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Turismo in ripresa: le OTA recuperano terreno

leggi l’articolo completo... [2]Lo scorso 26 marzo la TUI ha diffuso un comunicato dichiarando di aver notato una “significativa ripresa” della domanda per quanto riguarda i viaggi leisure: le vendite sono andate bene per questo inverno e le prenotazioni per l’estate in arrivo sono migliorate rispetto all’anno scorso, facendo crescere le quotazioni in borsa. “Siamo incoraggiati dai recenti, forti segnali di ripresa nel commercio” – dichiara la TUI.

Intanto oggi compare online la notizia che Expedia ed altre OTA si stanno risollevando dalla crisi proprio in virtù dei segnali di miglioramento provenienti dal mercato: Priceline ed Expedia in particolare, hanno visto le proprie quotazioni Nasdaq subire un discreto incremento.

Gli analisti infatti hanno raccomandato l’acquisto delle loro azioni in seguito ai trend di crescita delle loro vendite online.
 
 

Le strategie delle OTA per contrastare la crisi

Evidentemente le iniziative intraprese dalle OTA negli ultimi mesi per contrastare il calo di prenotazioni, hanno avuto effetti positivi.

Tagli delle fees sull’acquisto di voli aerei ed hotel [3], un approccio maggiormente customer-based dei servizi offerti, come l’applicazione TripAssist di Expedia, che aiuta l’utente a pianificare ogni passo del proprio viaggio persino se non ha prenotato su Expedia, e la creazione di siti web per smartphone in tempi record, hanno fatto la loro differenza.

Negli ultimi giorni, Travelocity-Lastminute, per andare incontro a quella già vasta fetta di utenti alla ricerca di tariffe molto competitive, ha annunciato il lancio della campagna “Top Secret Hotels”, con la quale per la prima volta saranno incluse tra i risultati di ricerca ordinaria le offerte a tariffa opaca, hotel 3-4 stelle in location specifiche che l’utente potrà prenotare con sconti anche del 45%, a patto di conoscere il nome solo dopo aver effettuato l’acquisto.
 
 

Nasce una “nuova normalità” per il turismo

L’incremento di prenotazioni ed acquisti sui portali, dovrebbe tradursi in un segnale di generale miglioramento per tutto il comparto turistico e anche per gli hotel. Ma così non sembra. Qui in Italia abbiamo ricevuto risposte discordanti: per alcuni la crisi pare ormai al tramonto mentre per altri è ancora difficile dichiararsi “fuori dal tunnel”.

La verità è che probabilmente la situazione non tornerà più ad essere quella del 2007 e che un nuovo modo di viaggiare, di pianificare e prenotare, è ormai la “normalità”.

L’utente, business o leisure che sia, cerca prevalentemente on-line o su mobile e va a caccia delle migliori occasioni, le offerte speciali, i lasminute e i lastsecond più appetibili, sceglie gli hotel non più in base al numero delle stelle ma ai commenti su TripAdvisor, la sensibilità alla tariffa è aumentata e la finestra di prenotazione si è ridotta.

A mio parere, il successo delle OTA sembra stare nel fatto che si sono adeguate al nuovo modo di pensare del cliente e alle nuove dinamiche delle tecnologie on-line… e gli hotel?