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Intervista esclusiva a Booking.com: senza la rate parity per gli hotel sarebbero guai

leggi l’articolo completo... [2]Qualche settimana fa Booking.com ha annunciato che, per allinearsi alle richieste delle autorità dell’Antitrust, a breve avrebbe modificato la clausola di applicazione della Rate Parity.

Per saperne di più su come cambieranno le cose e cosa c’è da aspettarsi, abbiamo intervistato in esclusiva per voi Andrea D’Amico, Regional Director di Booking.com in Italia.

D’Amico ci ha spiegato in che cosa consisterà la nuova parità tariffaria ma ha confessato che sarebbe sorpreso se questa prima o poi venisse a mancare, poiché in questo caso la situazione per gli hotel indipendenti non sarebbe così semplice come molti credono.

Per capire in che direzione sta andando il mercato e come Booking.com si prepara al 2015, D’Amico ci ha anche svelato i piani del portale per migliorare l’esperienza dell’utente al massimo grado.

1. Recentemente si è molto parlato della modifica alla clausola di rate parity che vorreste introdurre sia in Italia che in altri paesi. Può spiegarci in dettaglio di cosa si tratta, se e quando entrerà in vigore? Pensa che potrebbe essere applicata a livello globale?

D’Amico: In base alla proposta presentata da Booking.com, ed accettata dalle autorità di Italia, Francia e Svezia, gli alberghi possono offrire tariffe più basse ad altri intermediari e rispettare la parità tariffaria soltanto per le prenotazioni dirette che non provengano da loro clientela fidelizzata.

La nuova parità tariffaria è entrata in vigore a metà Dicembre ed è sottoposta attualmente ad un test di mercato prima di essere definitivamente approvata.

2. L’annuncio prevede l’abolizione della clausola di rate parity tra Booking.com e le altre OTA, mentre rimane nei confronti del sito dell’hotel. Da molte parti si sono levate critiche su questa scelta che viene ritenuta solo un palliativo che non cambierà le cose dal punto di vista della libera concorrenza. Cosa ne pensa in merito?

D’Amico: L’indagine da parte dell’Antitrust era mirata ad individuare possibili restrizioni alla concorrenza tra OTA, riteniamo che le modifiche apportare vadano esattamente in questa direzione.

3. Alcuni albergatori temono che, nel caso scegliessero di offrire tariffe più convenienti ad altri intermediari, potrebbero esserci delle penalizzazioni su Booking.com. Certe strategie tariffarie potrebbero avere una ripercussione negativa sulle performance all’interno del vostro portale?

D’Amico: La performance su Booking.com dipende dalla competitività dell’offerta degli alberghi sul nostro sito di cui ovviamente la tariffa è una delle componenti principali; tariffe non competitive potrebbero portare ad un calo della conversion (il rapporto tra prenotazioni e visite alle pagine di ciascuna struttura) che è uno dei parametri fondamentali su cui si basa il posizionamento degli alberghi sul sito. Non c’è alcuna intenzione di penalizzare alcuna struttura ma molto semplicemente il sistema offre automaticamente maggiore visibilità agli alberghi che convertono meglio.

4. Può spiegarci perché Booking.com non prevede di rimuovere la clausola anche nei confronti del sito dell’hotel?

D’Amico: Per ogni struttura che si registra ci occupiamo di creare una pagina di presentazione, tradurla fino a 42 lingue, renderla visibile non soltanto su Booking.com ma anche su oltre 5.000 siti affiliati, su supporti mobile come smartphone e tablet; investiamo in visibilità tramite campagne a pagamento su tutti i motori di ricerca ed in tutte le lingue, mettiamo a disposizione delle strutture un’assistenza clienti multilingua 24/7; a fronte di tutto questo, l’albergo non sostiene alcun costo se non le commissioni sulle prenotazioni andate a buon fine.

Nel caso in cui il cliente trovasse tariffe più basse sul sito dell’albergo, dovremmo sostenere tutti i costi relativi alle attività di cui sopra senza aver possibilità di alcun ritorno in quanto Booking.com verrebbe consultato per la scelta della sistemazione ma poi la prenotazione avverrebbe direttamente.

5. Se dovesse arrivare realmente la caduta dell’obbligo di rate parity, che scenario si immagina ci troveremmo ad affrontare?

D’Amico: Il nostro attuale modello di business non sarebbe più sostenibile ed andrebbe completamente rivisto; vista la popolarità che ha riscontrato sia da parte degli albergatori che i consumatori penso sarebbe un danno per tutti.

Se Booking.com diminuisse o cessasse i propri investimenti sarebbero gli alberghi stessi a doverli sostenere con costi e rischi più alti; questo avrebbe anche ripecussioni negative sulle tariffe offerte e comporterebbe, quindi, danni anche per i consumatori.

6. Booking.com è da sempre un compendio di best practice nella vendita online di viaggi. Può anticiparci quali miglioramenti e investimenti verranno effettuati in questo 2015 per ottimizzare ulteriormente l’esperienza del viaggiatore?

D’Amico: Una parte sempre maggiore di prenotazioni viene effettuata tramite smartphone e tablet, non solo quando ci si trova già a destinazione e si cerca una sistemazione per il giorno stesso ma anche quando si potrebbe prenotare tramite un altro supporto come il laptop; uno dei focus principali è quindi quello di far sì che qualunque sia la piattaforma utilizzata l’esperienza dell’utente che utilizza Booking.com sia sempre la migliore possibile.

7. Sono sempre di più gli utenti che pianificano e prenotano da mobile. Quanto è importante per voi questo segmento e come pianificate di migliorare le vostre performance in futuro su mobile?

D’Amico: Abbiamo da poco lanciato negli Stati Uniti Booking Now che permette di prenotare un albergo in pochi secondi; è una app che rivoluziona il modo in cui la ricerca di un albergo è stata effettuata fino ad oggi.

8. Expedia ha dichiarato esplicitamente di voler focalizzare in futuro tutti gli sforzi su una maggiore personalizzazione dell’esperienza dell’utente. Se anche per voi è lo stesso, quali strumenti e strategie pensate di sfruttare per raggiungere questo risultato?

D’Amico: Oggi circa 600mila strutture sono prenotabili su Booking.com, in molte destinazioni ne offriamo centinaia, in alcune anche più di mille; questo rende necessario dare agli utenti la possibilità di restringere la ricerca ed ordinare i risultati in base a quelli che sono i criteri che interessano loro maggiormente per far si che la sistemazione ideale venga trovata con pochi click. Investiamo quindi molte risorse nello sviluppare la navigazione sul sito e nel rendere le informazioni riguardanti le strutture quanto più complete ed aggiornate possibile. Questo aspetto è ancora più rilevante quando la ricerca viene effettuata su smartphone o tablet.