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Turismo Italia: di Disoccupati, di Ospitalità e di Marketing

leggi l’articolo completo... [2]Siamo alle porte del Primo Maggio e il ponte del 25 aprile è appena passato, ma la flessione del turismo sembra continuare il suo percorso. E ora non sono più solo ADR e tasso d’occupazione a preoccupare, ma anche il calo dei dipendenti.

”La continua emorragia di lavoratori resa indispensabile per tenere i bilanci in un equilibrio peraltro precario è la nuova emergenza che il settore sta affrontando – dice Bernabò Bocca all’Assemblea Generale – e che rischia di depauperare la qualità del servizio turistico”. 

E così anche in Italia il settore Turismo sta pagando il suo contributo a un tasso di disoccupazione mai così nero.

Proprio in questi giorni l’Istat ha diffuso le nuove stime relative a famiglie, povertà e disoccupazione e i numeri non sono certo confortanti. Nell’ultimo report 2012 [3], rispetto al 2007 le famiglie senza reddito sono quasi raddoppiate e i giovani tra i 35 e i 39 anni che si sono ritrovati senza lavoro sono ormai a quota 1,4 milioni.

Lavoratori nel turismo in calo del 4,7% in soli tre mesi

Ma se già il problema disoccupazione è un peso per tutta la Nazione, per il settore del Turismo, dove l’Ospitalità è fatta dalle persone e non dai servizi, è una vera e propria condanna.

Il presidente di Federalberghi ci vede giusto quando dice che andando così le cose si rischia di “depauperare la qualità del servizio turistico”, una qualità che ha sempre reso l’Italia una destinazione turistica forte.

Dopo aver parlato di un calo importante dei turisti già sotto Pasqua [4], oggi Bocca dichiara che nel 2012 il dato sull’occupazione alberghiera è stato pari al -3%, e che oggi si registra una diminuzione del 4,7% tra i lavoratori del settore in soli tre mesi, una vera e propria “emorragia occupazionale”.

Se scendiamo nel dettaglio, i lavoratori a tempo indeterminato sono diminuiti nel primo trimestre 2013 del 3,8% mentre quelli a tempo determinato hanno toccato il -6,1%.

Ridurre i dipendenti rende l’Ospitalità più scadente

La difficile situazione ha spinto gran parte degli albergatori a ridurre i prezzi: come analizza Robi Veltroni in un recente articolo [5], le maggiori città italiane e altre capitali europee, hanno registrato in aprile ADR quasi sempre ai minimi storici rispetto al 2010.

Dopo le tariffe, sono le teste dei collaboratori a cadere, ma è chiaro che la riduzione di personale per salvare il bilancio può peggiorare la qualità dei servizi.

Pochi dipendenti costretti a turni sfiancanti, giovani assunti con contratti temporanei solo perché costano poco e che non hanno alcuna formazione in ambito turistico, una clientela che trova di fronte a sé un collaboratore frustrato e svogliato, sono tutti fattori che rischiano di minare ancora di più una già fragile situazione.

Inutile dire che per l’ennesima volta si è fatto appello a un Governo sempre più assenteista e sordo alle richieste del Turismo: “L’assenza di una politica turistica – dice Bocca – sta portando tutti i nodi al pettine, quindi con forza e testardaggine rilanciamo la nostra decennale richiesta della creazione, nel prossimo Esecutivo, di un ministero per il Turismo con portafoglio e la modifica dell’articolo 117 della Costituzione per ridare allo Stato la competenza in materia turistica, oltre alla facilitazione dei visti turistici dai Paesi Brics.

Turismo, Marketing, Occupazione: l’Australia un modello e una meta per molti

Di fronte a questo fiume in piena di dati in negativo, il mio pensiero non può che volare alla “mitica” Australia. Dico “mitica” nel senso che l’Australia grazie a una fenomenale strategia di marketing, ha fatto del proprio paese il nuovo Eldorado nel mondo. Non solo una destinazione turistica da sognare, ma anche un modello di vita da agognare.

L’ultima trovata dell’Agenzia Turistica dell’Australia è stato proprio legare queste due sfere insieme (il piacere e il lavoro) e farne una portentosa promessa d’avventura e di vita aperta a tutti, che ha fatto il giro del mondo in pochi secondi di web e ha generato attenzione, visite e crescita del brand.

L’iniziativa, chiamata The Best Jobs in the World [6], ha aperto le candidature a 6 lavori fuori dell’ordinario legati al mondo del Turismo in Australia: Specialista del Divertimento, Esploratore dell’Outback, Guardiaparco, Custode della natura, Fotografo Trendy, Maestro del Gusto. Lavori a tempo determinato, per cui si è pagati e con cui si contribuisce alla promozione e alla conoscenza del brand Australia nel mondo.

La campagna ha generato più di 40.000 domande provenienti da tutto il mondo. Non posso fare a meno di chiedermi come avrebbe reagito il mondo se una cosa simile l’avessimo fatta in Italia. Perché pochi, ora come ora, vorrebbero venire a vivere a lavorare qui.

Il Fatto Quotidiano [7] racconta la singolare storia di Aldo Mencaraglia, un 43enne che è scappato in Australia ed è diventato l’autore del blog “Italiansinfuga”, dedicato a tutti quelli che vogliono scappare e costruirsi un futuro all’estero, che registra 25.000 fan su Facebook e circa 10.000 visitatori al giorno. “Sono in molti a scrivermi chiedendo consigli – spiega Aldo – All’inizio mi scriveva chi migrava per ambizione, ora chi lo fa per necessità, da paio d’anni con disperazione, perché non si trova lavoro. Pazzesco l’incremento dopo le ultime elezioni. Immagino ci fosse una speranza di cambiamento, una luce in fondo al tunnel, invece sembra che ora le cose siano ancora meno governabili e sono tanti a dire basta, andiamo via”.

E mentre l’Australia diventa la nuova Terra Promessa, rischiamo che l’Italia perda – sommersa dal malgoverno, dalla crisi e da un Turismo più scadente e senza rotta – quell’allure e quel fascino che l’ha resa la meta turistica che per decenni (a torto) abbiamo sempre pensato indistruttibile.