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Google+ come Pinterest: 5 cose che l’hotel deve sapere sulle nuove Raccolte

leggi l’articolo completo... [2]Chi lo dava per già spacciato per ora dovrà ancora attendere: nonostante i continui annunci sulla chiusura di Google+, Mountain View continua ad aggiungere funzionalità al suo social network.

Quello che sembra l’ennesimo (disperato) tentativo di distinguersi da Facebook ha suscitato commenti acidi da parte di buona parte del web, che riconosce nelle nuove “Collections” (Raccolte) una mera copia di Pinterest.

Dmitry Shapiro [3], un dipendente di Google, ha presentato online le nuove Raccolte con un post proprio su Google+, in cui spiega di cosa si tratta.

I nostri utenti più felici sono quelli che si connettono con gli altri in base a interessi e passioni. Così abbiamo lanciato le Google+ Collections, un nuovo modo per raggruppare i vostri post per argomento.”

Inutile dire che il pensiero corre subito a Pinterest, dove le foto si organizzano in board, proprio come nelle nuove Raccolte.

Forse l’idea nasce dalla possibilità di creare più engagement o di far scoprire agli utenti nuovi contenuti, ma da molti è stata fortemente criticata, sia per la sua spiccata somiglianza con Pinterest sia perché le Raccolte potrebbero andare a sovrapporsi ai Gruppi, anch’essi incentrati su argomenti di discussione.

Come funzionano le Raccolte?

Per testare questa nuova funzione di Google+ non ci vuole molto. Basta seguire alcune indicazioni fondamentali:

  1. Create una Raccolta: per creare una Raccolta basta loggarsi coll’account della pagina dell’hotel e cliccare sulla voce omonima nel menù di sinistra o visita la pagina ufficiale [4]. Cliccate su “Crea la tua Raccolta”.

  2. Scegliete a chi mostrare la raccolta: può essere una raccolta molto generica, ad esempio riguardante la vostra destinazione (Sardegna, Isola D’Elba, Ortisei, ecc.) o le ricette della vostra regione (ricette toscane, cucina siciliana, ecc.). In questo caso il nostro consiglio è di rendere la raccolta pubblica. Se invece si tratta di qualcosa di specifico potete renderla visibile solo a certi gruppi di coloro che vi seguono. Se per esempio avete suddiviso i follower in cerchie per età o per tipologia, potete creare dei contenuti per giovani (Sardegna Low cost – Firenze by night) o per famiglie (Family-friendly Florence).

  3. Curate l’aspetto: la prima cosa da fare è dare alla Raccolta un aspetto curato. Scegliete una foto di copertina d’effetto, che venga voglia di cliccare. Potete caricarla manualmente, basta che sia grande almeno 480×270 pixel.

  4. Ogni cosa è modificabile: se non siete convinti del titolo o dei colori scelti potete sempre cambiarli perché non sono definitivi. Cliccate sulla icona a ingranaggio sulla destra e qui potete modificare o eliminare la Raccolta.
  5. Popolate la Raccolta: per farlo potete inserire nuovi materiali oppure riunirvi all’interno tutti i post che avete già fatto su quell’argomento. Basta scegliere il post, cliccare sulla freccia in alto a destra e selezionare “sposta post in una raccolta”.

 

Google+: a caccia di case study

Ad ascoltare quello che dicevano i più, Google+ avrebbe già dovuto essere scomparso da anni, ma per ora è ancora qui. Anche se non si sa per quanto.

Su un articolo del Business Insider del 20 gennaio 2015 Joshua Barrie scriveva “Nessuno sta usando Google+ [5]”: un titolo forte per una questione ancora irrisolta, ossia quanti utenti stiano effettivamente e attivamente usando il social netwotk di Google.

Gestire Google+ per l’hotel non è semplice, lo sappiamo. Per aiutare gli albergatori abbiamo creato la prima Guida Gratuita Google+ per hotel [6], scaricata e condivisa centinaia di volte.

Ma ad oggi fatichiamo ancora a trovare molti case study di successo. Abbiamo visto pagine ottimamente curate ma senza engagement, non solo in Italia ma anche all’estero (vedi i Kimpton Hotels [7]). Pagine seguitissime ma senza vita.

Speriamo sempre di sbagliarci e di scoprire che là fuori qualcuno ce l’ha fatta. Se quel qualcuno siete voi, fateci sapere!