TripAdvisor e le polemiche degli albergatori: ecco il punto della situazione
19 Aprile 2010
Alla luce di una recente intervista fatta da SoS Albergatori a Lorenzo Brufani, portavoce di TripAdvisor in Italia, torniamo a parlare del colosso delle hotel reviews, da sempre al centro di accese polemiche tra gli albergatori.
Dalla lunga intervista sono emersi in particolare due aspetti che, a nostro avviso, meritano di essere sottolineati ed approfonditi. Si tratta in particolare della impossibilità di cancellazione, da parte degli albergatori, della propria struttura da TA e la questione dell’anonimato delle recensioni.
A tal proposito riportiamo di seguito gli estratti dell’intervista che vanno a toccare questi argomenti.
Albergatori e TripAdvisor: una convivenza forzata
SoS: Quali sono i motivi per i quali TripAdvisor non permette a chi lo richiede, la cancellazione della propria struttura dal network?
LB: Io albergatore non ho il diritto di cancellare la mia struttura da TripAdvisor, perché sono i miei Clienti che in questo momento parlano, nel bene o nel male della mia struttura. L’unica possibilità per essere cancellati da TripAdvisor è legata alla cessazione dell’attività. A quel punto la struttura viene cancellata in quanto l’Hotel non esiste più. C’è un servizio ad hoc all’interno del sistema che permette la cancellazione in questi casi.
SoS: TripAdvisor pur essendo di proprietà di una società non italiana, opera in Italia pubblicando immagini, contenuti e materiali riferiti ad attività italiane, dove vige un’attenta regolamentazione riguardo la Privacy.
Alcuni albergatori ci chiedono espressamente come fare per cancellare la propria struttura dal sistema TA. Alcuni consigliano la scissione contrattuale dai portali di prenotazione collegati a TripAdvisor o la comunicazione agli stessi dell’espressa e precisa volontà di non apparire su siti ben definiti.
Ritieni sia corretta come soluzione? Esistono soluzioni differenti?
LB: Come ho già detto, non è TripAdvisor che decide quale albergo inserire e quale no, è la Community che lo fa, quindi la risposta è che per cancellare un Hotel da TripAdvisor, un Hotel non deve essere più un Hotel.La privacy in questo caso c’entra poco.
Secondo Lorenzo Brufani il motivo per cui non vi è possibilità per gli albergatori di cancellarsi da TA, è perché farlo significherebbe impedire a chi è stato ospite di una struttura di esprimere un commento su di essa e di condividere la propria esperienza con la Community.
La privacy solo per l’utente
Tutt’altro discorso invece per quanto riguarda l’anonimato delle recensioni. In questo caso, come emerge dall’intervista, si assiste ad una vera e propria disparità di trasparenza tra albergatori ed utenti.
Di seguito l’estratto di intervista che tratta l’argomento:
SoS: Tra le varie richieste che ci pervengono, la cosa che proprio gli albergatori non riescono a digerire è l’anonimato.
In un era di trasparenza che accomuna ormai tutti i settori e dove anche TripAdvisor applica questa regola ogni qual volta il gestore di una struttura replica alle recensioni (infatti sulle repliche appaiono nome e cognome di chi risponde), com’è possibile che chi lascia le recensioni, positive o negative che siano, non è in alcun modo identificabile e pertanto coperto dall’assoluto anonimato?
Per gli albergatori che invece rispondono alle recensioni, appare nome, cognome e titolo.
Non sarebbe opportuno e più giusto responsabilizzare i recensori facendo comparire il reale nome e cognome? Perchè questo non succede?
LB: Perchè c’è un problema di Privacy. E’ semplice la risposta. C’è un problema di Privacy e quindi TripAdvisor deve garantire la privacy del singolo navigatore.
In questo modo però sembra esserci una forte disparità di tutela della privacy tra albergatore e cliente, in quanto il primo è obbligato alla massima trasparenza, e a segnalare i suoi dati quando risponde alle recensioni, mentre il secondo può permettersi di agire tranquillamente nell’anonimato, creando così una forte disparità di diritti tra albergatore e recensore.
Perciò in molti, noi compresi, auspicherebbero l’inserimento da parte di TripAdvisor di una clausola sulla privacy anche per gli utenti, che renda necessaria la pubblicazione di nome e cognome accanto alla recensione.
