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Turismo Italia: nel 2015 aumentati i soggiorni, diminuite le assunzioni

leggi l’articolo completo... [2]Federalberghi tira un sospiro di sollievo. Il bilancio finale del 2015 parla di un aumento delle presenze, sia italiane che straniere. Forse è la luce alla fine del tunnel per il turismo in Italia e soprattutto per il settore alberghiero, che negli ultimi anni ha continuato a soffrire per la crisi economica del 2008.

Tutti gli indici sono positivi, tranne uno: quello del lavoro in albergo. Segno che c’è ancora molto da fare per rilanciare e rafforzare il settore.

Federalberghi non parla mai di “successo” nel suo comunicato stampa [3]. Casomai si tratta di “segnali di ripresa”:

“Per recuperare il terreno perduto negli anni precedenti ci vorrà almeno un lustro di risultati col segno positivo.”

 

Turisti in aumento, anche italiani

Ma veniamo ai numeri: da gennaio a dicembre 2015 il barometro di Federalberghi segna un evidente aumento, sia delle presenze degli stranieri che di quelle degli Italiani. Forse anche grazie all’effetto positivo di Expo 2015.

Per quanto riguarda la spesa turistica abbiamo registrato:

Fa soprattutto piacere vedere che anche gli Italiani sono tornati a passare le vacanze nella penisola.

“Il 2015 sarà probabilmente ricordato come l’anno della riscoperta dell’Italia da parte degli italiani – dice il presidente Bernabò Bocca – in quanto i nostri connazionali non hanno perso la voglia di viaggiare e lo hanno fatto scoprendo o riscoprendo le tante ricchezze paesaggistiche, del benessere, artistico-culturali ed ambientalistiche di cui la nazione dispone, senza dimenticare l’incredibile successo dell’Expo di Milano.”

 

L’occupazione cala dell’1,7%

Resta negativo invece il bilancio dell’impiego nel settore ricettivo. Nonostante il Jobs Act lanciato dal Governo, che avrebbe dovuto incentivare le assunzioni, sono diminuiti i lavoratori a tempo determinato (-1,7%) mentre i lavoratori a tempo indeterminato sono cresciuti solo del +0,3%.

Di seguito una tabella riepilogativa mostra la dissonanza tra l’andamento positivo delle presenze e la diminuzione degli assunti.
Per Federalberghi questo sarebbe la dimostrazione dell’incertezza che ancora grava sull’intero settore e che colpisce i bilanci delle imprese ricettive. “Quest’ultimo dato denota quanto le aziende siano state costrette a limitare il coinvolgimento di collaboratori part time, proprio per cercare di tenere fermo e salvaguardare il fattore umano e professionale di quelli assunti a tempo indeterminato.”

Un dato che non è da sottovalutare, perché se il lavoro aumenta ma i lavoratori qualificati no, la prospettiva è quella di un’accoglienza sempre più approssimativa, dannosa per la nostra immagine come destinazione turistica.
Riempire gli hotel con dipendenti irregolari e spesso sottopagati, oppure non disporre delle risorse umane necessarie per offrire il servizio migliore ai viaggiatori, porta con sé conseguenze prevedibili. In entrambi i casi avremo a che fare con viaggiatori insoddisfatti e dipendenti insoddisfatti.

 

Federalberghi chiede al governo più investimenti e solidità

Anche se i dati sono in crescita, Federalberghi non si dimostra soddisfatta dei risultati e continua – per adesso inascoltata – a chiedere al Governo interventi più incisivi per portare l’Italia al vertice dei Paesi più visitati al mondo:

 E per voi qual è stato il bilancio di fine anno? Pensate che il momento di crisi sia superato oppure non vi sentite ancora in salvo?