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Turismo Digitale: in Italia continua la crescita ma il 70% delle strutture non ha neanche un booking engine

leggi l’articolo completo... [2]Il Turismo Digitale resta la fiera delle occasioni perse per molti albergatori italiani. La crescita in Italia c’è anche per il comparto alberghiero, peccato che le prenotazioni da canale diretto online risultino in calo rispetto a quelle veicolate dalle OTA.

Segno di una difficoltà ancora radicata da parte delle strutture ricettive ad abbracciare consapevolmente la cultura del mercato digitale imparando a sfruttare a tutto tondo le enormi risorse che offre la Rete.

I dati che fanno riflettere sono quelli pubblicati ad ottobre dall’Osservatorio Innovazione Digitale del Turismo [3] della School of Management del politecnico di Milano, giunto alla seconda edizione.

 

La crescita si deve soprattutto ad Internet e al mobile

I dati dell’Osservatorio dicono che il mercato del turismo in Italia continua a crescere, registrando un +3% rispetto al 2014.

In totale si stima che nel 2015 gli acquisti per turismo e viaggi in Italia (relativi a ricezione, trasporti e pacchetti) abbiano raggiunto i 51 miliardi di euro. Questa cifra comprende sia le spese effettuate da Italiani rimasti sulla Penisola o partiti per l’estero, sia quelle effettuate dagli stranieri che hanno scelto l’Italia come destinazione di viaggio.

D’altronde per l’Istat la crescita del PIL nell’ultimo trimestre si deve soprattutto al turismo, con a capo il settore alberghiero (+3,4% di fatturato).

Un moto positivo a cui hanno contribuito soprattutto i canali digitali, che nel 2015 sono arrivati a fruttare 9,5 miliardi di euro con una crescita dell’11% rispetto all’anno passato. Quasi un quinto del transato che passa oggi dalla Rete a livello nazionale.

La componente digitale oggi vale infatti il 19% del mercato del turismo nostrano complessivo. La spesa riconducibile ai viaggi domestici sale del 5%. Ma aumentano soprattutto la spesa dell’outgoing, ossia degli Italiani all’estero, (+14%) e quella dell’incoming, ossia la spesa per viaggi in Italia dall’estero (+14%).

Forte anche la crescita degli acquisti da smartphone (+70%) e tablet (+20%), non solo nella fase di pianificazione, ma anche in quella durante il viaggio.

 

Aumenta il peso delle strutture ricettive

Se nel 2014 gli acquisti in ambito ricettivo costituivano il 14% del transato online, per un valore totale di 1,2 miliardi di euro, oggi sono arrivati a ricoprire il 16% del totale per un valore di 1,5 miliardi di euro. Di questi il 70% riguarderebbe gli hotel, mentre il 30% l’extralberghiero.

La parte del leone per le transazioni digitali comunque la fanno i trasporti (aerei e treni soprattutto), che valgono 6,8 miliardi di euro e valgono il 72% del mercato, mentre i Pacchetti continuano a coprire il 12% del mercato.

 

Le strutture italiane non investono sul booking engine

Tra i dati di maggior interesse condivisi dall’Osservatorio c’è l’analisi della provenienza delle prenotazioni in hotel.

Il dato si riferisce a un sondaggio rivolto a 2000 strutture ricettive e ci permette di capire alcune macro tendenze del mercato.

Rispetto allo scorso anno vediamo che le OTA sono in leggera crescita: se nel 2014 costituivano il 25% del totale, oggi hanno raggiunto il 27%.

Leggero calo invece per le prenotazioni dirette, che risultano passate dal 44% del totale al 43%.

Sulla scia della scorsa edizione [4] risulta che, sul totale delle prenotazioni, solo il 18,6% proviene dal sito ufficiale (in calo rispetto al 21% dello scorso anno).

D’altronde non c’è da stupirsi, se consideriamo che la quasi totalità (il 99%) dei partecipanti ha dichiarato di avere un sito internet, ma solo il 29% ha investito in un sistema di prenotazioni dirette.

La Ricerca 2015 ci ha posti di fronte a un mercato in fermento –  ha dichiarato Filippo Renga, responsabile dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano – che esplora aree di potenziale sviluppo e cerca di capire come gestire quelle più consolidate. Non si può far a meno di evidenziare che tutti gli attori del settore dovranno muoversi velocemente e fare svariati “passi digitali” in molte direzioni, imparando anche dagli inevitabili errori.

Insomma: le parole d’ordine sono “coraggio” e “cambiamento”. In un quadro che vede l’utente sempre più avvezzo alla pianificazione e alla prenotazione online non c’è davvero più posto per gli albergatori che non sono pronti ad investire seriamente sul canale online. Perché le revenue d’ora in avanti passeranno soprattutto da qua!

Il report completo è acquistabile online sul sito ufficiale dell’Osservatorio / Altre fonti: Hospitality News [5] / digital4.biz [6]