… e la Comitas denuncia TripAdvisor all’AntiTrust
Come avevamo anticipato ormai quasi un anno fa (TripAdvisor: gli albergatori italiani si uniscono…) la Comitas ha presentato un esposto all’AntiTrust per denunciare l’uso illecito di molte recensioni presenti su TripAdvisor.
“L’ufficio legale nazionale Comitas ha presentato all’Antitrust un formale esposto per denunciare l’azione illeggittima di Tripadvisor. Il noto portale web, infatti, raccogliendo senza alcun controllo recensioni di preseunti viaggiatori determina una preoccupante e dannosa distorsione del mercato e della libera concorrenza.
La potenziale lesività delle false recenzioni, aggravata dalla totale assenza di controllo e dalla capacità di Tripadvisor di influenzare la scelta di un eventuale cliente, è fonte di sempre maggiore preoccupazione per gli albergatori che si sono rivolti a Comitas numerorissimi. A loro abbiamo dato voce portando all’esame dell’Antitrust la grave diffusione di una pubblicità “anonima” che a tutti gli effetti riteniamo sia “ingannevole” e pericolosa.”
Questo è quanto riportato dal comunicato stampa ufficiale della Comitas con il quale l’ente di assistenza chiede all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di prendere provvedimenti contro l’uso abusivo e incontrollato delle recensioni su TripAdvisor.
Qua trovate il testo completo dell’esposto presentato da Comitas.
Fonti: SoS Albergatori, Comitas
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Commento di Riccardo Cocco — 19 Aprile 2010, alle ore 22:21
Beh! Non mi sembra che si sia cavato un ragno dal buco con questa intervista!
E sinceramente il lancio dell’articolo potrebbe generare aspettative che poi non trovano risposta nel contesto: “Si tratta in particolare della possibilità di cancellazione, da parte degli albergatori, della propria struttura da TA e la questione dell’anonimato delle recensioni.”
TA non da nessuna possibilità di cancellazione se non in caso di fine attività, quindi mi sembra leggermente distonico il rapporto tra il lancio dell’articolo ed il suo contenuto.
Mi fa specie del Sig. Lorenzo Brufani che sottolinea l’importanza di mantenere l’anonimato dei recensori quando poi gli si contesta che l’albergatore ci mette il suo nome e cognome. Si fa presto a trincerarsi dietro la privacy in un senso e bypassarla in un altro.
MI sento di dire a questo punto: VIVA COMITAS!!!
E speriamo che l’antitrust giunga a decisioni eque sia per i recensori sia per gli albergatori.
Per parlare in termini calcistici sinceramente da albergatore mi piace giocare una partita per 90 minuti e non perderla 2-0 a tavolino!
Buon lavoro e buone recensioni a tutti!
Riccardo Cocco
Commento di Robertofeb — 20 Aprile 2010, alle ore 09:18
Ciao Riccardo,
condivido a pieno il tuo pensiero, questa intervista con i suoi contenuti non cambia minimamente lo scenario attuale, i problemi restano per le strutture con recensioni negative diffamatorie e fittizie.
Proprio ieri nella struttura per la quale lavoro come Web Marketing, ho ricevuto una disdetta dovuta ai commenti negativi su trip advisor, nel mio caso sono belle perdite, in quanto il mio settore di riferimento è quello dei villaggi, quindi prenotazioni settimanali, quindi quote da 1000 Euro a salire.
Speriamo che le Autority riescano a trovare un punto di equilibrio che soddisfi un pò tutti.
Saluti Roberto
Commento di maurobs — 20 Aprile 2010, alle ore 12:28
E se si proponesse a TA di differenziare le recensioni in “certificate” e “non certificate”?
In che modo? Magari tramite un codice univoco per Cliente.
1 ) Si potrebbe fare un tool affichè sia l’albergatore che direttamente inserisce la mail del Cliente invitandolo a inserire la sua recensione su TA.
Obiezione 1: l’albergatore invierebbe il link solo a chi vuole.
2) TA potrebbe fornire agli alberghi dei codici univoci da consegnare ai clienti alla partenza per recensire l’hotel su TA.
Obiezione 2: di nuovo l’albergatore potrebbe consegnarlo solo ai clienti soddisfatti.
Soluzione possibile: TA potrebbe fare una campagna ed invitare i suoi utenti a chiedere il codice all’albergo, mantenendo l’anonimato.
