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Viaggiatori Vegan: un mercato da esplorare per gli hotel

leggi l’articolo completo... [2]Solo pochi anni fa un viaggiatore vegano non doveva solo preoccuparsi di scegliere l’hotel, comprare i voli e preparare le tappe del proprio viaggio, ma anche di muoversi nel terreno minato della selezione culinaria locale: in alcuni Paesi l’offerta di piatti a sola base vegetale era così limitata da rendere il momento della pausa rifocillaggio una vera fonte di stress.

Basti pensare ai vegani americani della prima ora, che raggiunta l’Italia rischiavano di essere accolti con sole verdure grigliate e pasta al pomodoro!

Le cose sono fortunatamente cambiate, e ora spuntano nuove esperienze vegane ogni giorno, rendendo l’esperienza di viaggio migliore non solo per loro, ma anche per i viaggiatori soltanto curiosi di provare cucine locali declinati in chiave cruelty-free. Questa crescita dell’offerta di piatti a base esclusivamente vegetale deriva ovviamente da una domanda cresciuta a dismisura nell’ultimo lustro.

Secondo una ricerca di Global Data [3], il numero di americani che si identificano come vegani è aumentato del 600% in soli cinque anni, dal 2014 al 2017. Guardando all’Italia, secondo i dati Eurispes 2018 [4] i “veg” nostrani sono l’8% della popolazione.

Dopo una crescita del 90% in tre anni, la keyword “Vegan” è ora ufficialmente un termine più ricercato su Google di “vegetariano”. Questo non solo perché più persone hanno abbracciato la filosofia vegan, ma perché esistono anche “onnivori” curiosi di esplorare uno stile di vita considerabile eticamente più giusto, o che aderiscono a diete in cui si riduce il più possibile il consumo di prodotti di origine animale (come per esempio i “flexitariani [5]”).

Un mercato in espansione che, al di là delle battute da bacheca di Facebook sulle “pretese degli erbivori”, può diventare un’interessante possibilità di business per gli hotel.

 

Un nuovo modo di viaggiare vegano

I tour gastronomici sono una delle categorie di esperienze di viaggio in più rapida crescita su TripAdvisor [6], andando a confermare quel concetto di turismo esperienziale di cui tanto si è discusso in passato. I viaggiatori non vogliono più essere spettatori passivi, ma sperimentare le destinazioni anche attraverso i sapori e le cucine autentiche locali. Fra questi viaggiatori abbiamo i vegani, ovviamente, che ricercano esattamente la stessa qualità dell’offerta e la stessa autenticità ma che, per palesi motivi, hanno meno opzioni a disposizione. Approcciarli con un’offerta unica aiuta ad aprirsi a un mercato ancora poco esplorato ma nondimeno profittevole.

Per questo motivo il tour operator internazionale “Intrepid Travel” ha annunciato a maggio una nuova linea di tour vegani in India, Tailandia e Italia chiamata Vegan Food Adventures [7], in cui una guida locale accompagna gruppi piccoli in un viaggio culinario (e non solo) lungo otto giorni, fra piccoli villaggi thailandesi e bar indiani gestiti da associazioni di donne vittime di violenza.

Il tour italiano [8] passa invece da Venezia, Bologna (con una capatina a Modena) e le colline della Toscana, autoproclamata capitale della carne, con una due giorni in una villa dalla cucina all-vegan nelle colline, chiudendosi a Roma in uno dei primi ristoranti vegani d’Italia.  Un viaggio inusuale, a prima vista, che invece rappresenta una straordinaria opportunità sia per i viaggiatori sia per le aziende che lo propongono.

Un hotel potrebbe pensare a degustazioni e tour locali vegan friendly, magari lavorando a stretto contatto con associazioni che lavorano sul territorio già sensibili all’argomento.

 

Non solo tour gastronomici

Veggie Hotels [9] è un network globale di oltre 600 hotel e B&B vegetariani e vegani che ha lo scopo di informare i viaggiatori su quali siano le strutture “sicure” per chi ha certe necessità a tavola. Secondo il cofondatore del sito, Thomas Klein, una discreta percentuale degli ospiti che hanno contattato gli hotel non è nemmeno vegana o vegetariana. Aprirsi alla filosofia veg significa quindi diventare appetibili non solo a chi la pratica, ma anche a chi semplicemente vuole provare qualcosa di unico e differente nei propri viaggi.

E non è nemmeno necessario alienarsi i propri ospiti onnivori con un’offerta esclusivamente cruelty-free: il sito Vegan Welcome [10] elenca le strutture “vegan friendly”, cioè che offrono “solo” diverse opzioni vegane per ogni pasto nel proprio menù.

Per un 2019 all’insegna delle novità, perché non rivedere i propri menù? Potreste rimanere stupiti dai risultati commerciali!