indipendente che le attività svolte hanno prodotto determinati risultati.

  5. Il mobile avrà un effetto insignificante sul SEO e le ricerche: “Posso dichiarare senza remore che non solo l’utilizzo delle funzioni di ricerca su mobile nel 2011 non prenderà il volo, ma che la navigazione web del mobile e quella ordinaria continueranno ad essere pressoché identiche. Il Mobile SEO sarà in pratica semplicemente SEO.”
     

    La nostra opinione: Sebbene le sue ricerche abbiano registrato una certa crescita, il mobile non ha stravolto le regole SEO e i motori di ricerca non differenziano i risultati a seconda del mezzo. Dunque sì, le pratiche SEO restano sempre le stesse, non cambiano in relazione al mobile.

  6. I software diverranno un elemento standard per chi fa SEO: “Mi occupo di SEO da anni, e i software e gli strumenti sono sempre stati “utili” ma non “necessari” (eccetto la web analytics). Nel 2011 ho visto però numerose compagnie di software SEO svilupparsi in modo esponenziale a causa della crescente domanda del mercato.”
     

    La nostra opinione: Senza dubbio i software possono velocizzare e rendere più efficienti certe attività, ma la parte creativa del link building, dell’article marketing, del continuo aggiornamento, per non parlare dell’avvincente corsa all’inseguimento degli algoritmi, non potranno essere mai automatizzati.

  7. L’appellativo SEO inizierà ad essere messo da parte per qualcosa di più omni-comprensivo: “Devo guardare in faccia la realtà: il SEO oggi richiama molto di più l’immagine di un talentuoso generalista piuttosto che quella di uno specialista. Dobbiamo essere così informati e preparati su tanti aspetti del web marketing che chiamarci SEO è molto più svalutante e limitante che nel passato.”
     

    La nostra opinione: su questo sono perfettamente d’accordo, ma devo aggiungere che quanto detto per il SEO vale anche per molte altre figure del web 2.0. Il copywriter ad esempio deve conoscere i principi SEO e dell’usabilità, deve saper costruire campagne di social media e web marketing, ma anche il web designer deve conoscere il SEO ed essere in grado di costruire una landing page persuasiva. Insomma, i confini tra i ruoli si vanno assottigliando ed ogni professionista deve necessariamente sviluppare conoscenze interdisciplinari.

 
 
E voi che cambiamenti vi aspettate in ambito SEO? C’è qualcos’altro che aggiungereste a questa lista?