Si chiama Guest Review Insights ed è il nuovo strumento di analisi delle recensioni di Expedia Partner Central, l’extranet che l’azienda ha dedicato agli albergatori. Per adesso lo strumento è disponibile solo in USA ma presto potrebbe arrivare anche in Italia.
Noi lo abbiamo già analizzato e vi spieghiamo a cosa serve e come potrete sfruttarlo per migliorare la vostra reputazione online.
Che cosa spinge un viaggiatore a commentare un albergo online: la rabbia o la soddisfazione? E come rispondono gli albergatori a questi feedback oggi?
Revinate, azienda di monitoraggio della reputazione online per hotel, ha analizzato 20 milioni di recensioni in 125 paesi per scattare una fotografia dettagliata dei trend di settore.
Le più recenti statistiche dicono che il 95% dei viaggiatori legge recensioni online prima di fare le valigie. Di solito le recensioni più lette sono quelle di TripAdvisor o dei portali come Booking.com, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono altri canali su cui la gente posta e legge i commenti: il primo e più importante resta Facebook.
Con Facebook Recommendations, una delle ultime novità introdotte dal social network, le recensioni degli hotel avranno sempre più peso.
Quando ricevete una recensione su TripAdvisor o su un altro sito di brand reputation, non solo dovete rispondere, ma anche fare attenzione a come rispondete.
Un nuovo studio americano dimostra che rispondere alle recensioni online secondo certi criteri, aiuta a far crescere sia il volume e la qualità delle recensioni dell’hotel.
Capire dove stanno i problemi in hotel spesso è facile, se si sceglie di accogliere le recensioni online con fiducia e onestà. Un’attenta analisi, autonoma o condotta con gli appositi strumenti, permette di capire esattamente in che area ricadono le pecche: pulizia, servizio, colazione.
Ma se identificare il cosa è semplice, non lo è altrettanto capire in che misura le pecche si estendono, e soprattutto come possono essere risolte. Per saperlo, la migliore soluzione è chiedere ai clienti stessi. Ecco perché l’ideale sarebbe integrare l’analisi della reputazione online con dei questionari mirati.
Quando dico “recensioni” scommetto che la maggior parte di voi pensa a TripAdvisor e a Booking.com. Ma le recensioni dei due colossi non sono le uniche che contano per un hotel. Mi riferisco alle reviews pubblicate su Google e Facebook, che crescono a vista d’occhio e hanno sempre più peso agli occhi dei clienti.
Per questo è l’ora di iniziare a monitorare e gestire questi canali alla stregua delle altre piattaforme di recensioni importanti per l’hotel.
“TripAdvisor applica una politica di tolleranza zero verso le frodi.” Questo riporta la lunga lettera firmata da Steve Kaufer e inviata questa settimana da TripAdvisor a tutti i proprietari delle attività e delle strutture ricettive presenti sul sito.
Il Gufo manda un messaggio forte e chiaro: chiunque venda recensioni false e chiunque se ne avvalga, finirà nel mirino dell’azienda. E non rimarrà impunito.
Per conoscere come e perché i viaggiatori hanno utilizzato TripAdvisor nel 2015, il sito di recensioni ha commissionato un nuovo studio a PhoCusWright.
I risultati confermano ancora una volta l’alto valore che i viaggiatori attribuiscono alle recensioni online, ma mettono in evidenza anche altri aspetti della pianificazione di viaggio. Ad esempio il fatto che la maggioranza degli utenti apprezza molto la risposta degli hotel alle recensioni.
Sono passati ormai 3 anni da quando la Cornell University e ReviewPro condussero il primo studio scientifico per dimostrare quanto la brand reputation dell’hotel influisse sulle revenue.
Oggi TrustYou e Accor Hotels aggiungono un nuovo tassello al quadro, dimostrando il legame esistente tra le recensioni di TripAdvisor e le prenotazioni e le tariffe dell’hotel.
L’unico modo per rendere TripAdvisor davvero affidabile per utenti e albergatori è abolire l’anonimato delle recensioni o provare che l’utente è stato davvero in hotel, come fa Booking.com. Da anni lo sentiamo dire alle fiere di settore, sui blog, sui social media.
Sappiamo tutti che l’algoritmo di TripAdvisor è in parte manipolabile, come d’altronde quello di Booking. Ma questo non significa necessariamente che la brand reputation dell’hotel ne sia compromessa. Per capire come stanno le cose abbiamo messo a confronto le opinioni degli utenti su TripAdvisor con quelle di Booking.com per un campione selezionato di hotel.
Qualche anno fa sono stata in viaggio in un resort che ho adorato. Posto stupendo, ottimo servizio, gentilezza massima. Tornata a casa ho lasciato una recensione su TripAdvisor che esprimeva tutta la mia gratitudine per quell’esperienza di viaggio e il direttore della struttura, che avevo conosciuto di persona, mi rispose in un modo così personale da farmi commuovere.
La scorsa settimana, per curiosità, sono tornata a vedere la pagina TripAdvisor di quella struttura e (orrore!) mi sono accorta che le risposte alle recensioni erano tutte uguali o quasi. Ho subito capito che qualcosa in quel paradiso perduto doveva essere cambiato. In peggio.
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