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Whatever it takes – Anche per il turismo italiano?

leggi l’articolo completo... [2]Sono alte le aspettative dell’intero comparto turistico, dopo quanto dichiarato dal neo presidente del Consiglio – Mario Draghi – nel suo discorso per la fiducia al Senato. Il nostro paese non può più aspettare.

Bisogna muoversi velocemente, con il passo deciso di chi, dopo aver ascoltato i principali stakeholders, sappia definire nel concreto – e mettendo da parte ogni inutile burocrazia – un piano strategico e operativo, che consenta di fare tutto ciò sia necessario per far ripartire uno dei più potenti e prestigiosi motori dell’economia italiana, il turismo.

 

Tutto ciò che è necessario

 

Ebbene si, il presidente Mario Draghi è famoso per la frase suggestiva che pronunciò nel 2012, come capo della Banca Centrale Europea, per difendere l’euro dalla crisi economica dell’eurozona:

“within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough”. Ovvero: “la BCE è pronta a fare tutto il necessario per preservare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza”.

Dopo questa iniezione di fiducia da parte di una persona così autorevole, lo spread tra titoli di stato italiani e bund tedeschi passò da 520 a 473. Ed è un po’ lo stesso effetto che recentemente ha avuto la sola notizia dell’ipotesi che Mario Draghi potesse guidare il nostro governo. Lo spread è calato da 115 a 94. Cifre che non si erano più viste addirittura dal 2015.

Mario Draghi, una personalità dal grande prestigio internazionale, sembra avere preso a cuore la causa del mondo del travel, ricreando dopo circa 28 anni, un ministero del turismo con portafoglio.  Alla sua guida ci sarà Massimo Garavaglia, esponente della Lega.

Si ritiene soddisfatto il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca:

“Non mi sembra vero – ed è davvero una notizia da festeggiare. Finalmente, dopo un’attesa di anni, un ministero del turismo dedicato! E poi soprattutto un ministero con portafoglio, non un ministero che taglia i nastri alle inaugurazioni. Un ministero corposo, di contenuti. Eravamo stufi di essere ospitati di qua e di là. L’Italia merita un ministero dedicato”.

 

Un cambio di rotta

 

Il nuovo presidente del consiglio è convinto non solo dell’importanza strategica del settore, ma anche del fatto che la nostra cultura rappresenti l’identità del paese e che vada quindi protetta:

Un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14% del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato”.

Il rischio, ha sottolineato Draghi, è “perdere il patrimonio che rappresenta la nostra identità”. Non solo dunque una perdita economica, ma anche “dello spirito”. Secondo il presidente del consiglio, investire nel turismo non è “buttare via il denaro”. Essendo una delle più importanti industrie del nostro Paese “i soldi tornano indietro”.

Anche noi siamo convinti di questo e speriamo che venga fatto davvero tutto ciò che sarà necessario per rilanciare con forza l’attività turistica italiana, la nostra identità, la nostra cultura, i nostri beni più preziosi e apprezzati al mondo.