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Ritorno al Futuro #2: Tecnologia sfrenata vs Ospitalità locale

leggi l’articolo completo... [2]Tra 10 anni i progressi della tecnologia digitale faranno sì che i viaggiatori non dovranno incontrare un solo essere umano dal momento in cui entreranno in hotel fino a quando lasceranno la loro stanza.”

Uno scenario sconcertante quello descritto da Nik Gupta, direttore hotel di SkyScanner, che mi fa meravigliare e rabbrividire allo stesso tempo. Che ne sarebbe dell’ospitalità?

Io non riesco a figurarmi un hotel senza la presenza attiva dello staff e senza il sorriso di un concierge.

Eppure l’hotel del futuro descritto nella terza parte de “Il Futuro del Viaggio nel 2024 [3]”, di cui abbiamo parlato nell’articolo Ritorno al Futuro #1: le meraviglie del Turismo nel 2024 [4], descrive hotel fortemente tecnologici, dove il viaggiatore sarà in grado di personalizzare al massimo la sua esperienza grazie soltanto ai device digitali messi a disposizione dall’hotel.

 

La Tecnologia prende il posto dell’uomo

Nella fantasiosa ricostruzione di queste stanze futuristiche si immaginano software in grado di collegarsi ai profili social dell’utente, per permettergli di scegliere una stanza su misura per sé.

Grazie ai device mobile, ad esempio i tablet, una volta in hotel il cliente potrà scoprire suggerimenti su cosa fare e dove mangiare in base alle sue preferenze – non ci sarà più bisogno di chiedere al front desk.

In realtà simili tecnologie sono già disponibili al Peninsula di Hong Kong e negli hotel Conrad di Hilton.

Il primo offre un tablet con cui l’ospite può fare tutto: regolare le luci, muovere le tende, gestire la tv, ordinare la cena e prenotare la sauna.

Il secondo ha invece lanciato la Conrad Concierge App: un’applicazione mobile dalla quale l’ospite sceglie cosa ordinare a colazione o che cosa desidera trovare in camera al suo arrivo anche mentre è in viaggio.

Ma questo non è niente se messo a confronto con le nuove pareti interattive che presto potremmo vedere in hotel, dove proiettare scenari desiderati, vedere i propri profili sociali o le immagini della famiglia – in puro stile Fahrenheit 451.

Tra le innovazioni ce ne potrebbero essere molte dedicate al benessere del viaggiatore: già adesso la Stay Well Suite del MGM Grand a Las Vegas offre docce arricchite con vitamina C, luci che eliminano il jet lag, aria purificata e aromaterapia personalizzata.

 

In fondo al mare o nello spazio, la terra non andrà più di moda

Come cambieranno le abitudini dei viaggiatori, cambieranno anche le destinazioni. Le mete predilette tra dieci anni potrebbero essere principalmente 2: lo spazio e il mondo sottomarino.

Già oggi la World View Enterprise promette ai passeggeri di decollare per gli spazi siderali, a 30 km sopra la superficie terrestre, con una cabina pressurizzata sorretta da un pallone high-tech di elio di 400.000 metri cubi.

Ancora più apprezzati e a portata di mano saranno gli hotel subacquei. Ci sono già prototipi di hotel con ristoranti e cabine totalmente sommersi dal mare, come il Water Discus Hotel a Dubai [5], che aprirà nel 2015.

 

Controtendenza: i viaggiatori che vogliono vivere “like a local”

Se da una parte le nuove generazioni sembrano soprattutto infatuate dell’ipertecnologico, dall’altra c’è il desiderio di ritrovare il contatto umano, il calore dell’accoglienza autentica, di conoscere la vita e la filosofia dei Paesi dove si è diretti come si fosse dei locali.

Un benefit che ha decretato il successo senza precedenti di siti come Airbnb [6] e che sta portando in auge nuovi servizi travel, come i Supper Club: cene a pagamento tenute a casa di perfetti estranei. Il sito EatWith [7], che serve a trovare i Supper Club nella tua zona, ha già riscosso un discreto successo, persino in Italia!

Joseph Pine II, imprenditore esperto della Experience Economy, non ha dubbi: “In futuro, credo che il viaggio collaborativo inciderà notevolmente sul numero di stanze d’hotel prenotate – Penso che il 5-10% della popolazione finirà per affittare la propria casa a dei viaggiatori – e questo numero è davvero alto.”

Sempre su questa scia si sta diffondendo l’utilizzo dei Social media per entrare in contatto con gli abitanti locali della destinazione e personalizzare in modo più autentico l’esperienza.

 

Impariamo a capire e sfruttare i cambiamenti

Dovunque vada il travel nel prossimo futuro, una cosa è sicura, come conclude lo studio: “È importante comprendere che le tendenze a cui ci stiamo avvicinando e che stiamo imparando a gestire – la vacanza basata sul crowdsourcing, il soggiorno scelto in base alle recensioni delle persone e i siti di confronto prezzi – continueranno a crescere senza sosta, fino a diventare il modello normale di riferimento a cui l’industria dovrà adattarsi.”

E così sarà per le nuove tecnologie, per il mobile e per le nuove destinazioni.

Qualche settimana fa abbiamo visto come la Marriott [8] sia alle prese con importanti investimenti per ottimizzare le strutture e il suo marketing in base alle preferenze dei Millennial.

Questa è la giusta filosofia da adottare: inutile opporsi ai cambiamenti, tanto vale invece capirli, appropriarsene e saperli cavalcare.