Se l’albergo si rifiuta di consegnarlo al Cliente che lo richiede potrebbero scattare penalizzazioni in visibilità o far vedere in chiaro quante segnalazioni per recensioni non concesse ha ricevuto l’hotel…
Mi rendo conto che tutto ciò è poco realizzabile ( visto il numero di utenti TA, hotels e recensioni ), ma forse può essere uno spunto. Sicuramente qualcuno troverà un’idea migliore.
In ogni caso, la cosa migliore e più semplice sarebbe senz’altro:
NOME E COGNOME, periodo di soggiorno di chi ha fatto la recensione.
Buon lavoro a tutti e buone recensioni!
Commento di dott_stefano_tiribocchi — 20 Aprile 2010, alle ore 12:45
scusate ma il problema è molto semplice,
la soluzione per la privacy (famo a capisse vado in hotel con la mia amante e non è il caso che mia moglie lo sappia ;))
è semplice,
assunto: l’albergatore sa che ho soggiornato da lui perchè ci ho veramente soggiornato.
deduzione: tripadvsisor comunica all’hotel e unicamente all’hotel nome e cognome di chi ha lasciato il commento,
è il metodo che usa booking, dove l’utente può mettersi anonimo ma dalla extranet si vede nome e cognome.
SVEGLIATI GUFO!
S.
Commento di Robertofeb — 20 Aprile 2010, alle ore 13:23
Condivido il pensiero di Stefano,eliminare le Recensioni credo sia non fattibile, ma certificare il nome e cognome attraverso la comunicazione Tripadvisor Hotel, in modo da mantenere inalterata l’anonimato pubblico.
Credo che Trip ci possa guadagnare anche di serietà e di peso in termini di considerazione, da parte degli utenti ed albergatori, e di conseguenza riuscirebbe a fare più pubblicità avendo un dialogo con le strutture.
Robertofeb
Commento di sfarinel — 20 Aprile 2010, alle ore 18:28
@Riccardo Cocco
purtroppo è così, dall’intervista non emerge niente di nuovo. Sembra proprioche ancora si ostinino ad essere sordi alle lecite richieste di trasparenza da parte degli albergatori.
Per quanto riguarda il lancio dell’articolo, accolgo la segnalazione e provvedo a correggere l’attacco.
@stefano_tiribocchi
Buona idea che potrebbe essere un compromesso accettabile da ambo le parti anche se non credo possa evitare le false recensioni positive autopubblicate sotto varie generalità da albergatori scorretti.
Commento di sfarinel — 20 Aprile 2010, alle ore 18:43
@Tutti
Notizia di Ieri: Azioni legali Contro Expedia/TripAdvisor anche in Francia:
http://www.tnooz.com/2010/04/19/news/tripadvisor-and-expedia-face-legal-action-in-france-over-hotel-listings/
Vi aggiorneremo ovviamente sugli sviluppi.
Sergio
Commento di Duccio Innocenti — 20 Aprile 2010, alle ore 20:06
@Sergio
ne sarà felice qualcuno di questa azione legale…
vedremo cosa succederà, io non ci scometterrei un cent perchè dopo TA ce ne sarebbe un altro… e regolamentare/moderare tutti i social network del mondo mi sembra utopico.
Commento di AllaDolceVita — 22 Aprile 2010, alle ore 00:05
…finalmente un barlume di presa di coscienza del problema!!!
Anche chi, ciecamente e sordamente, continuava a parlare di Tripadvisor come la “panacea” per il povero viaggiatore ingannato, sta iniziando a intravedere che sotto il vello di pecora c’è un lupo famelico!
Invito tutti a portare l’attenzione su un quesito: perché tutto questo?
Io non penso che Expedia sia una fan sfegatata di bugie, falsità e diffamazioni fini a se stesse.
Tripadvisor non è altro che uno strumento di marketing!…altro che web 2.0!
Serve a pilotare i flussi di prenotazione e serve a vendere meglio chi avalla il sistema “pettegolezzo-anonimato” e che strizza l’occhiolino ai contratti di intermediazione proposti a % vergognose per chi vuole lavorare onestamente.
Dietro a tutto questo teatrino ci sono centinaia di milioni di euro di controvalore in prenotazioni turistiche…
Seconda domanda: eliminando l’anonimato cosa succederebbe?…
PS . complimenti al Sig. Farinelli che, in controtendenza, ci ha compartecipato di una notizia che avvalora la tesi che sostengo da sempre (fine 2004!).
