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TripAdvisor e i suoi “Top Worst Hotels”: cresce la rabbia degli albergatori

leggi l’articolo completo... [2]Ancora una volta TripAdvisor suscita la rabbia degli albergatori pubblicando la nuova Top Ten degli hotel più sporchi nel mondo, rimanendo apparentemente indifferente alle molte polemiche nate nel settore alberghiero sui criteri di affidabilità delle recensioni.

Una classifica quella di TripAdvisor, che fa sorridere i lettori ma che non fa certo saltare di gioia gli albergatori degli hotel vincitori del poco ambito premio: ottenere un riconoscimento del genere a livello internazionale non può che produrre effetti simili a quelli della famosa “lettera scarlatta” dell’omonimo romanzo, dunque una pessima brand reputation e probabilmente un impatto negativo nel business.
 

Il quotidiano The Independent rende pubblica la rabbia degli albergatori inglesi

All’uscita della Top 10 in Inghilterra [3], forti critiche sono state sollevate dagli albergatori, come dichiara anche il quotidiano inglese The Independent: “L’industria alberghiera è sempre più preoccupata relativamente al potere esercitato da siti internet come TripAdvisor, sul quale vengono pubblicati commenti offensivi eppure anonimi che possono distruggere la reputazione di un intero staff”.

E mentre in Italia è stata fatta una vera e propria vertenza all’Antitrust, in cui si accusa TA di pubblicità ingannevole e di altri comportamenti ritenuti illegali, anche in UK la British Hospitality Association ha affermato che molte strutture in tutta Europa stanno cercando di persuadere la Commissione Europea a esaminare le regole a cui sottostanno le recensioni del sito per assicurare che siano pubblicate da clienti reali e non da competitor o da semplici persone in cattiva fede.

Bob Cotton, a capo della BHA, sostiene che deve esserci una qualche sorta di regolamentazione per assicurarsi che un ospite abbia realmente soggiornato in una struttura: “Non si possono bannare le recensioni on-line, sarebbe come de-inventare la bomba atomica, e io sono a favore di tutti questi moderni metodi di comunicazione. Ma abbiamo bisogno di maggiore correttezza”.
 
 

Gli alberghi incriminati

Chirag Khajuria, gestore del Grosvenor Hotel 2 stelle di Blackpool, primo classificato della Top 10 inglese, ha 35 recensioni poco positive, ma critica il modo in cui è stata stilata la classifica: “Si sono concentrati solo su quelle negative, mentre alcuni dei nostri ospiti hanno scritto che sarebbero tornati volentieri”.

Altri albergatori sono pronti a prendere provvedimenti: uno dei dieci classificati ha affermato di voler citare il sito di recensioni perché si sarebbe basato solo su vecchi commenti, precedenti a una importante ristrutturazione. Che le conseguenze per l’hotel siano pesanti anche a livello occupazionale non c’è dubbio: un albergatore londinese ha affermato che dopo la pubblicazione dell’articolo ha ricevuto molte cancellazioni.

Da parte sua TripAdvisor ha dichiarato di aver effettuato i dovuti controlli e di aver stilato la classifica in base a un “algoritmo di proprietà”.

Ci chiediamo adesso se questi hotel, avvisati dell’ambito riconoscimento, a fronte delle ovvie conseguenze possano richiedere di essere rimossi dal sito, sul quale forse non sapevano neanche di essere presenti.
 
 
Fonte: The Independent [4]