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Turismo Europeo: la decrescita si combatte con la disintermediazione?

leggi l’articolo completo... [2]Aumento medio del RevPar del 5,5% per tutto l’anno, ma con un forte rallentamento in Dicembre: questa la fotografia del Turismo Europeo scattata da MKG Hospitality, operatore internazionale nel settore dell’Ospitalità.

Un aumento generalizzato di occupazione e ADR avrebbe favorito la forte crescita, ma in dicembre si è verificato il primo declino degli indici che mette fine a quasi due anni di cambiamenti positivi cominciati dopo il crollo dell’economia del 2009. Che cosa mette i freni all’Europa?

Nel corso del 2011 alcuni paesi hanno conosciuto una crescita del RevPAR che ha superato abbondantemente i 5 punti percentuali, come la Polonia (+9,3%), ma anche l’Inghilterra, la Francia, la Germania e il Benelux, tutti con un aumento del 4,5-6%. L’Italia rimane su un aumento del 3,8% del RevPAR, il secondo indice più basso insieme a quello della Svezia (+1,8%).

Con una media del 66%, l’occupazione in Europa ha recuperato due punti percentuali rispetto al 2010. In generale secondo lo studio i miglioramenti ottenuti sembrano da addebitarsi alla crescita degli hotel di categoria superiore.

Nella tabella di seguito sono riassunti i risultati:

In agguato ancora la recessione

Nonostante questo trend positivo, in dicembre si è registrato il primo vero passo indietro negli indici del turismo dopo la crisi del 2009.

Il punto interrogativo – si dichiara nello studio – grava sul crollo osservato alla fine dell’anno. Il trend in discesa iniziato nell’autunno del 2011 non è stato arrestato dalle festività natalizie e i risultati del Dicembre 2011 sono crollati più in basso di quelli del Dicembre 2010. Sebbene marginale, questa caduta del RevPAR dello 0,9% mette fine a quasi due anni di trend positivi dopo la grave crisi del 2009.”

Come è possibile osservare dalla mappa seguente, non tutte le nazioni hanno subito una decrescita del RevPAR: ad esempio in Francia e Germania la crescita continua. È chiaro che la principale causa di questa tendenza è da individuarsi nella debolezza di diverse economie e nella crisi finanziaria degli ultimi mesi.

L’Europa deve imparare a incentivare la distribuzione diretta

Georges Panayotis, presidente di MKG, non ha dubbi su quale possa essere la soluzione per gli albergatori europei:

In un Paese come gli Stati Uniti, il turismo è diventato un settore strategico per l’economia, come ha indicato chiaramente il Presidente Obama. Là, gli albergatori si uniscono per combattere il monopolio imposto dagli intermediari sul web. Ci aspettiamo che la stessa cosa accada anche in Europa. Le politiche nazionali sono ancora troppo reticenti a incoraggiare lo sviluppo dell’offerta alberghiera. In tutta Europa l’offerta è stagnante, persino in regresso, e ha assolutamente bisogno di essere stimolata.”

Sul problema della disintermediazione si è scatenata una vera e propria bufera tra i nostri lettori a seguito dell’articolo Rate Parity: 1 motivo per rispettarla – 10 modi per infrangerla [3]. C’è chi è a favore di una integrazione intelligente delle OTA nella strategia distributiva dell’hotel, e chi invece è pronto a indire uno sciopero degli albergatori sui portali. Voi che cosa ne pensate? Potrebbe essere la disintermediazione la chiave di volta per la ripresa del turismo europeo?

Trovate lo studio di MKG su Alex Kornfeind [4]