Cordialità
Alla Dolce Vita
Commento di GabUd — 22 Aprile 2010, alle ore 16:28
gli hotel non li mettiamo noi..li mettono gli utenti..e allora gli hotels
senza recensioni con la scritta “Sii il primo a scrivere una recensione” chi li ha messi? la community? dai dai..nn fateci ridere..
vi nascondete dietro un dito..siate onesti con tutti: utenti ed albergatori
firmato: un albergatore con il 100% di recensioni positive e primo nella propria citt
Commento di dott_stefano_tiribocchi — 22 Aprile 2010, alle ore 16:44
@alla dolce vita
eliminando l’anonimato l’albergatore se ha recensioni da soggetti che non hanno mai soggiornato presso di lui può partire con varie denunce,
chi scrive recensioni false ci pensa due volte,
è raro trovare strutture altamente discordanti nei giudizi sui vari social, quindi viene da se che aiuta.
Certo riman che il giocattolo è di expedia e può farci quello che gli pare, ma fino a che punto? se perde di credibilità e escono vari scandali perde tutto..
S.
Commento di aldo — 24 Aprile 2010, alle ore 15:32
Non ho parole … certo che ci vuole un bel coraggio a rispondere in quel modo, probabilmente pensa di avere a che fare con dei minorati mentali.
Commento di Riccardo Cocco — 25 Aprile 2010, alle ore 11:20
@aldo: ???????????????
Commento di XCecilia — 21 Maggio 2010, alle ore 00:05
Ma c’è qualche albergatore che usa le recensioni in maniera positiva per capire dove sono le criticità del suo servizio?
Commento di Riccardo Cocco — 21 Maggio 2010, alle ore 09:14
@XCecilia:
Penso proprio che tutti ma dico tutti gli albergatori leggendo, innanzitutto riescono a discernere le vere criticità della propria struttura rispetto a “dispetti” o come qualcuno ama definirle “diffamazioni” :-), e nel silenzio del proprio ufficio davanti allo schermo del computer non riescono a prendersi in giro da soli e fanno emergere, almeno di fronte al proprio ego, quelle che sono le criticità oggettive. E sono anche certo che di fronte alla vera realtà, a volte anche solo inconsciamente, utilizzano porre delle attenzioni su quei punti che almeno possono essere risolti con la semplice attitudine del servizio alberghiero.
Buon lavoro e buone recensioni a tutti!
Riccardo Cocco
Commento di XCecilia — 21 Maggio 2010, alle ore 10:04
@Riccardo Cocco
Beh se è così non lo considerate uno strumento utile? in quale luogo virtuale o no un albergatore può fare i conti con la dura realtà, cioè con cosa pensano veramente i clienti del suo prodotto????
Commento di Riccardo Cocco — 21 Maggio 2010, alle ore 11:17
@XCecilia:
Per certi versi concettualmente lo è infatti. Quello che si contesta però anche con toni accesi (senti chi parla…!!) è l’unilateralità del sistema che garantisce (attualmente) solo ed esclusivamente il cliente/recensore e non tiene conto per certi versi dell’albergatore.
Mi spiego meglio, chiunque e ripeto sottolineando chiunque, ha la possibilità di lasciare il proprio contributo relativamente ad una struttura alberghiera. L’albergatore dal canto suo non sempre riesce a ricondurre la recensione ad un cliente di cui non conosce l’identità e soprattutto non viene ascoltato da TA quando viene dimostrata l’incompatibilità con la realtà rispetto a quanto recensito. Per farla semplice si richiederebbe la possibilità di un dialogo e non di un monologo in modo che si possa costruire qualcosa di positivo.
Buon lavoro e buone recensioni a tutti!
Riccardo Cocco
Commento di micar — 13 Giugno 2010, alle ore 15:45
Credo che una parte del problema sia stata centrata dal Sig. Riccardo, ben vengano le recensioni, ma con trasparenza e sopratutto bisognerebbe informare l’albergo e dargli diritto ad un eventuale difesa prima di pubblicare la recensione.
Con gli attuali costi percentuali devoluti ad expedia e co. si può benissimo impostare alternativa campagna pubblicitaria su vari motori di ricerca, spesso con maggior successo e minore spesa. E sopratutto senza dover subire la scure della recensione, troppo spesso vera e propria arma di ricatto per ottenere e pretendere agevolazioni.
IL GIGANTE LO FORAGGIAMO NOI e non gli utenti.
Michele