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Sicurezza e trasparenza: ecco come vincere la battaglia della disintermediazione

leggi l’articolo completo... [2]The Travel Technology Association, associazione statunitense che riunisce i principali portali e metasearch nazionali, sostiene che gli utenti americani preferiscano le OTA per prenotare un hotel. Ma questa è solo una mezza verità.

Perché la Associazione Alberghiera Americana (AHLA) dice che il 56% preferisce prenotare sul sito dell’hotel per evitare imbrogli. È un vero testa a testa quello tra hotel e OTA, che mette in luce le reali possibilità di disintermediazione per ogni hotel indipendente. A patto che sappia rispettare due regole fondamentali.

Non tutti gli Americani preferiscono le OTA

Travel Tech, l’associazione che riunisce tutti i colossi della vendita online da Expedia a Orbitz, da TripAdvisor a Airbnb, negli scorsi giorni ha condotto un sondaggio rivolto a oltre 2.000 maggiorenni statunitensi per capire le loro preferenze al momento di prenotare un hotel in Rete.

I risultati dimostrano che sì, la maggioranza degli intervistati preferisce consultare e prenotare sui portali, ma che lo scarto rispetto ai siti proprietari è decisamente inferiore rispetto a quella che è la percezione diffusa degli albergatori a livello internazionale:

 

Al contempo, qualche giorno fa è stato pubblicato lo studio condotto dalla AH&LA (American Hotel and Lodging Association) su una base di oltre 1000 Americani. LA AHLA sostiene che 1 utente su 3 è preoccupato di finire vittima di siti fasulli pensando invece di prenotare sul sito ufficiale dell’hotel e che quindi il 56% degli intervistati preferisce affidarsi all’hotel stesso.

Secondo le stime dell’Associazione circa 2.5 milioni di prenotazioni all’anno sono influenzate da attività ingannevoli condotte da affiliati alle OTA che si fingono il sito ufficiale della struttura. Lo studio condotto dalla GFK Custom Research, ha dimostrato che il 6% dei consumatori cade nella trappola, andando incontro a una serie di inconvenienti mostrati in questa infografica:

 

La guerra alla disintermediazione si gioca sul terreno dell’affidabilità

Come dimostrano i sondaggi condotti dalle due parti (l’Associazione delle OTA e quella degli Hotel statunitensi), il distacco tra chi prenota sull’hotel e sulle OTA non è così significativo. Questo significa che per le strutture indipendenti ci sono dei margini di manovra per cercare di far muovere l’asticella a proprio vantaggio.

È innegabile che, se gran parte dei viaggiatori sceglie di consultare e prenotare su un portale, è soprattutto per la comodità: portali e metamotori di ricerca permettono in un’unica soluzione di confrontare prezzi, recensioni e caratteristiche di un largo numero di strutture. Dicono quelli di Travel Tech: “Senza le OTA i consumatori dovrebbero visitare dozzine o persino centinaia di siti e perdere tempo prezioso ed energie per prendere decisioni d’acquisto informate.”

Detto ciò, come ha dimostrato la AHLA, prenotare sui siti degli intermediari non sempre si rivela un buon affare.

Se volete vincere la battaglia della disintermediazione e convincere gli utenti a prenotare sul sito diretto dovete giocare soprattutto su due fattori fondamentali:

Trasparenza e sicurezza sono due delle tematiche centrali che tratteremo al TTG di Rimini la prossima settimana, dall’8 al 10 ottobre. Se avete voglia di parlarne con gli esperti di Booking Blog venite a trovarci nell’area Simple Booking: padiglione A3, corsia 5, stand 169/170.